Gin del Ferroviere

Gin del Ferroviere Gin artigianale ispirato al mondo ferroviario italiano. Un progetto creato da un ferroviere per ferrovieri e appassionati di treni.

🚆 LA ROTAIA NON È SEMPRE STATA COSÌLe prime ferrovie non utilizzavano le rotaie che conosciamo oggi. Nel corso dell'Otto...
20/09/2026

🚆 LA ROTAIA NON È SEMPRE STATA COSÌ
Le prime ferrovie non utilizzavano le rotaie che conosciamo oggi. Nel corso dell'Ottocento furono sperimentate diverse soluzioni, mentre aumentavano peso e velocità dei treni.
Nel 1831 l'americano Robert L. Stevens progettò una delle prime rotaie a suola piatta, antenata diretta della rotaia moderna.
Da allora il principio si è evoluto fino agli attuali profili ferroviari.
La forma che oggi ci sembra così semplice è in realtà estremamente studiata.
Il fungo deve sopportare il contatto ripetuto con le ruote.
L'anima trasferisce enormi carichi utilizzando relativamente poco materiale.
La suola distribuisce questi carichi verso traversina e sistema di attacco.
Quasi due secoli di evoluzione racchiusi nella sezione di una rotaia.
E il prossimo treno che vedrete passare poggerà su appena due sottilissime zone di contatto tra acciaio e acciaio.
Di quelle parleremo nel prossimo capitolo.
GIN DEL FERROVIERE
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🚆 NON TUTTI I BINARI SONO UGUALIA prima vista una rotaia può sembrare semplicemente una lunga barra d'acciaio. In realtà...
16/09/2026

🚆 NON TUTTI I BINARI SONO UGUALI
A prima vista una rotaia può sembrare semplicemente una lunga barra d'acciaio. In realtà dietro la sua forma ci sono calcoli, materiali e oltre un secolo di evoluzione ferroviaria.
Esistono profili differenti, scelti in funzione delle caratteristiche della linea, dei carichi, del traffico e delle condizioni di esercizio.
Uno dei più conosciuti è il 60E1, storicamente chiamato anche UIC60: ogni metro di rotaia pesa circa 60 kg.
Questo significa che 1 km di binario, considerando le sole due rotaie, contiene circa 120 tonnellate di acciaio. Senza contare traverse, attacchi e massicciata.
E quella caratteristica forma non è casuale: fungo, anima e suola hanno ciascuno una funzione precisa.
Nei prossimi post entreremo ancora più nel dettaglio. Perché dietro ogni viaggio c'è un'infrastruttura che spesso non guardiamo… anche se è proprio sotto i nostri piedi.
GIN DEL FERROVIERE
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Ci siamo quasi.Prima di dare l’OK alla partenza, stiamo facendo gli ultimi controlli.Come i verificatori prima che un tr...
12/09/2026

Ci siamo quasi.
Prima di dare l’OK alla partenza, stiamo facendo gli ultimi controlli.
Come i verificatori prima che un treno lasci il binario: si controlla tutto, fino all’ultimo dettaglio.
Le nostre due nuove partenze sono quasi pronte.
Ancora un po’ di pazienza…
Il segnale non è ancora verde. Ma manca poco.
GIN DEL FERROVIERE
Prossima partenza. 🚂🇮🇹

🌳🚂 EVOLUZIONE DELLE TRAVERSE — PARTE 1C'è una cosa che nell'immagine non si può raccontare: l'odore.Chi ha lavorato o ca...
05/09/2026

🌳🚂 EVOLUZIONE DELLE TRAVERSE — PARTE 1
C'è una cosa che nell'immagine non si può raccontare: l'odore.
Chi ha lavorato o camminato vicino ai vecchi binari probabilmente sa già di cosa parlo. Quel caratteristico odore forte, quasi catramoso, delle traverse in legno aveva un responsabile: il creosoto.
Ma cos'è?
È un prodotto ottenuto dalla distillazione del catrame di carbone fossile e veniva utilizzato per impregnare profondamente il legno, proteggendolo dall'umidità, dai funghi e dagli organismi che ne provocano il deterioramento.
Era proprio il trattamento con creosoto a contribuire a dare alle vecchie traverse quel colore scuro e quell'odore così riconoscibile.
Oggi sappiamo però anche l'altra faccia della medaglia: il creosoto contiene sostanze pericolose, tra cui alcuni IPA (idrocarburi policiclici aromatici), e il suo utilizzo e la gestione del legno trattato sono sottoposti a precise restrizioni.
Quindi quella vecchia traversa nera racconta molto più di quanto sembri: legno, chimica e storia ferroviaria nello stesso pezzo.
👃🚂 Ferrovieri: quell'odore ve lo ricordate?

