03/09/2026
🌹 3 SETTEMBRE – IL GIORNO DI VITERBO 🌹
Ci sono tradizioni che si possono raccontare.
E poi ce ne sono alcune che, per comprenderle davvero, bisogna viverle.
Per Viterbo, il 3 settembre è una di queste.
Quando arriva la sera e le luci della città si abbassano, migliaia di persone aspettano lo stesso momento. Gli occhi si alzano verso la Macchina di Santa Rosa, ma prima ancora che verso quei metri di luce, il pensiero va a loro.
Ai Facchini di Santa Rosa.
Uomini vestiti di bianco, con la fascia rossa stretta alla vita, che per una notte si fanno carico non soltanto del peso della Macchina, ma del peso di una tradizione secolare e dell'emozione di un'intera città.
Dietro ogni passo ci sono preparazione, sacrificio, fatica e dedizione.
Ci sono spalle che fanno male, respiri che diventano pesanti e mani che cercano quelle dei compagni.
Ma soprattutto c'è una cosa che non si può misurare: l'amore per Santa Rosa e per Viterbo.
Quando la Macchina si solleva, non sono più di cento uomini che camminano da soli.
Con loro camminano i Facchini che li hanno preceduti.
Camminano i padri e i nonni che hanno tramandato questa tradizione.
Camminano le famiglie che aspettano lungo il percorso.
Camminano i ricordi di chi oggi non c'è più.
Cammina Viterbo intera.
Passo dopo passo, sotto quel peso immenso, diventano un corpo solo.
E quando nel silenzio dell'attesa si sente quel grido che ogni viterbese conosce, il cuore batte un po' più forte:
“Sollevate e fermi!”
Poi la Macchina parte.
E per qualche ora Viterbo non guarda semplicemente una tradizione.
Viterbo guarda una parte di sé.
A tutti i Facchini che questa sera porteranno sulle proprie spalle la nostra amata Santa Rosa, va il nostro grazie.
Per la forza.
Per il sacrificio.
Per la devozione.
E soprattutto per continuare a custodire e tramandare qualcosa che appartiene a tutti noi.
🌹 Viva i Facchini di Santa Rosa.
🌹 Viva Santa Rosa.
💙 Viva Viterbo.
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