ORA Gioielli

ORA Gioielli ORA : un gioiello innovativo capace di coniugare il miglior MADE IN ITALY con la tradizione.

Il termine ORA raccoglie in sé il duplice significato di “pregare” e di “unità” che scandisce il tempo.

Da tre giorni piangeva. Piangeva, piangeva. Come nessuna donna ha mai pianto. Nessuna donna. Ecco cosa aveva reso a sua ...
02/04/2021

Da tre giorni piangeva.
Piangeva, piangeva.
Come nessuna donna ha mai pianto.
Nessuna donna.
Ecco cosa aveva reso a sua madre.
Mai un ragazzo era costato tante lacrime a sua madre
Mai un ragazzo aveva fatto piangere tanto sua madre
Ecco cosa aveva reso a sua madre.
Da quando aveva cominciato la sua missione. […]
Anche lei aveva salito il Calvario.
Che è una montagna scoscesa.
E non sentiva neanche i suoi piedi che la portavano.
Non sentiva le gambe sotto di sé.
Anche lei aveva salito il suo calvario.
Anche lei era salita, salita.
Nella ressa, un po' indietro.
Salita al Golgotha.
Sul Golgotha.
Sulla cima.
Fino alla cima.
Dove egli era adesso crocifisso.
Con le quattro membra inchiodate.
Come un uc***lo notturno sulla porta d'un granaio.
Lui, il Re di Luce.
Nel luogo chiamato Golgotha.
Cioè il posto del Cranio.
Ecco cosa aveva fatto di sua madre.
Materna.
Una donna in lacrime.
Una poveretta.
Una poveretta di desolazione.
Una poveretta nella desolazione.
Una specie di mendicante di pietà. [...]
Quello che è strano è che tutti la rispettavano.
La gente rispetta molto i genitori dei condannati.
Dicevano addirittura: la povera donna.
E intanto picchiavano suo figlio.
Perché l'uomo è fatto così.
L’uomo è cosiffatto.
Gli uomini sono come sono e mai li si potrà cambiare.
Lei non sapeva che al contrario
lui era venuto a cambiare l'uomo.
Che era venuto a cambiare il mondo.
Seguiva, piangeva.
Gli uomini sono così.
Non li si cambierà.
Non li si rifarà.
Non li si rifarà mai.
E lui era venuto per cambiarli.
Per rifarli.
Lei seguiva, piangeva.
Tutti la rispettavano.
Tutti la compiangevano.
Si diceva la povera donna.
Perché tutte quelle persone non erano forse cattive.
Non erano cattive in fondo.
Compivano le Scritture.
Quello che è strano, è che tutti la rispettavano.
Onoravano, rispettavano, ammiravano il suo dolore.
Non l'allontanavano, non la respingevano che moderatamente.
Con delle attenzioni particolari.
Perché era la madre del condannato.
Pensavano: è la famiglia del condannato.
Lo dicevano anche a voce bassa.
Se lo dicevano, tra di loro,
Con una segreta ammirazione.
E avevano ragione, era tutta la sua famiglia.
La sua famiglia carnale e la sua famiglia eletta.
La sua famiglia sulla terra e la sua famiglia nel cielo.
Lei seguiva, piangeva.
I suoi occhi erano così offuscati che la luce del giorno
non le sarebbe più parsa chiara.
Mai più. [...]
Lei piangeva, piangeva, ne era diventata br**ta.
Lei, la più grande Beltà del mondo.
La Rosa mistica.
La Torre d'avorio.
Turris ebumea.
La Regina di beltà.
In tre giorni era diventata spaventosa da vedere.
La gente diceva che era invecchiata di dieci anni.
Non se ne intendevano. Era invecchiata più di dieci anni.
Lei sapeva, sentiva bene che era invecchiata più di dieci anni.
Era invecchiata della sua vita.
Che imbecilli.
Di tutta la sua vita.
Era invecchiata della sua vita intera
e più che della sua vita, più di una vita.
Perché era invecchiata di una eternità.
Era invecchiata della sua eternità.
Che è la prima eternità dopo l'eternità di Dio.
Perché era invecchiata della sua eternità.
Era diventata Regina.
Era diventata la Regina dei Sette Dolori. [...]
Gli occhi le ardevano, le bruciavano.
Mai si era pianto tanto.
Eppure piangere le era di sollievo.
La pelle le ardeva, le bruciava.
E lui intanto sulla croce le Cinque Piaghe gli bruciavano.
E lui aveva la febbre.
E lei aveva la febbre.
Ed era associata così alla sua Passione. [...]
Piangeva. Si scioglieva. Il suo cuore si scioglieva.
Il suo corpo si scioglieva.
Si scioglieva di bontà.
Di ca**tà. [...]
Non ce l'aveva più con nessuno.
Si scioglieva in bontà.
In ca**tà. [...]
Era una disgrazia troppo grande.
Il suo dolore era troppo grande.
Era un dolore troppo grande.
Non si può avercela col mondo per una disgrazia che oltrepassa il mondo. [...]
Fino a quel giorno era stata la Regina di Beltà.
E non sarebbe più stata, non sarebbe più ridiventata
La Regina di Bellezza che in cielo.
Il giorno della sua morte e della sua assunzione.
Dopo il giorno della sua morte e della sua assunzione.
Eternamente.
Ma oggi diveniva la Regina di Misericordia.
Come sarà nei secoli dei secoli. […]
Lei sapeva quanto soffriva.
Lei sentiva bene quanto male aveva.
Lei aveva male alla sua testa e al suo fianco e alle sue Quattro Piaghe.
E lui in se stesso diceva: Ecco mia madre.
Che cosa ne ho fatto. Ecco cosa ho fatto di mia madre.
Quella povera vecchia. […]
Le aveva fatto fare la sua via crucis, a sua madre.
Da lontano, da vicino.
Lei aveva seguito.
Una via crucis molto più dolorosa della sua.
Perché è molto più doloroso veder soffrire il proprio figlio.
Che soffrire noi stessi.
È molto più doloroso veder morire il proprio figlio.
Che morire noi stessi.

