11/08/2026
AXEL LARSSON (1898-1975), secrétaire in betulla, produzione Möbelfabrikerna Bodafors, Nässjö (SE), anni ’40.
Vincitore di una borsa di studio grazie alla quale poté specializzarsi all’Accademia di Stoccolma e poi entrare da tirocinante nello studio di Carl Malmsten, fino al 1956 Axel Larsson legò il proprio nome al mobilificio di Bodafors, battezzato con lo stesso nome del quartiere in cui sorgevano i suoi stabilimenti. Lì coltivò una vera e propria passione per le librerie, gli schedari e soprattutto i classici scrittoi — i mobiletti dal piano di scrittura ribaltabile, con corpo inferiore a cassetti o sportelli, tipici del Sette e dell’Ottocento — da lui disegnati quasi senza sosta. Nelle creazioni dell’artista, e in modo particolare nelle configurazioni sempre più ingegnose e minuziose del cosiddetto «motivo a edicola», ossia un sistema di nicchie, custodie e contenitori, costruito intorno al calatoio, è ancora possibile scorgere un amore immenso per la scrittura e i suoi riti, che Larssen sperava venissero conservati e celebrati come reliquie degne di venerazione. Se l’oggetto della nostalgia, come diceva il filosofo francese Vladimir Jankélévitch, è l’«irreversibile», la vita che non si ripete, le cose riprovate centinaia di volte ma non più con l’innocenza e l’intensità della prima, allora le ribaltine di Axel Larsson continuano a rappresentare la sconfinata nostalgia della prima occasione in cui abbiamo composto una missiva, un messaggio da nascondere dentro una bottiglia, una pagina del nostro diario intimo, una lettera d’amore.
Bibliografia: Sigrid Eklund Nyström (a cura di), «Axel Larsson: Möbelformgivare och inredningsarkitekt under fem decennier», Carlsson Bokförlag, Stoccolma (SE), 2013.
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