18/01/2020
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GIORNATA PIZZA: COLDIRETTI, BUSINESS MONDIALE SUPERA 100 MLD NEL 2019
Il fatturato della pizza nel mondo supera nel 2019 i 100 miliardi di euro confermandosi un tesoro del Made in Italy e un simbolo del successo della dieta mediterranea nel mondo.
E’ quanto afferma la in occasione della Giornata internazionale della pizza. Rotonda, quadrata, con o senza “cornicione”, a tranci, sottile, spessa, croccante o soffice, con mozzarella e pomodoro o con fiori di zucca e alici, oppure con verdure grigliate, la pizza si conferma – spiega – uno dei piatti storici più versatili della cucina italiana, tanto che l’Unesco ha proclamato nel 2017 l’arte dei pizzaioli patrimonio immateriale dell’umanità.
Ma la pizza è anche la colonna portante di un sistema economico costituto da 127mila locali in Italia dove si prepara e si serve, con la Campania che – precisa la – è la regione che ha il maggior numero di attività, con il 16% del totale.
Una crescita che sostiene l’occupazione stimata dalla in 100.000 addetti a tempo pieno e a di altrettanti 100.000 nel weekend.
Ogni giorno solo in Italia – continua la – si sfornano circa 8 milioni di pizze nelle circa 63mila pizzerie e locali per l’asporto, taglio e trasporto a domicilio dove si lavorano in termini di ingredienti durante tutto l’anno 200 milioni di chili di farina, 225 milioni di chili di mozzarella, 30 milioni di chili di olio di oliva e 260 milioni di chili di salsa di pomodoro.
La passione per la pizza – continua la – è anche planetaria, con gli americani che sono i maggiori consumatori con 13 chili a testa mentre gli italiani guidano la classifica in Europa con 7,6 chili all’anno, e staccano spagnoli (4,3), francesi e tedeschi (4,2), britannici (4), belgi (3,8), portoghesi (3,6) e austriaci che, con 3,3 chili di pizza pro capite annui, chiudono la classifica.
Una diffusione che – rileva – ha favorito lo sviluppo di ricette che nulla hanno a che fare con l’originale, attraverso l’uso degli ingredienti più fantasiosi, a partire proprio dai frutti tropicali come ananas, banane o noce di cocco, ma anche di dolci, come i marshmellow americani o il creme caramel, di specialità locali come le haggis, le interiora di pecore scozzesi, la carne australiana di canguro e coccodrillo o quella di renna finlandese, fino alle versioni con insetti, dai grilli alle cicale e agli scorpioni.
Ma il problema dell’originalità degli ingredienti riguarda in realtà anche l’Italia dove quasi due pizze su tre servite in Italia che – continua la – sono ottenute da un mix di ingredienti provenienti da migliaia di chilometri di distanza senza alcuna indicazione per i consumatori, dalla mozzarella lituana al concentrato pomodoro cinese, ma c’è anche l’olio tunisino e il grano ucraino.
Foto Credit. Scatti di Gusto