23/04/2026
PER FAVORE! PER FAVORE!
Non fatemi fare queste figuracce!
State attenti alle mie rime fake sul web!
Con le migliori intenzioni una incolpevole pedagogista mi chiede il permesso di usare per un suo percorso "outdoor" questo passaggio da una mia filastrocca (cito letteralmente):
*** "Passo dopo passo, e il mondo è qui / Passo dopo passo, e sono così / Il mondo è un sentiero che va lontano / Ed io lo misuro con la mia mano." Bruno Tognolini - Rime del fare e del disfare. Ed. Panini/Salani ***
A parte che l'editore "Panini/Salani" è già di per sé un evidente (e divertente) mostro a due teste. E che anche il titolo ha i suoi problemi.
Ma ecco: io leggevo e rileggevo quei versi, dicendomi costernato "Ma che brutti, santo cielo! Che brutti! Non li ho scritti io!"
Non posso ricordare uno per uno i circa 30mila versi sparsi in questi decenni, ma riconosco una rima impoverita quando la vedo.
Dissestata, poverina, zoppetta, malmessa, disadorna, viene quasi da farle una carezza.
Però, invece, cari tutti, PER FAVORE!
Davvero, per favore! Non date retta alle AI!
Non date retta ai browser che hanno dentro nascoste le AI.
Non date retta ai versi che trovate là fuori, "out there" nello smisurato web, attribuiti a me.
Se non avete orecchio acerbo che soffia dubbi, confrontate sui libri, se potete.
Perché spesso quelle rime son bugie. Io non le ho scritte mai, non sono mie. Sono apocrifi, false attribuzioni, allucinazioni.
Sono fake, non malevoli magari ma nocivi: nuocciono a me, per esempio, e anche tanto.
Perché son tanti, ormai, sempre di più!
Per una persona che - onore al merito - si prende la briga di scrivermi e chiedere, non voglio pensare a quante altre invece chiedono al web, vorrei una rima di Tognolini per questo e quello, e il web intelligente se la trova gliela da, se gli tira gliela fa, e loro pubblicano: l'ha detto la IA.
E rime brutte vanno in giro col mio nome.
Che vergogna.
Io che ho speso tanti decenni, tanta cura, tante ore innumerabili e felici a finire e rifinire ogni verso, perchè SEMBRASSE semplice, come quelli impoveriti di qui sopra.
Ma non lo era, mai!
Non usciva di casa, finché non diventava QUEL semplice: il semplice complesso, vispo, ricco.
E ora?
E ora niente, non posso farci niente.
Però voi sì. State attenti. State attente.