Funky Scraps

Funky Scraps Siamo una coppia creativa che cerca di non sprecare stoffe e altri materiali!

📸 Abbiamo bisogno di voi!Negli ultimi anni in tanti avete scelto di portare con voi un pezzo di Funky Scraps: una mantel...
23/07/2026

📸 Abbiamo bisogno di voi!

Negli ultimi anni in tanti avete scelto di portare con voi un pezzo di Funky Scraps: una mantella, un ascot, una scarsella, una borsa o un altro nostro progetto.

Ora ci piacerebbe raccontare Funky Scraps attraverso chi lo vive davvero.

Se avete una foto in cui indossate o utilizzate una nostra creazione, ci farebbe davvero piacere riceverla! Potete inviarcela qui in privato oppure via mail a [email protected].

Non servono foto perfette: ci interessano i vostri personaggi, le vostre avventure, le vostre storie.

Grazie di cuore a tutti quelli che vorranno darci una mano. Senza di voi, Funky Scraps non sarebbe la stessa. 💙

Se riusciste a inviarcele entro la prossima settimana ci darete un grandissimo aiuto!

Pronti per lo Strigarium Official!!Vi aspettiamo a Cascina Bosco Grosso a Casirate d'Adda!Oggi Domani e Dopodomani !Buon...
12/06/2026

Pronti per lo Strigarium Official!!
Vi aspettiamo a Cascina Bosco Grosso a Casirate d'Adda!

Oggi Domani e Dopodomani !

Buon weekend

Verso StrigariumQuando si pensa alle streghe, spesso vengono in mente figure lontane, quasi leggendarie.Eppure molte del...
10/06/2026

Verso Strigarium

Quando si pensa alle streghe, spesso vengono in mente figure lontane, quasi leggendarie.

Eppure molte delle donne che hanno ispirato quei racconti vivevano probabilmente una vita molto più semplice. Conoscevano le erbe, i tempi della raccolta, i rimedi tramandati da generazioni. Erano persone indipendenti, custodi di conoscenze che il tempo ha trasformato in folklore.

Guardando questi abbinamenti ci siamo ritrovati a pensare a loro.
Donne che si muovevano tra mercati, orti, sentieri e feste di paese, lasciando dietro di sé ricordi che, di racconto in racconto, sono diventati leggenda.

Forse è per questo che questi capi ci piacciono tanto.

Perché ogni abbinamento sembra suggerire una storia diversa senza raccontarla fino in fondo. Un giardino coltivato con pazienza, una cesta di erbe raccolte all'alba, un sentiero conosciuto solo da chi lo percorre ogni giorno.

Chissà.

Forse tra questi tessuti si nasconde già il vostro sentiero.

Venite a scoprirlo a

Verso Strigarium — Il RossoQuando si parla di streghe, spesso si immaginano cappelli a punta, formule misteriose e magie...
09/06/2026

Verso Strigarium — Il Rosso

Quando si parla di streghe, spesso si immaginano cappelli a punta, formule misteriose e magie oscure. Eppure molte delle donne finite nelle leggende erano probabilmente molto diverse: conoscevano le erbe, i ritmi delle stagioni, i rimedi tramandati dalle madri e dalle nonne. Sapevano vivere con una certa indipendenza e, forse, era proprio questo a renderle tanto affascinanti quanto temute.

Guardando questi abbinamenti ci siamo ritrovati a pensare a loro.

A donne di villaggio, con pochi capi ben fatti e mille modi diversi di indossarli. Una sopravveste rosso melograno, una camicia, un grembiule, qualche dettaglio diverso... e la storia cambia.

Per iniziare il nostro viaggio verso Strigarium abbiamo scelto il rosso: quello delle mele mature, del focolare acceso e delle giornate di raccolto.

Noi porteremo i capi.

Voi venite a scoprire quale storia vi assomiglia di più.

Strigarium Official










Comincia la Road to Strigarium Official !Saremo in questa particolare location piena di eventi e di musica con il nostro...
07/06/2026

Comincia la Road to Strigarium Official !
Saremo in questa particolare location piena di eventi e di musica con il nostro stand di recupero tessile.
Meno borse e più outfit preparati appositamente per questa occasione.
Speriamo di incontrare amici già noti e di conoscere un sacco di persone nuove a cui spiegare il nostro progetto di recupero tessile.

Ci vediamo il 12-13-14 Giugno a Casirate d'Adda!
Buona settimana.


Si,ci piace giocare!E si avevamo finito i modelli😂Road to Armi e Bagagli 2026💪💪
14/03/2026

Si,ci piace giocare!
E si avevamo finito i modelli😂

Road to Armi e Bagagli 2026💪💪

Dal quaderno di bottegaOgni tanto, quando presentiamo un capo, arriva qualche domanda.Oggi ne sono arrivate un paio...Un...
11/03/2026

Dal quaderno di bottega

Ogni tanto, quando presentiamo un capo, arriva qualche domanda.
Oggi ne sono arrivate un paio...
Un gilet doppiopetto da donna non è un azzardo?
E una mantella corta di questa foggia non rischia di sembrare troppo femminile?
In realtà la storia della sartoria è meno rigida di quanto immaginiamo.
Nel corso dell’Ottocento molti capi femminili iniziano a prendere in prestito elementi della sartoria maschile. Il gilet è uno di questi: compare in abiti da equitazione, da viaggio e in completi da città, spesso con rever e doppia abbottonatura, proprio come nei modelli maschili.
Allo stesso tempo le mantelle corte, spesso indicate nei testi come pèlerine, erano diffuse in tutta Europa. Erano capi pratici, pensati per essere indossati sopra altri strati, e potevano accompagnare sia abiti femminili sia abbigliamento più neutro o da viaggio.
Per questo abbiamo voluto provare qualcosa di leggermente diverso.
Per la prima volta non presentiamo un singolo capo, ma una piccola combinazione.
Una mantella corta doppiopetto e un gilet doppiopetto pensati per dialogare tra loro.
La mantella lavora sul volume e sulle spalle.
Il gilet invece struttura la figura.
Anche i colori restano volutamente sobri:
toni della terra, sabbia e marrone profondo.
Due capi diversi.
La stessa idea di sartoria.













