Equilibri letterari

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Avrei voluto mettermi a piangere forte, ma non potevo. Non avevo più l'età per versare lacrime, avevo fatto troppe esper...
15/10/2023

Avrei voluto mettermi a piangere forte, ma non potevo. Non avevo più l'età per versare lacrime, avevo fatto troppe esperienze. Esiste anche questo al mondo, la tristezza di non poter piangere a calde lacrime. E' una di quelle cose che non si può spiegare a nessuno, e anche se si potesse, nessuno la capirebbe. E' una tristezza che non può prendere forma, si accumula quietamente nel cuore come la neve in una notte senza vento. Una volta, quando ero più giovane, avevo provato a esprimerla a parole. Ma non ne avevo trovata una che potesse esprimere il mio sentimento ad altri, anzi nemmeno a me stesso, così avevo rinunciato. E avevo chiuso sia le mie parole sia il mio cuore. La tristezza troppo profonda non può prendere la forma delle lacrime.

Siamo tutti viaggiatori in un'unica navicella verde-azzurra che solca lo spazio cosmico a 30 km al secondo. L'uomo ha se...
08/08/2023

Siamo tutti viaggiatori in un'unica navicella verde-azzurra che solca lo spazio cosmico a 30 km al secondo. L'uomo ha sempre guardato alle stelle come metafora di libertà, di rifugio alle ansie terrene, oggi che il passo verso quella meta sembra più vicino, l'umanità riuscirà a portare con sè le virtù e lasciare indietro le idiosincrasie di questo piccolo e insignificante mondo?
Libro eclettico che spazia tra saggio e memoir e che tocca svariate tematiche, dalla cosmologia alla storia, dall'astronomia alla letteratura tutto sapientemente legato dalla raffinata penna di Westerman.



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LA COMMEDIA COSMICAdi Frank Westerman Siamo tutti viaggiatori in un'unica navicella verde-azzurra che solca lo spazio co...
08/08/2023

LA COMMEDIA COSMICA
di Frank Westerman
Siamo tutti viaggiatori in un'unica navicella verde-azzurra che solca lo spazio cosmico a 30 km al secondo. L'uomo ha sempre guardato alle stelle come metafora di libertà, di rifugio alle ansie terrene, oggi che il passo verso quella meta sembra più vicino, l'umanità riuscirà a portare con sè le virtù e lasciare indietro le idiosincrasie di questo piccolo e insignificante mondo?
Libro eclettico che spazia tra saggio e memoir e che tocca svariate tematiche, dalla cosmologia alla storia, dall'astronomia alla letteratura tutto sapientemente legato dalla raffinata penna di Westerman.

I viaggi sono le levatrici del pensiero. Pochi luoghi risultano più favorevoli di un aereo, una nave o un treno in movim...
06/08/2023

I viaggi sono le levatrici del pensiero. Pochi luoghi risultano più favorevoli di un aereo, una nave o un treno in movimento al conversare interiore. Tra ciò che abbiamo davanti agli occhi e i pensieri che coltiviamo nella mente esiste una correlazione singolare: spesso i grandi pensieri hanno bisogno di grandi panorami, quelli nuovi di nuove geografie, e le riflessioni introspettive che rischiano di impantanarsi traggono vantaggio dal fluire del paesaggio.

Alain De Botton, L’arte di viaggiare

Dopo colazione o cena o qualunque cosa fosse dissi: "Senti, tesoro, mi dispiace, ma non so se ti rendi conto che questo ...
05/07/2023

Dopo colazione o cena o qualunque cosa fosse dissi: "Senti, tesoro, mi dispiace, ma non so se ti rendi conto che questo lavoro mi manda ai matti. Senti, lasciamo perdere, eh? Facciamo come prima, eh? Niente lavoro, l'amore tutto il giorno, qualche passeggiata, chiacchieriamo un un po'. Andiamo allo zoo. A guardare gli animali. Andiamo alla spiaggia a guardare l'oceano. Andiamo al luna park. Andiamo alle corse, al museo, agli incontri di boxe. Facciamoci qualche amico.
Ridiamo. Questa vita è monotona, come quella di tutti gli altri: ci sta uccidendo.

