08/07/2026
"Se tornassi indietro me lo insegnerei. Sarei la donna che mi spiega come prendere posizione, come volere le cose, come chiederle."
La cronologia dell'acqua è un memoir, una corsa verso l'autodistruzione - non tanto una caduta, quanto la cronaca di un bisogno, di un'urgenza - quando trauma e dolore dettano le regole.
Ma è anche un meraviglioso racconto di ricostruzione, di rinascita.
Crudo, ironico, stratificato, poetico. Pieno di amore per la letteratura e il suo potere curativo.
La cronologia dell' acqua ti rimane aggrappato addosso, ti lascia domande, il sale delle lacrime, ti insegna un nuovo significato di forza.
Era da tanto che non leggevo un libro così pieno, così feroce.
Così potente.
"Rimarginavamo le nostre ferite d'infanzia l'uno contro l'altra. Perché... perché potevamo sopportarlo.
Perché c'era qualcosa dall' altra parte.
La gente - e con ciò intendo le coppie, credo - non ama parlare di litigi. Non sono affascinanti. Nessuno ama riconoscerli o descriverli o rivendicarli. Vogliamo che il nostro mondo di coppia appaia... morbido e grazioso e ammirabile. E gli scoppi d'ira sono brutti. Ma mi sembra una st*****ta. Alcuni litigi non sono brutti. La rabbia può sprigionarsi come uno sfogo di energia. Il trucco è darle forma, anziché un bersaglio umano. Il trucco è trasformare la collera"
Lidia Yuknavitch, La cronologia dell'acqua, nottetempo | casa editrice