DAL QUADERNO DI BOTTEGADal salotto alla bottega: quattro gilet.Questi gilet nascono da un materiale che non era destinat...
09/03/2026

DAL QUADERNO DI BOTTEGA
Dal salotto alla bottega: quattro gilet.

Questi gilet nascono da un materiale che non era destinato all’abbigliamento.
Il tessuto arriva da un campionario per divani.
Cotone robusto, trama compatta, disegni pensati per arredamento.
Ci siamo chiesti cosa sarebbe successo portandolo in sartoria.
Il taglio segue modelli diffusi nella metà dell’Ottocento, quando il gilet era una presenza quotidiana nell’abbigliamento maschile:
monopetto, revers piccoli, lunghezza appena sotto il punto vita.
Una costruzione molto comune nei gilet del ceto medio urbano: commercianti, professionisti, impiegati.
Non i gilet in seta o broccato dell’alta società, ma quelli che si trovano spesso nelle fotografie di bottega dell’epoca.
Nell’Ottocento il gilet aveva anche un ruolo particolare.
Con il passare dei decenni giacche e pantaloni diventano sempre più sobri e scuri. Il gilet rimane uno dei pochi capi in cui era possibile usare fantasie, righe e quadri.
Era il punto dell’abito dove compariva un po’ di carattere.
Il tessuto ha guidato il resto.
Dal campionario sono usciti quattro gilet diversi, costruiti con lo stesso modello.
Stessa struttura, quattro caratteri.
Un piccolo esercizio di sartoria nato da un tessuto che doveva diventare un divano.
E che invece è diventato un capo da indossare.

In bottega la discussione su quale sia il migliore è ancora aperta, dateci una mano a capire quale vi ispira di più!















DAL QUADERNO DI BOTTEGAIn laboratorio non lavoriamo tutti allo stesso modo.Elena lavora con ago e filo.Asole, bottoni, c...
08/03/2026

DAL QUADERNO DI BOTTEGA

In laboratorio non lavoriamo tutti allo stesso modo.
Elena lavora con ago e filo.
Asole, bottoni, cuciture.
Gesti piccoli, precisi, pazienti.
Io invece mi occupo delle parti che non si cuciono.
Occhielli metallici, perni, rivetti, rinforzi.
Tutta quella ferramenta che entra nei capi quando devono resistere davvero.
Le mie sono mani rubate all’agricoltura, quindi il martello torna utile.
In realtà questa divisione del lavoro non è nuova.
Nell’Ottocento molti capi da viaggio, da lavoro o da equipaggiamento nascevano proprio dall’incontro tra sartoria, selleria e ferramenta. I sarti cucivano i tessuti; poi arrivavano occhielli, ganci, rivetti e rinforzi montati a martello, perché quei capi dovevano sopportare uso reale, non solo stare appesi a un attaccapanni.
È anche da lì che parte il nostro percorso verso Armi e Bagagli.
Due modi diversi di lavorare.
Lo stesso laboratorio.















DAL QUADERNO DI BOTTEGAQuesta cappa riprende un modello di capospalla usato tradizionalmente per protezione esterna, doc...
07/03/2026

DAL QUADERNO DI BOTTEGA

Questa cappa riprende un modello di capospalla usato tradizionalmente per protezione esterna, documentato soprattutto nella moda europea tra la fine del XVIII e il XIX secolo. In quel periodo esistevano molte varianti di cape o mantelle, sia corte che lunghe, realizzate in diversi tipi di tessuto, alcune più decorative, altre più funzionali, senza una forma univoca.
La cappa qui proposta non è un taglio semicircolare perfetto, ma piuttosto una forma con bordi leggermente stondati e pannelli strutturati: una soluzione che si trova anche in modelli d’epoca dove la priorità era la praticità e la facilità di movimento più che la simmetria geometrica dei volumi.

La linea è ampia ma non eccessiva: pensata per evitare ingombro alle braccia e per mantenere la cappa sotto il ginocchio, per muoversi con comodità senza perdere copertura. Il colore è una scala di marroni tono su tono, e il cotone pesante dà sostegno alla forma senza irrigidirla.
La chiusura frontale con alamari in cordone e toggle in legno è pratico e coerente con le soluzioni esterne documentate nel XIX secolo, dove bottoni o cordoni servivano anche come elemento funzionale oltre che decorativo.
La passamaneria corre lungo tutto il perimetro.
Segna il bordo, rinforza visivamente la linea e accompagna la sagoma lungo le curve stondante.
Nei capi storici, i profili e le bordature avevano spesso una funzione doppia: decorativa e strutturale, perché proteggevano il margine del tessuto dall’usura.

In questo capo la semplicità del taglio è una scelta: non cerca forme perfette geometriche, ma una costruzione che funzioni nella vita reale, come facevano già i sarti dell’Ottocento quando dovevano riparare dal freddo o dall’umidità senza sacrificare mobilità.

Infine: come sempre, si tratta di un pezzo unico, tagliato e cucito a mano nel nostro laboratorio.












Indirizzo

Bernareggio
20881

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