12/04/2020

"Io sono Risorto per renderti sicuro che quello che è in te e con te è nato, non perirà"

In questo periodo difficile il dono della Fede può solo sostenerci, sicuri che c'è un destino buono per ognuno di noi.
Guardando oggi al corpo di Gesù vittorioso, preghiamo per tutti coloro che sono in prima linea, per i malati, per coloro che ci hanno lasciato, preghiamo con la certezza di non essere soli e di essere consolati dal suo grande Amore

Buona Pasqua di Resurrezione.

02/04/2020

Saranno le nostre preghiere a fermare la pandemia di Coronavirus? Anziché pregare, non sarebbe meglio investire il nostro tempo per fare qualcosa di più util...

01/04/2020

www.oragioielli.it - I Misteri del Dolore portano il credente a rivivere la morte di Gesù, ponendosi sotto la croce accanto a Maria per penetrare con Lei nel...

23/09/2019

PAPA FRANCESCO

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 22 settembre 2019

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

La parabola contenuta nel Vangelo di questa domenica (cfr Lc 16,1-13) ha come protagonista un amministratore furbo e disonesto che, accusato di aver dilapidato i beni del padrone, sta per essere licenziato. In questa situazione difficile, egli non recrimina, non cerca giustificazioni né si lascia scoraggiare, ma escogita una via d’uscita per assicurarsi un futuro tranquillo. Reagisce dapprima con lucidità, riconoscendo i propri limiti: «Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno» (v. 3); poi agisce con astuzia, derubando per l’ultima volta il suo padrone. Infatti, chiama i debitori e riduce i debiti che hanno nei confronti del padrone, per farseli amici ed essere poi da loro ricompensato. Questo è farsi amici con la corruzione e ottenere gratitudine con la corruzione, come purtroppo è consuetudine oggi.

