31/07/2026
L'opera e il suo doppio (Dalle lettere) - Gustave Flaubert
A cura di Franco Rella, Fazi Editore, 2006
Romanzo non romanzo di Flaubert, ma per certi versi più di quanto lo siano i suoi romanzi.
Franco Rella, docente di estetica a Venezia, ha selezionato, annotato e commentato circa cinquecento lettere che coprono l'intero arco della vita di Flaubert, dal lunghissimo viaggio in Oriente fino al ritiro definitivo nella casa di Croisset, passando per i rapporti con le donne (madre, amanti, amiche di penna, scrittrici, pr******te) le amicizie maschili e i tormenti della sua attività di narratore. È, per dichiarazione dello stesso curatore, la più vasta raccolta di lettere di Flaubert mai pubblicata in Italia, con numerose inedite.
Il titolo non è decorativo. Secondo Rella, da questo epistolario emerge un romanzo nascosto ma riconoscibile, quello in cui Flaubert esprime l'ansia della bellezza e l'attrazione per il sordido, un testo in cui si tengono insieme la banalità della vita quotidiana e lo slancio verso l'ideale. Un romanzo che, secondo il curatore, è pari o forse superiore ai romanzi che Flaubert ha effettivamente pubblicato.
È un paradosso che regge, perché Flaubert stesso, nei romanzi, predicava l'assenza totale dell'autore dalla pagina; qui, al contrario, si mette a n**o — è quello che un recensore ha definito il suo lato "notturno", opposto al Flaubert "diurno" dello scrittore disciplinato di Madame Bovary.
Chi si aspetta un Flaubert solenne troverà invece un uomo spesso cupo, ironico, insofferente verso il genere umano in blocco, capace di passare dalla riflessione stilistica più minuziosa alla confessione più amara nello spazio di una stessa lettera. Non è un caso che il libro venga descritto da più parti come una lettura che si può affrontare quasi come un romanzo epistolare a tutti gli effetti, più che come un apparato critico da consultare a spizzichi.
Flaubert (Rouen 1821 – Croisset 1880) resta oggi uno degli autori-cardine del passaggio dal realismo ottocentesco al romanzo moderno. Madame Bovary, il processo per oscenità e la successiva assoluzione, restano tra gli episodi più noti della sua biografia letteraria, insieme a Salammbô, L'educazione sentimentale e il postumo Bouvard e Pécuchet.
Questo epistolario, però, non è un compendio alle opere: è materiale a sé, ed è probabilmente il modo più diretto per avvicinarsi alla persona dietro i romanzi.