29/08/2026
1.863 scalini sotto l’Appennino portano a una stazione ferroviaria che quasi nessuno ha mai visto.
A Cà di Landino, tra Toscana ed Emilia-Romagna, esiste una ferrovia che per decenni ha avuto una stazione nascosta dentro la montagna.
Non sotto un edificio. Non dietro una porta murata.
Dentro la roccia.
Si chiama Stazione delle Precedenze e si trova nella Grande Galleria dell’Appennino, il gigantesco tunnel ferroviario della Direttissima Firenze-Bologna inaugurato nel 1934.
La galleria misura circa 18,5 chilometri e, quando venne aperta, era la più lunga galleria ferroviaria a doppio binario del mondo.
Ma la cosa più assurda si trova nel mezzo.
Per raggiungere la stazione dalla zona di Cà di Landino bisognava affrontare 1.863 gradini, inclinati di circa 27 gradi.
Una discesa nel buio che richiedeva circa un’ora.
E poi, naturalmente, c’era da risalire.
Non era però una stazione costruita per far scendere i viaggiatori.
Il suo compito era molto più ferroviario, e molto più ingegnoso: permettere ai treni di sorpassarsi dentro la montagna.
Un convoglio veloce poteva entrare in precedenza mentre uno più lento proseguiva sull’altro binario. Così il traffico della Direttissima poteva continuare a scorrere senza trasformare il lungo tunnel in un gigantesco imbuto.
L’impianto comprendeva due binari di precedenza lunghi circa 450 metri, diversi deviatoi, tronchini di protezione e un vero posto di comando.
C’era persino il dirigente del movimento, che lavorava stabilmente all’interno della montagna.
Pensarlo oggi è quasi surreale.
Mentre fuori passavano boschi, paesi e strade dell’Appennino, lì sotto esisteva un piccolo mondo ferroviario completamente nascosto.
E non era una leggenda.
La stazione fu inaugurata il 22 aprile 1934 e rimase operativa per decenni. Successivamente venne trasformata in un posto di comunicazione e resa telecomandata e impresenziata.
Il dettaglio più sorprendente è proprio questo: non è semplicemente un luogo abbandonato.
La struttura ferroviaria è ancora lì, sepolta sotto la montagna.
I binari sono lì.
I tunnel sono lì.
E quei 1.863 gradini sono ancora lì, anche se oggi non rappresentano più il percorso quotidiano di chi lavorava nella stazione.
La Grande Galleria dell’Appennino nacque in un’epoca in cui attraversare una montagna significava letteralmente entrarci dentro, costruendo chilometri di ferrovia nel buio.
E forse è questo che colpisce più di tutto.
Abbiamo l’abitudine di immaginare le ferrovie come stazioni, binari e marciapiedi alla luce del giorno.
Ma sotto l’Appennino esisteva anche una stazione che non aveva bisogno di essere vista dal pubblico.
Era stata costruita per una sola cosa: far funzionare la ferrovia.
E per decenni lo fece, a centinaia di metri dalla superficie, nel cuore della roccia.
Una stazione senza città.
Una stazione senza passeggeri da aspettare.
Una stazione nascosta dentro una montagna, costruita perché i treni potessero sorpassarsi nel buio.
In breve:
— La Stazione delle Precedenze si trova nella Grande Galleria dell’Appennino, inaugurata nel 1934 sulla Direttissima Firenze-Bologna.
— L’accesso storico da Cà di Landino comprendeva 1.863 gradini inclinati di circa 27 gradi.
— La sua funzione principale era consentire ai treni di effettuare precedenze all’interno della galleria.