21/10/2024
Sono stati necessari tre giorni per riuscire a scrivere due righe su Servitori di storie. Della trama si è parlato: un libraio in crisi che fa degli insoliti incontri con personaggi improbabili: un pirata, un collezionista di maniglie, un mago, una donna senza voce che, con la richiesta di un libro, innesca il meccanismo narrativo del film. La trama sembra essere una matrioska magica grazie alla quale ogni storia è contenuta in un' altra.
Servitori di storie è un dipanarsi di sogni, di azioni compiute e sofferte, di conseguenze che Valerio ci racconta con poetica maestria. E di libertà. Libertà di scegliere e di scegliersi. Per ciò che siamo, per ciò che possiamo ancora essere in un ciclo di continuo rinnovamento.
Io conoscevo il finale. Valerio me lo aveva anticipato. Beh, il nostro regista ha cambiato le carte in tavola. Mi ha sorpresa. Mi ha spiazzata e questo è esattamente ciò che mi aspetto dall' arte; è ciò che mi aspetto dalle Storie di una certa levatura: essere destabilizzata.
(Il mio entusiasmo era talmente alto che a un certo punto ho pensato "adesso mi apro una libreria", ma dopo mi sono ricordata di averne appena chiusa una speciale e irripetibile 😂). Non dirò una parola sull'epilogo. Credo di aver pianto. Ma percepivo la stessa atmosfera di commozione ed emozione del pubblico nel rivedere la mia libreria e, cosa ancora più importante, sapevo che un' intera fila era occupata da chi condivide le proprie giornate con me, da chi continua a fidarsi e ad "affidarsi" a me per ciò che sono adesso.
In quella sala c'erano il mio presente e il mio passato legati da un solo indissolubile filo: l' amore inossidabile per i libri e per le Storie. E dalla fiducia in un cambiamento possibile. Come Beppe, come il pirata messo difronte a una scelta.
E se questo è arrivato... Beh, ben venga anche la chiusura della libreria Cibrario. Una libreria può anche chiudere, una libraia non chiuderà mai!