18/07/2026
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO AGLI UTENTI
Con riferimento alle polemiche sorte a seguito dell’avvio da parte di questa società, concessionaria della gestione del Cimitero Comunale, dei procedimenti di decadenza o revoca di un considerevole numero di concessioni cimiteriali ed al conseguente dibattito avutosi anche in seno al Consiglio Comunale di Acireale, caratterizzato pure da affermazioni che muovono da una non perfetta cognizione della disciplina in materia, si ritiene opportuno e doveroso fare delle precisazioni, a chiarimento della perfetta buona fede della società e della linearità dell’azione amministrativa intrapresa nel pieno rispetto della legge e con l’unico obiettivo di garantire il soddisfacimento dell’interesse pubblico.
In primo luogo, non abbisogna certo di particolare approfondimento la circostanza, che costituisce fatto notorio, che il Cimitero Comunale di Acireale presenti al momento (e già da tempo, per la verità) una totale carenza di disponibilità di loculi per le sepolture, essendosi sostanzialmente ormai azzerato il numero di quelli realizzati non ancora fatti oggetto del rilascio di relativa concessione.
La situazione era stata preannunciata già da circa due anni al Comune e proprio per prevenire le conseguenze drammatiche che la stessa avrebbe prodotto la società San Sebastiano aveva presentato un domanda di variante al progetto del Project in base al quale era stata rilasciata a suo tempo la concessione di ampliamento e gestione del Cimitero, che consentirebbe la realizzazione di un considerevole numero di loculi (1.970) in aggiunta a quelli attualmente esistenti.
Sebbene la presentazione della proposta avesse fatto seguito anche alle esigenze rilevate con un atto di indirizzo dell’Assessore Comunale al ramo (prot. 46782 del 21/05/2024), ad oggi nessun riscontro, neanche interlocutorio, è stato dato dai competenti Organi ed Uffici comunali chiamati ad esprimersi.
Nel contempo, però, paradossalmente, preso atto negli ultimi mesi che la previsione fatta nel 2024 si stava concretizzando in realtà, sono pervenute alla società San Sebastiano da parte del Comune reiterate sollecitazioni a fare in modo che si potesse risolvere con urgenza il problema della carenza di loculi disponibili alla sepoltura, volendosi continuare ad ignorare, però, che il problema stesso sarebbe risolvibile prontamente con l’approvazione della variante.
La conferma della totale criticità della situazione si è avuta proprio in questi giorni con l’emissione dell’ordinanza sindacale n. 82 del 09/07/2026, con cui il Comune, nella constatazione della gravità della situazione, sia per l’ordine pubblico che sotto il profilo dell’igiene pubblica, ha disposto la requisizione temporanea di tutti i loculi attualmente liberi, sebbene già concessi ai relativi utenti.
In tale quadro si innesta la procedura di decadenza delle concessioni cimiteriali che era stata avviata dalla San Sebastiano prima dell’ordinanza sindacale n. 82/2026, su espressa sollecitazione degli Uffici comunali, per dare una risposta alla prospettata esigenza, che, si tiene a sottolineare, è stata successivamente sospesa dalla Società non già perché vi fossero state delle irregolarità nel suo avvio, ma esclusivamente per voler assecondare la volontà di quegli Uffici comunali che, dopo averla auspicata, si sono trovati a volerla (forse meglio sarebbe dire “doverla”) criticare sulla spinta emozionale suscitata dall’ondata di proteste che, pur prive di valenza giuridica, hanno investito il Comune.
Ora, premessa la considerazione fondamentale che la procedura di decadenza (o revoca) è stata avviata allo scopo esclusivo di conseguire la disponibilità delle sepolture, per le quali sussistessero i presupposti della decadenza (o della revoca) della concessione, ai fini di nuove tumulazioni, previa estumulazione di quelle in atto, è bene evidenziare, da un punto di vista della regolarità della procedura seguita al riguardo, che:
-l’art. 98 del vigente regolamento di Polizia Mortuaria del Comune di Acireale prevede espressamente, tra le ipotesi di decadenza della concessione cimiteriale, quella di cui alla lett. e) del 1° comma, e, cioè il “conclamato stato di abbandono legato a inadempienza di manutenzione straordinaria e/o messa in sicurezza della sepoltura”;
-l’art. 63 del Regolamento di Polizia Mortuaria approvato con D.P.R. 285/90 prevede a sua volta che i concessionari debbano mantenere a loro spese, per tutto il tempo della concessione, in buono stato di conservazione i manufatti di loro proprietà e che, nel caso di sepoltura privata abbandonata per incuria, o per morte degli aventi diritto, il comune possa provvedere alla rimozione dei manufatti pericolanti;
-l’art. 99 del vigente regolamento di Polizia Mortuaria del Comune di Acireale prevede, in conformità a quanto disposto dall’art. 92 del Regolamento di Polizia Mortuaria approvato con D.P.R. 285/90, che le concessioni a tempo indeterminato o di durata eventualmente eccedente i 99 anni, rilasciate anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 21 ottobre 1975 n. 803 (quindi prima del 10/02/1976) possono essere revocate, quando siano trascorsi 50 anni dalla tumulazione dell'ultima salma, ove si verifichi una grave situazione di insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno del comune e non sia possibile provvedere tempestivamente all'ampliamento o alla costruzione di nuovo cimitero.