I tanti rifiuti, le promesse dette a mezza voce, i tanti no, le speranze illusorie di cui m’ero per tanto tempo nutrito,...
28/06/2023

I tanti rifiuti, le promesse dette a mezza voce, i tanti no, le speranze illusorie di cui m’ero per tanto tempo nutrito, i nuovi tentativi, che ogni volta si dimostravano vani, avevano fiaccato il mio coraggio.

__ Knut Hamsun - "Fame" __

Un libro che io ho scoperto grazie a Farenheit e alla lettura ad alta voce.

23/06/2023
“Le risposte non vengono ogniqualvolta sono necessarie, come del resto succede spesse volte che il rimanere semplicement...
23/06/2023

“Le risposte non vengono ogniqualvolta sono necessarie, come del resto succede spesse volte che il rimanere semplicemente ad aspettarle sia l’unica risposta possibile.”
Saramago

Il 18 giugno del 2010 scompare José de Sousa Saramago, scrittore portoghese vincitore del Premio Nobel per la letteratur...
18/06/2023

Il 18 giugno del 2010 scompare José de Sousa Saramago, scrittore portoghese vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1998.

Adoro quest'uomo!

16/06/2023

Di solito non condivido ma questa merita....

Ci sono alcuni punti notevoli 🤣

(NOI) VENETI ;)

Cosa deve sapere una donna prima di uscire con un veneto:
1. Beve.
Crederai di essere uscita con un alcolizzato, poi di essere finita in un locale di alcolizzati, poi capirai che tutta la regione è così. Con l'avvento dei controlli, sui muri del veneto è apparsa la scritta "i vostri etilometri non placheranno la nostra sete". Qui gli animali domestici si chiamano Rum, Gin, Fernet, Spritz eccetera. Digli che sei astemia e hai la patente: ti inviterà a cena tutti i giorni.
2. Non diventerà mai vegetariano e sopratutto vegano.
Ai bambini veneti danno omogeneizzati di soppressa, merendine al branzino e succo di fagiano, quindi una cena con lui è l'equivalente di un disastro ambientale. Non dirgli che mangi hamburger di soia o cibi senza glutine, in veneto quelle cose sono guardate con un misto di diffidenza e orrore. Da noi il progresso arriva lento. Quando arriva.
3. È romantico come una motozappa.
Ci si impegna, ma il veneto è di indole pragmatica. Gli parli di stelle? Lui guarderà il cielo e imprecherà uso camionista, perché se piove non si può andare in camporella. È tipo un Urukai con l'anima di un Hobbit. Non sperare in serenate e sguardi languidi. Un veneto è diretto. Tieni collana sbriluccicosa. Tieni cibo. Togli mutande.
4. Aggiusta.
Un veneto non chiama l'idraulico nemmeno se il letto sta galleggiando in mezzo al salotto. Discende da contadini grossi come armadi che prima insegnavano ai figli come costruire una libreria, poi (eventualmente) a leggere. Per convincerlo a salire da te basta dire che hai un tavolo malmesso o una mensola cascante. Sfoggia la biancheria sexy solo dopo che ha finito di sistemarli, però. Abbiamo le nostre priorità.
5. È un animale da sagra.
Un veneto puoi portarlo in discoteca, nei pub o nei locali più chic, ma il suo cuore batte solo davanti a un piatto di plastica, tra fumo di griglia e cori alpini. Che sia tra le rocce delle Dolomiti o nel fangoso cuore della palude, se ti porta a una sagra è segno inequivocabile che con te fa sul serio. Non dimenticare l'antizanzare.
6. Viaggia poco.
Ai veneti piace muoversi per periodi di tempo limitati. Se non vediamo scritto "osteria" ogni cinque metri ci viene l'horror vacui. Preferiamo scampagnate per le infinite meraviglie della nostra regione, quindi non sperare di trascinarlo a vivere all'estero o di trasformarlo in un cittadino del mondo. Siamo piante con radici troppo profonde per essere trapiantate. Poi chi se ne frega dei Caraibi? c'è Jesolo!
7. Per lui è tutto un gioco.
Un veneto non prende niente sul serio, e più il contesto richiede serietà, più lui la butterà in v***a. Ti regalerà stupendi mazzi di fiori e nel bigliettino troverai disegnato un pene. Al primo appuntamento avrà le mutande di Superman. Si presenterà ai matrimoni in bermuda. Non esistono problemi che un veneto non affronti a risate, il che lo rende un compagno di vita ideale. O un insensibile. Dipende dai punti di vista.
8. Fa tremare i pilastri del cielo.
Se apriamo bocca possiamo dire tante oscenità da annichilire una statua di marmo. Non esiste una sola esclamazione, interiezione o frase che si possa trascrivere qui. Diciamo che il veneto ha un rapporto molto… uh, amichevole con le divinità, perciò è importante tu dica subito se sei credente. Ma gli bloccherai l'80% del vocabolario.
9. Ha una famiglia incasinata.
Il veneto parla poco, si esprime a gesti e appena sente odore di emozioni fugge. Quindi le nostre sono famiglie piene di segreti, deduzioni, equivoci, punti in sospeso mai chiariti. È normale non parlare coi propri parenti da anni, ed è altrettanto normale non ricordarsi perché. Se dimostri di poter fare da ponte di comunicazione, sei già indispensabile.
10. È una roccia.
Può sembrare un sempliciotto o un ingenuo, ma un veneto ha meccanismi mentali inossidabili. Non farà mai debiti. Lavorerà come un ossesso e non farà mai mancare niente in casa. È il vicino di casa che non ti saluta ma ti ripara la tettoia. Qualunque sia il problema, un veneto non chiede aiuto ed è orgoglioso di risolverlo da solo. Non è facilmente approcciabile, ma può dare soddisfazioni.