Gesù presenta questo esempio non certo per esortare alla disonestà, ma alla scaltrezza. Infatti sottolinea: «Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza» (v. 8), cioè con quel misto di intelligenza e furbizia, che ti permette di superare situazioni difficili. La chiave di lettura di questo racconto sta nell’invito di Gesù alla fine della parabola: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne» (v. 9). Sembra un po’ confuso, questo, ma non lo è: la “ricchezza disonesta” è il denaro – detto anche “sterco del diavolo” – e in generale i beni materiali.

La ricchezza può spingere a erigere muri, creare divisioni e discriminazioni. Gesù, al contrario, invita i suoi discepoli ad invertire la rotta: “Fatevi degli amici con la ricchezza”. È un invito a saper trasformare beni e ricchezze in relazioni, perché le persone valgono più delle cose e contano più delle ricchezze possedute. Nella vita, infatti, porta frutto non chi ha tante ricchezze, ma chi crea e mantiene vivi tanti legami, tante relazioni, tante amicizie attraverso le diverse “ricchezze”, cioè i diversi doni di cui Dio l’ha dotato. Ma Gesù indica anche la finalità ultima della sua esortazione: “Fatevi degli amici con la ricchezza, perché essi vi accolgano nelle dimore eterne”. Ad accoglierci in Paradiso, se saremo capaci di trasformare le ricchezze in strumenti di fraternità e di solidarietà, non ci sarà soltanto Dio, ma anche coloro con i quali abbiamo condiviso, amministrandolo bene, quanto il Signore ha messo nelle nostre mani.

Fratelli e sorelle, questa pagina evangelica fa risuonare in noi l’interrogativo dell’amministratore disonesto, cacciato dal padrone: «Che cosa farò, ora?» (v. 3). Di fronte alle nostre mancanze, ai nostri fallimenti, Gesù ci assicura che siamo sempre in tempo per sanare con il bene il male compiuto. Chi ha causato lacrime, renda felice qualcuno; chi ha sottratto indebitamente, doni a chi è nel bisogno. Facendo così, saremo lodati dal Signore “perché abbiamo agito con scaltrezza”, cioè con la saggezza di chi si riconosce figlio di Dio e mette in gioco sé stesso per il Regno dei cieli.

La Vergine Santa ci aiuti ad essere scaltri nell’assicurarci non il successo mondano, ma la vita eterna, affinché al momento del giudizio finale le persone bisognose che abbiamo aiutato possano testimoniare che in loro abbiamo visto e servito il Signore.

Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle,

saluto con affetto tutti voi, romani e pellegrini provenienti da diversi Paesi. In particolare, saluto i partecipanti alla Via Pacis, corsa podistica che ha attraversato questa mattina le strade di Roma, per portare un messaggio di pace, di fraternità e soprattutto di dialogo tra culture e religioni diverse.

Saluto il gruppo della Missione cattolica polacca in Germania; il Coro “San Leonardo” di Procida; i ragazzi cresimandi di Settimello (Firenze); e le Suore del Bell’Amore, che ricordano il 25° di fondazione.

Domenica prossima, 29 settembre, ricorrerà la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Per l’occasione celebrerò la Santa Messa qui in Piazza San Pietro. Vi invito a partecipare a questa celebrazione per esprimere anche con la preghiera la nostra vicinanza ai migranti e rifugiati del mondo intero.

A tutti auguro una buona domenica. E per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

Ieri notte abbiamo partecipato al pellegrinaggio Macerata Loreto, ricordando nelle nostre preghiere tutte le persone bis...
09/06/2019

Ieri notte abbiamo partecipato al pellegrinaggio Macerata Loreto, ricordando nelle nostre preghiere tutte le persone bisognose, affinché il Signore le sostenga sempre.

21/04/2019
18/02/2019

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Scopri la nostra collezione dedicata al Rosario e al Tau di San Francesco. Indossa la tua fede
11/02/2019

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Indirizzo

Via Toscana 41
San Giustino
06016

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00

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