23/07/2026
«La storia conosce intere civiltà che non hanno mostrato il minimo interesse per il mondo esterno. L’Africa non ha mai costruito una nave per navigare e scoprire che cosa ci fosse oltre ai mari che la circondavano. I suoi abitanti non hanno tentato di arrivare neanche alla pur vicina Europa. La civiltà cinese ha fatto anche di più, isolandosi addirittura dal resto del mondo per mezzo di un’alta muraglia.(…)
In questo corteo di civiltà l’Europa costituisce un’eccezione. È l’unica, a partire dall’antica Grecia, a manifestare una curiosità per il mondo – nonché il desiderio non solo di assoggettarlo e dominarlo, ma anche di conoscerlo; anzi, per quanto riguarda le sue menti migliori, soltanto quello di conoscerlo, comprenderlo e creare una comunità umana. È qui che avranno luogo, in tutta la loro evidenza, complessità e drammaticità, i nostri rapporti con i rimanenti abitanti del pianeta: gli altri.
Questi rapporti hanno una lunga tradizione. In letteratura essa inizia con le grandi Storie di Erodoto. Lo storico greco, vissuto duemilacinquecento anni fa, ci mostra che già allora il mondo a lui accessibile era popolato da numerose società progredite e mature, provviste di una cultura ben sviluppata e di un forte senso di identità: in una parola, che il primo europeo, ossia il greco, pur bollando come non greco (barbaros) chiunque non parlasse la sua lingua, si rendeva conto che questo altro era comunque qualcuno. Erodoto parla degli altri senza disprezzo né odio; cerca di conoscerli, di capirli e spesso dimostra addirittura come per molti aspetti essi superino gli stessi greci.»
L'altro - Ryszard Kapuściński - Feltrinelli Editore