11/06/2023

Cari compagni,
sì, compagni, perché è un nome bello e antico, che non dobbiamo lasciare in disuso; deriva dal latino «cum panis», che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane. Coloro che lo fanno condividono anche l’esistenza, con tutto quello che comporta: gioia, lavoro, lotta e anche sofferenze.
È molto più bello compagni che camerati, come si nominano coloro che frequentano lo stesso luogo per dormire, o anche di commilitoni, che sono i compagni d’arme.
Ecco, noi della Resistenza siamo compagni, perché abbiamo sì diviso il pane quando si aveva fame ma anche insieme vissuto il pane della libertà, che è il più difficile da conquistare e mantenere.
Oggi che, come diceva Primo Levi, abbiamo una casa calda e il ventre sazio, ci sembra risolto il problema dell’esistere e ci sediamo a sonnecchiare davanti alla televisione. All’erta compagni!
Non è il tempo di riprendere in mano un’arma ma di non disarmare il cervello sì, e l’arma della ragione è più difficile da usare che non la violenza.
Meditiamo su quello che è stato e non lasciamoci lusingare da una civiltà che propone per tutti autoveicoli sempre più belli e ragazze sempre più svestite.
Altri sono i problemi della nostra società: la pace, certo, ma anche un lavoro per tutti, la libertà di accedere allo studio, una vecchiaia serena; non solo egoisticamente per noi, ma anche per tutti i cittadini. Così nei principi fondamentali della nostra Costituzione nata dalla Resistenza.
Vi raggiunga il mio saluto, compagni dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, e Resistenza sempre.

Vostro,
Mario Rigoni Stern

(Lettera inviata al Convegno Provinciale dell’Anpi di Treviso nel 2007)

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