22/05/2026
Ci sono incontri che non si limitano a lasciare parole, ma aprono domande.
L’incontro con Daniele Mencarelli presso l’Istituto Comprensivo Loc. Cecchina, è stato uno di questi.
Abbiamo parlato di poesia come possibilità di “sapersi dire”.
Perché, come è emerso durante l’incontro, “se non mi so dire sono solo”.
La poesia allora diventa un ponte: ci fa riconoscere nel dolore, nell’inquietudine, nella fragilità degli altri. Ci fa capire che quel sentimento che pensavamo soltanto nostro è invece profondamente umano.
E forse è proprio qui la sua forza più grande: toccare corde che fanno male, ma che hanno bisogno di essere toccate per poter esistere davvero.
Tra le riflessioni più intense, quella sull’insoddisfazione e sull’inquietudine.
Spesso le viviamo come qualcosa da combattere o da nascondere, e invece possono diventare energia, movimento, desiderio di trasformazione.
Tutto ciò che cambia nasce da una mancanza, da una domanda, da un’urgenza. Anche la bellezza. Anche la poesia.
L’inquietudine può essere un motore.
L’insoddisfazione può diventare carburante creativo e costruttivo, se riusciamo a rovesciarla in ricerca, in espressione, in possibilità.
Un messaggio prezioso lasciato ai ragazzi è stato anche questo: non siamo prigionieri del nostro passato.
Dentro ciascuno di noi esiste una forza rigenerativa capace di affiancarci, sostenerci, aiutarci a trasformare il dolore in consapevolezza e la fragilità in lotta per la felicità.
E forse la poesia serve anche a questo:
a dare voce a ciò che siamo,
a non sentirci soli,
a immaginare che cambiare sia possibile
Grazie di cuore all'orgoglio del nostro territorio: