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Tra Scilla e CariddiPanegirico per lo Strettodi Giulio FerroniLaterza EditoreDal passaggio di Ulisse tra Scilla e Caridd...
27/07/2026

Tra Scilla e Cariddi
Panegirico per lo Stretto
di Giulio Ferroni
Laterza Editore

Dal passaggio di Ulisse tra Scilla e Cariddi alle varie riprese del mito, con i transiti succeduti nel corso del tempo, fino ad altri racconti e ad altri sguardi che la letteratura ha fissato sullo Stretto, dalla fiaba di Colapesce agli esiti della moderna letteratura siciliana, fino a quel capolavoro novecentesco che è Horcynus Orca: Giulio Ferroni, finissimo letterato, scrive un panegirico per lo Stretto a mostrare l’offesa che l’idea stessa di un ponte porta al lascito del passato e a tutta la vita presente.

Giulio Ferroni dichiara, fin da subito, che il libro nasce da una preoccupazione e da un disappunto: preoccupazione per il danno ambientale, storico, civile, che costituirebbe il progettato ponte sullo Stretto; disappunto (salvo poche eccezioni) per l’indifferenza degli intellettuali di fronte a questa violazione di un luogo capitale dell’identità italiana ed europea, del mito classico, della bellezza, della storia, del lavoro e del dolore umano. Il libro intende mostrare come l’idea stessa di un simile ponte, tanto più nelle tragiche circostanze che il mondo sta vivendo, rappresenti profanazione del lascito del passato e del presente. Non un ‘volano dello sviluppo’, come si sente ripetere, ma un’alterazione definitiva di un habitat naturale e storico, che va difeso fino in fondo.
Mito, storia, letteratura, vengono convocate come segni necessari di resistenza alle offese che oggi aggrediscono la natura e la vita. Così, pagina dopo pagina, leggiamo alcuni dei più essenziali racconti e passaggi, immaginari e reali, che nel corso del tempo hanno toccato lo Stretto.

Giulio Ferroni è professore emerito di Letteratura italiana alla Sapienza di Roma. Ha raccolto l’esperienza dello studio delle più diverse zone della letteratura italiana in un’ampiaStoria della letteratura italiana (Einaudi Scuola 1991, Mondadori Università 2012 e 2021). Ai problemi della scuola ha dedicato i libri La scuola sospesa. Istruzione, cultura e illusioni della riforma (1997), La scuola impossibile(2015) e Una scuola per il futuro (2021). Tra le altre sue recenti pubblicazioni: Gli ultimi poeti. Giovanni Giudici e Andrea Zanzotto (2013); La fedeltà della ragione (2014); L’Italia di Dante. Viaggio nel paese della Commedia (2019, premi Viareggio e Mondello); Natura vicina e lontana. Umanesimo e ambiente dagli antichi greci all’intelligenza artificiale (2024); Petrarca, la bellezza dimenticata (2025). Per Laterza è autore di Prima lezione di letteratura italiana (2009) e Scritture a perdere (2010)

Riduci

27/07/2026
I drammatici giorni del G8 di Genova, col suo carcio di violenza e repressione, in un romanzo su un testimone, un soccom...
23/07/2026

I drammatici giorni del G8 di Genova, col suo carcio di violenza e repressione, in un romanzo su un testimone, un soccombente e una vittima

Come farfalla a luglio
di Stefano Valenti
Gramma - Feltrinelli

Nel luglio del 2001, a una generazione di giovani è toccato vivere giorni in cui, per usare le parole di Primo Levi, “l’uomo è stato una cosa agli occhi dell’uomo”. Durante il G8 di Genova, nella caserma di Bolzaneto, le ragazze e i ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa hanno cessato di apparire come esseri umani agli occhi di chi li torturava. Il potere ha preso i tratti di un Leviatano, di un mostro orribile che mirava non soltanto ai corpi, ma all’umanità stessa delle sue vittime.

Grazie a un gioco di specchi e a richiami espliciti a Thomas Bernhard, Stefano Valenti ritorna con questo romanzo a quei drammatici giorni. La storia ruota attorno a tre protagonisti: il narratore, che assume su di sé il compito del testimone; Francesco, il docente universitario che fa del messianismo appreso sulle pagine di Walter Benjamin il perno del suo insegnamento e del suo impegno civile e politico; Carlo, la vittima. Uniti dalla militanza nel Milano social forum, i tre si ritrovano in piazza a Genova. Vogliono un mondo diverso che unisca nell’uguaglianza dei diritti e non divida in potenti e vittime. In cambio ricevono violenze inimmaginabili, e Carlo la morte.

Valenti narra con una precisione priva di enfasi, quasi puramente descrittiva e, per questo, ancora più scioccante, le torture inflitte alle ragazze e ai ragazzi con la freddezza dei carnefici più spietati. La violenza fisica non è però il solo malefico frutto di quei giorni. Il loro veleno si insinua nella mente dei sopravvissuti.

Torturato nella caserma di Bolzaneto, Francesco non reggerà al ritorno alla vita cosiddetta normale, a un’esistenza all’insegna dell’ipocrisia e della dimenticanza. Si suiciderà e lascerà all’amico il compito di testimoniare la tragica realtà di quei giorni e di ricordare la breve, eppure giusta e intensa, vita di un soccombente e di una vittima.

“Ci hanno picchiato, presi a calci e manganellate, senza un perché. Erano impazziti. Hanno sfondato porte e finestre, sono entrati e ci hanno colpiti. Molti di noi dormivano. Chi cercava di scappare ai piani superiori veniva inseguito, raggiunto e picchiato ancora.”

“Valenti sa quando mettersi in campo e quando lasciare la parola agli altri… alle loro vite perdute.” Goffredo Fofi, Internazionale

“La scrittura di Stefano Valenti ha la rara capacità di accompagnarci dentro alla dimensione più intima dell’umana violenza, senza mai offuscare il contesto storico nel quale essa si colloca. I tormenti esistenziali diventano qui insieme storia e letteratura.” Gad Lerner

Venerdì 3 luglio, alle ore 17,30, in libreria.Siete cordialmente invitati!
01/07/2026

Venerdì 3 luglio, alle ore 17,30, in libreria.

Siete cordialmente invitati!

Dignitàdi Lea YpiFeltrinelli EditoreUna foto in bianco e nero, postata per caso su un social network, riapre una ferita ...
27/06/2026

Dignità
di Lea Ypi
Feltrinelli Editore

Una foto in bianco e nero, postata per caso su un social network, riapre una ferita e dà l’avvio a un’indagine. Sorridono, eleganti e innamorati, Leman e Asllan Ypi: è il 1941, la guerra infuria, eppure nulla sembra turbare quella luna di miele sulle Alpi. Ma per la loro nipote Lea quell’immagine è uno squarcio sul non detto, su una storia familiare avvolta da anni di silenzio.

Chi era veramente nonna Leman? Perché parlava francese nonostante fosse cresciuta come nipote di un pasha a Salonicco? Cosa la spinse, appena diciottenne, a lasciare la città per iniziare una vita da sola in una Tirana intrisa di “profumo Chanel e di pecora”, con l’Albania satellite del regime di Mussolini? Come si innamorò e sposò un socialista simpatizzante del Fronte Popolare? E soprattutto, cosa si nascondeva dietro quel sorriso tra la neve di Cortina d’Ampezzo, mentre tutta l’Europa veniva ridotta in cenere?

Lea Ypi intreccia i rapporti della polizia segreta sulle spie comuniste, le testimonianze in tribunale e i ricordi personali della nonna per raccontare i moti di un Novecento pieno di contraddizioni e ripensamenti: dai fasti decadenti dell’aristocrazia sotto l’impero ottomano alla nuova realtà dei Balcani, passando per una crisi finanziaria e gli orrori di due guerre mondiali.

E ci pone domande cruciali per i nostri tempi: che cosa sopravvive e che cosa si perde nella storia? Che cosa sappiamo davvero di chi amiamo? E con quale diritto morale giudichiamo le loro scelte?

C’è qualcosa nello spirito umano, diceva mia nonna, che resiste a ogni tentativo di oltraggio, ingiuria o umiliazione.

Quel qualcosa si chiama dignità.