☀️ D’estate non abbiamo caldo solo noi… anche i binari soffrono! 😅🚂Dopo aver visto cosa succede alle rotaie quando la te...
03/09/2026

☀️ D’estate non abbiamo caldo solo noi… anche i binari soffrono! 😅🚂
Dopo aver visto cosa succede alle rotaie quando la temperatura sale, vediamo uno dei sistemi più curiosi utilizzati per limitare il problema: verniciarle di bianco.
Il principio è semplicissimo: un po’ come le case bianche delle località di mare, il colore chiaro riflette maggiormente la radiazione solare e permette alla rotaia di assorbire meno calore.
E considerando che nelle zone più esposte una rotaia può raggiungere temperature intorno ai 60 °C, qualche grado in meno fa decisamente comodo. 🥵
Insomma… crema solare per noi, vernice bianca per i binari. 😂☀️🚂
Il ferroviere lo sa. Tu lo sapevi?

Ieri serai ho pescato una carta…...vediamola come un gioco, un segno...non lo so...cone dice la mia amica le carte parla...
31/08/2026

Ieri serai ho pescato una carta…...vediamola come un gioco, un segno...non lo so...cone dice la mia amica le carte parlano... ed è uscita “La scintilla creativa”.
Direi che, visto l'avventura in cui mi sono imbarcato, non poteva capitare carta migliore. 😅
Perché per partire con un'idea un po' f***e ci vuole sicuramente coraggio… ma anche parecchia fantasia.
E io nella fantasia ci credo.
È da lì che, qualche volta, iniziano le cose più belle. 🍸🚂
Vediamo dove ci porta questo treno…

29/08/2026

1.863 scalini sotto l’Appennino portano a una stazione ferroviaria che quasi nessuno ha mai visto.

A Cà di Landino, tra Toscana ed Emilia-Romagna, esiste una ferrovia che per decenni ha avuto una stazione nascosta dentro la montagna.

Non sotto un edificio. Non dietro una porta murata.

Dentro la roccia.

Si chiama Stazione delle Precedenze e si trova nella Grande Galleria dell’Appennino, il gigantesco tunnel ferroviario della Direttissima Firenze-Bologna inaugurato nel 1934.

La galleria misura circa 18,5 chilometri e, quando venne aperta, era la più lunga galleria ferroviaria a doppio binario del mondo.

Ma la cosa più assurda si trova nel mezzo.

Per raggiungere la stazione dalla zona di Cà di Landino bisognava affrontare 1.863 gradini, inclinati di circa 27 gradi.

Una discesa nel buio che richiedeva circa un’ora.

E poi, naturalmente, c’era da risalire.

Non era però una stazione costruita per far scendere i viaggiatori.

Il suo compito era molto più ferroviario, e molto più ingegnoso: permettere ai treni di sorpassarsi dentro la montagna.

Un convoglio veloce poteva entrare in precedenza mentre uno più lento proseguiva sull’altro binario. Così il traffico della Direttissima poteva continuare a scorrere senza trasformare il lungo tunnel in un gigantesco imbuto.

L’impianto comprendeva due binari di precedenza lunghi circa 450 metri, diversi deviatoi, tronchini di protezione e un vero posto di comando.

C’era persino il dirigente del movimento, che lavorava stabilmente all’interno della montagna.

Pensarlo oggi è quasi surreale.

Mentre fuori passavano boschi, paesi e strade dell’Appennino, lì sotto esisteva un piccolo mondo ferroviario completamente nascosto.

E non era una leggenda.

La stazione fu inaugurata il 22 aprile 1934 e rimase operativa per decenni. Successivamente venne trasformata in un posto di comunicazione e resa telecomandata e impresenziata.

Il dettaglio più sorprendente è proprio questo: non è semplicemente un luogo abbandonato.