Il procedimento per la dichiarazione di decadenza della concessione (così come quello per la revoca) è espressamente disciplinato dall’art. 98, ultimo comma, del Regolamento di Polizia Mortuaria del Comune di Acireale, che espressamente prevede i seguenti adempimenti:
-apposizione di specifico avviso sulla tomba,
-affissione all’Albo Pretorio del Comune dell’elenco delle sepolture per le quali è stato avviato il procedimento di decadenza o revoca,
-notifica agli interessati reperibili di una diffida,
-possibilità di interloquire per tutti i soggetti interessati e dichiarazione di decadenza o revoca della concessione dopo la scadenza del termine di 3 mesi dall’invio della diffida o dalla pubblicazione dell’elenco all’albo pretorio.
A questo procedimento, nel più pieno rispetto della legge, si è attenuta la società San Sebastiano, che, lungi dall’offendere la memoria dei defunti (come paventato da taluno che evidentemente ignora la disciplina regolamentare di che trattasi), ha apposto gli avvisi sulle tombe all’esclusivo scopo di rendere manifesta agli interessati l’avvio della procedura, per consentire loro ogni adeguata osservazione che consentisse di superare il ritenuto stato di abbandono così da evitare la decadenza, ovvero di esporre motivato dissenso alla revoca, nel più pieno rispetto dei principi di partecipazione al procedimento amministrativo del cittadino,.
Analogo scopo, ovviamente, ha avuto la pubblicazione dell’elenco all’Albo Pretorio del Comune, anch’essa espressamente prevista dal Regolamento.
Si consideri peraltro che, per un notevole numero di sepolture, risultando deceduto il concessionario e non essendo stato possibile individuarne gli eredi, che pure avrebbero avuto l’onere di fare espressa comunicazione al Comune (prima) ed alla società concessionaria della gestione cimiteriale (ora), l’apposizione degli avvisi sulle tombe ha rappresentato l’unica modalità possibile per stimolare in questi casi gli (sconosciuti) eredi dei concessionari defunti a comunicare la loro qualità, formulando tutte le osservazioni volte a superare la situazione di stato di abbandono o i presupposti della revoca che, diversamente, dovrebbero condurre alla declaratoria della decadenza (o revoca, nei casi previsti) della concessione a termini di Regolamento.
Ovviamente, è appena il caso di notarlo, si è assicurata in questo modo la migliore partecipazione degli interessati al procedimento, tenendo luogo, gli adempimenti posti in essere, della comunicazione di avvio contemplata dalla legge.
A fronte di tale indiscutibile correttezza dell’azione intrapresa, quindi, appaiono totalmente strumentali e muovono da ignoranza della legge o da ragioni evidentemente demagogiche tutte le critiche e le polemiche sollevate, talora con apprezzamenti nei confronti della società assolutamente inaccettabili, che travalicano il limite della critica e che la società si riserva di sottoporre all’attenzione della Magistratura.
Si ribadisce che la mera apposizione degli avvisi e la pubblicazione dell’elenco all’Albo Pretorio non concretano alcun provvedimento di decadenza o revoca, ma hanno l’esclusiva funzione di consentire a tutti gli interessati di poter evidenziare, nel rispetto del decoro, la eventuale insussistenza dei presupposti per la pronuncia decadenza o revoca, al fine di sottrarre le relative concessioni alla declaratoria prevista dal Regolamento.
La decadenza sarà dichiarata solo ed esclusivamente per quelle concessioni per le quali, ricorrendone i presupposti di legge, lo stato di abbandono rilevato sia stato conclamato e non contestato dagli aventi diritto, concessionari od eredi degli stessi, ai quali è concesso ampio margine di tempo (3 mesi) per esporre le proprie ragioni, che saranno ovviamente prese in considerazione ai fini dell’esito del procedimento avviato.
Analogo discorso è a farsi per le ipotesi di revoca, nelle quali, invece, rileva il solo dato temporale, a prescindere dalla configurabilità di uno stato di abbandono, nella più volte ribadita necessità di garantire l’interesse pubblico a sopperire alla carente disponibilità di sepolture nell’attuale Cimitero.
Si confida di aver potuto fare chiarezza sull’operato della Società San Sebastiano nella vicenda.