Lea Ypi
insegna Filosofia politica alla London School of Economics ed è ricercatrice permanente presso il Wissenschaftskolleg di Berlino. Nata e cresciuta in Albania e laureata a La Sapienza di Roma, è esperta di marxismo e di teoria critica. Vive e lavora a Londra.

Per Feltrinelli ha pubblicato il pluripremiato Libera. Diventare grandi alla fine della storia (2022), tradotto in più di trentacinque paesi, e Confini di classe. Diseguaglianze, migrazione e cittadinanza nello stato capitalista (2025).

L'autore, storico ebreo israeliano-americano, si chiede: "Come è stato possibile trasformare il sogno del sionismo in un...
17/06/2026

L'autore, storico ebreo israeliano-americano, si chiede: "Come è stato possibile trasformare il sogno del sionismo in un incubo?"

Nell'abisso.
Dal sionismo al genocidio la sconfitta morale di Israele
di Omer Bartov
Laterza Editore

Genocidio, antisemitismo, memoria dell’Olocausto. Israele e Palestina in un libro che unisce al rigore storico l’impegno per un futuro di giustizia e di pace.
Anna Foa

Omer Bartov esplora la calamità più orribile e sconcertante del nostro tempo con una rara combinazione di sensibilità e impeccabile erudizione.
Chiunque sia turbato e spaventato dall’attuale pantano morale e intellettuale dovrebbe leggerlo.
Pankaj Mishra

Nel luglio del 2025, Omer Bartov pubblica sul “New York Times” un articolo dal titolo I’m a Genocide Scholar. I Know It When I See It, che scatena un dibattito enorme perché dimostra che l’azione di Israele a Gaza è, a tutti gli effetti, un genocidio.
In questo libro, Bartov pone delle domande a cui ancora non si è data risposta: come è stato possibile trasformare il sogno del sionismo in un incubo? Come è avvenuta la trasformazione del sionismo da movimento di emancipazione e liberazione ebraica a ideologia di Stato basata sull’etnonazionalismo, l’esclusione e il dominio violento sui palestinesi? Come si è potuta avere una comprensione distorta della lezione morale dell’Olocausto? E quali sono le ragioni del diffuso sostegno a queste politiche genocide da parte dei cittadini ebrei di Israele? Al centro di questa visione del mondo vi è la convinzione che l’intera terra fra il fiume Giordano e il Mediterraneo appartenga agli ebrei e che la missione dello Stato sia quella di realizzare il diritto storico a questa terra. Ma non ci sarà pace finché sette milioni di ebrei governeranno su sette milioni di palestinesi senza alcuna prospettiva di uguaglianza. L’enorme shock del 7 ottobre avrebbe dovuto essere il momento giusto per prendere atto che il paradigma stesso del sionismo doveva essere drasticamente modificato.
Illuminante e urgente, Nell’abisso è un libro fondamentale per chiunque cerchi di comprendere uno dei conflitti più violenti e devastanti di questo secolo.

Omer Bartov
Omer Bartov (1954), nato in Israele in un kibbutz, è uno storico israelo-americano. È Dean’s Professor di Studi sull’Olocausto e il genocidio presso la Brown University, dove insegna dal 2000. Storico dell'Olocausto, è considerato una delle principali autorità in materia di genocidio. Le sue prime ricerche hanno riguardato il coinvolgimento dell’esercito tedesco nei crimini di guerra (The Eastern Front, 1941-45 e Hitler’s Army), la guerra totale e il genocidio e gli stereotipi antisemiti(Murder in Our Midst, Mirrors of Destruction e Germany’s War and the Holocaust). Il suo lavoro più recente si è concentrato sulle relazioni interetniche nelle zone di confine dell’Europa

Oggi pomeriggio in libreria!
05/06/2026

Oggi pomeriggio in libreria!

