28/07/2026
Topolino e i convitati di pietra
Prima lettura vacanziera completata.
Libro interessante, godibile, ma lontano secondo me dalle vette raggiunte da "tutto il ferro della torre Eiffel".
Di sapore fortemente gaddiano, soprattutto l' inizio mi sembra avere il passo e il respiro de "la cognizione del dolore", un po' lento, a volte autocompiaciuto ma "locuplentissimo" (unico termine che mi é davvero rimasto impresso dal capolavoro di Gadda, certamente per deformazione professionale).
Non ho i titoli né le capacità per farne una disamina critica ma vorrei lasciare qui un pensiero che mi é venuto in mente e che forse non troverete da altre parti: il libro é fortemente influenzato dall' immaginifico dei film e dei fumetti. Ad un certo punto é quasi un elenco di titoli e autori. Ma di tutti i fumetti quelli meno citati (non ho controllato bene, ma forse mai) sono quelli disneyani.
Eppure tutto il racconto si basa e si rende credibile con la più straordinaria delle intuizioni di Topolino & c. Non esistono parenti serpenti.
Come nel mondo Disney non c' è traccia di mariti e mogli (sono eterni fidanzati) e meno che mai padri e figli (al massimo innocuo nipoti), così nell' ultimo romanzo di Michele Mari i parenti più stretti e più serpenti semplicemente non compaiono se non per i personaggi secondari e solo ciò permette alla riffa di andare avanti fino alla sua conclusione credibilmente .