La struttura ferroviaria è ancora lì, sepolta sotto la montagna.

I binari sono lì.

I tunnel sono lì.

E quei 1.863 gradini sono ancora lì, anche se oggi non rappresentano più il percorso quotidiano di chi lavorava nella stazione.

La Grande Galleria dell’Appennino nacque in un’epoca in cui attraversare una montagna significava letteralmente entrarci dentro, costruendo chilometri di ferrovia nel buio.

E forse è questo che colpisce più di tutto.

Abbiamo l’abitudine di immaginare le ferrovie come stazioni, binari e marciapiedi alla luce del giorno.

Ma sotto l’Appennino esisteva anche una stazione che non aveva bisogno di essere vista dal pubblico.

Era stata costruita per una sola cosa: far funzionare la ferrovia.

E per decenni lo fece, a centinaia di metri dalla superficie, nel cuore della roccia.

Una stazione senza città.

Una stazione senza passeggeri da aspettare.

Una stazione nascosta dentro una montagna, costruita perché i treni potessero sorpassarsi nel buio.

In breve:
— La Stazione delle Precedenze si trova nella Grande Galleria dell’Appennino, inaugurata nel 1934 sulla Direttissima Firenze-Bologna.
— L’accesso storico da Cà di Landino comprendeva 1.863 gradini inclinati di circa 27 gradi.
— La sua funzione principale era consentire ai treni di effettuare precedenze all’interno della galleria.

🚂 PARTE 2 — DOVE FINISCE LA DILATAZIONE?Nel post precedente abbiamo visto perché il vecchio “TA-TAM” è quasi scomparso.O...
28/08/2026

🚂 PARTE 2 — DOVE FINISCE LA DILATAZIONE?
Nel post precedente abbiamo visto perché il vecchio “TA-TAM” è quasi scomparso.
Oggi le rotaie 60E1 possono arrivare in barre da 108 metri, che vengono poi saldate tra loro per formare la Lunga Rotaia Saldata (LRS). RFI indica proprio barre da 108 m e saldatura tra loro per realizzare la LRS. �
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Ma l'acciaio, quando si scalda, vuole allungarsi.
🔥 Una rotaia libera lunga 108 m, con un aumento di temperatura di 50 °C, si allungherebbe di circa 62 mm.
🔥 Su 2,16 km, l'allungamento teorico diventerebbe circa 1,24 metri.
E allora perché il binario non si allunga di un metro?
Perché nella LRS la rotaia non è libera di scorrere: attacchi, traverse e massicciata contrastano gli spostamenti. L'aumento di temperatura si traduce quindi soprattutto in compressione; con il freddo avviene il contrario e aumenta la trazione.
E non perché esiste un concetto fondamentale:
🌡️ LA TEMPERATURA NEUTRA.
Ma come si “regola” una rotaia lunga chilometri alla temperatura corretta?
👉 PARTE 3.
🚂 La ferrovia è fatta di ingegneria, non di fortuna.

🚂 DOVE È FINITO IL “TA-TAM” DEL TRENO?Per generazioni è stato uno dei suoni più riconoscibili della ferrovia:TA-TAM… TA-...
25/08/2026

🚂 DOVE È FINITO IL “TA-TAM” DEL TRENO?
Per generazioni è stato uno dei suoni più riconoscibili della ferrovia:
TA-TAM… TA-TAM… TA-TAM…
Quel ritmo nasceva soprattutto dal passaggio delle ruote sulle giunzioni tra le rotaie.
Oggi, sulle linee moderne, la lunga rotaia saldata ha eliminato gran parte di quei giunti: meno urti, meno vibrazioni e una marcia molto più regolare.
Ma c'è una domanda interessante… ☀️
Se chilometri di rotaia d'acciaio sono saldati tra loro, cosa succede quando con il caldo l'acciaio vorrebbe dilatarsi?
👉 Lo vediamo nel prossimo post.
🚂 Il ferroviere lo sa. Tu lo sapevi?

Fine corsa per le vacanze. 🌊È ora di ripartire. 🚂🍸
23/08/2026

Fine corsa per le vacanze. 🌊
È ora di ripartire. 🚂🍸

Indirizzo

Bologna
40100

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