05/08/2026
Chi stabilisce la verità, quando una comunità ha già pronunciato il suo giudizio?
Minerva. Il giudizio dei viventi è un giallo corale in cui il vero mistero non è soltanto chi abbia ucciso, ma come un’intera comunità decida che cosa è vero, chi è colpevole e quali voci meritino di essere ascoltate.
Un paese sardo viene sconvolto da morti inspiegabili, invasioni di cavallette, allucinazioni e gravidanze misteriose. L’indagine condotta dal pubblico ministero tenta di imporre l’ordine della legge, ma intorno ai fatti prende forma un’altra verità: quella costruita dai sospetti, dalle superstizioni, dai racconti tramandati e dalla memoria collettiva.
Non soltanto un romanzo di genere, dunque, ma una storia immersa in un realismo magico profondamente sardo, nel quale il soprannaturale non è mai una semplice decorazione. Nasce dalla terra, dalla storia, dall’isolamento, dalle paure e dai conflitti di una comunità che cerca di interpretare ciò che non riesce a spiegare.
Al centro di questa Sardegna lontana da ogni stereotipo turistico ci sono soprattutto le donne: donne di generazioni differenti, custodi della memoria e interpreti dei segni, forti senza essere trasformate in cliché. Sono loro a vedere ciò che l’indagine ufficiale non riesce a comprendere e a tenere insieme storia, mito ed esperienza quotidiana.
Giallo storico, racconto politico, romanzo di comunità e storia soprannaturale: Minerva tiene insieme tutto questo senza lasciarsi rinchiudere in una sola definizione.
Consigliatissimo!
Raffaela Ulgheri, Minerva. Il giudizio dei viventi, effequ | libri che non c'erano