Proponiamo, due alla volta,  i romanzi selezionati per la dozzina del Premio Strega Donnareginadi Teresa CiabattiMondado...
21/05/2026

Proponiamo, due alla volta, i romanzi selezionati per la dozzina del Premio Strega

Donnaregina
di Teresa Ciabatti
Mondadori Editore

Chi è davvero ‘o Nasone, accusato di rapina a mano armata, associazione a delinquere, associazione mafiosa, 182 omicidi commessi e commissionati? Se lo chiede la scrittrice a cui il giornale dà l’incarico di intervistare proprio lui, il superboss. A lei che di criminalità non sa niente, che si è sempre occupata di adolescenti, tutt’al più cantanti, attrici, gente dello spettacolo. Il loro è l’incontro di due mondi lontanissimi che tali devono rimanere, almeno nelle intenzioni della protagonista.
Eppure, quando lui inizia a parlare, qualcosa cambia. Quest’uomo spietato che alleva colombi e crede negli ufo comincia a interessarla. Non tanto quando si sofferma sulle cronache di furti, sparatorie e vendette, piuttosto per la nostalgia che vibra nei racconti delle donne incontrate e perdute, degli amici morti ammazzati, degli affetti famigliari. Quando insomma, pur non rinnegando il proprio passato, il boss si mostra vulnerabile. Il dubbio: forse la sta manipolando? È sul piano dei rapporti affettivi che i due si incontrano: nelle ferite di genitori incerti, forse sbagliati. Nel mistero dei figli con cui non sanno più comunicare e che temono di aver perso per sempre. Il confronto tra loro, pur sempre carico di diffidenza, si trasforma allora in un viaggio tra ricordi, confessioni, fraintendimenti e proiezioni, ma soprattutto rivelazioni su figli che non sono quello che loro credono. Così, quando la protagonista si trova a cercare le tracce del figlio del boss nelle strade di Napoli, capisce di cercare qualcun altro: sua figlia che le sta sfuggendo. Nei quattro anni trascorsi dal suo più recente romanzo ci è mancato lo sguardo di Teresa Ciabatti, la sua cifra stilistica unica, la lucidità, l’ironia, l’equilibrio assoluto del fraseggio. Con l’intensità e l’anticonformismo radicale della sua scrittura, Ciabatti conduce una protagonista che le somiglia in territori a prima vista remoti e indecifrabili, per riportarla a casa più dolente e saggia, capace di riconoscere il baluginare dell’umano ovunque si presenti.

Occhi di bambina
di Marco Vichi
Guanda Editore

Arianna ha sette anni quando la nonna le fa una domanda che potrebbe cambiare la vita di tutte e due: «Vuoi andare dalla mamma o vuoi stare qui?» Con i nonni Arianna sta bene, ha tantissimi giochi, può mangiare tutto quello che vuole e la notte può dormire in mezzo a loro nel lettone. Ma la mamma le manca…Siamo nel 1985, e inizia così l’avventura di una bambina che non sa ancora quale sarà la sua odissea. Si scontrerà con il mondo dei grandi e con i loro litigi, anche se riuscirà a vivere quel che una bambina dovrebbe sempre vivere: giochi, amicizie, scuola, stupore e scoperta. Ma sullo sfondo rimane la sensazione costante di essere provvisori, di non poter mettere radici da nessuna parte, di dover restare sempre all’erta, pronti a fuggire. Chissà perché poi… Cosa avrà fatto la mamma di così sbagliato, si chiede Arianna, per dover vivere con questa paura addosso? E chi è che la sta cercando? Un’incredibile storia vera raccontata con candore attraverso i ricordi di una bambina con un passato fuori dall’ordinario, un passato anche drammatico, che però non è riuscito ad avvelenarle l’anima. Un romanzo di rara intensità che esplora le fragilità e il coraggio dei più piccoli di fronte alle situazioni della vita, e la loro sorprendente capacità di trovare la luce nel buio.

Di ora in oradi Giorgio FalcoEinaudi EditoreQual è l’effetto del tempo sui nostri corpi, sul paesaggio, sul modo in cui ...
18/05/2026

Di ora in ora
di Giorgio Falco
Einaudi Editore

Qual è l’effetto del tempo sui nostri corpi, sul paesaggio, sul modo in cui guardiamo il passato? È la domanda al centro del nuovo libro di Giorgio Falco, che rievoca un’infanzia trascorsa sui bordi della metropoli in trasformazione e un’adolescenza piena di un unico, totalizzante interesse: la fotografia. La ricerca di sé e delle proprie inclinazioni sembra finalmente trovare un punto d’approdo con la scoperta della performance, che diventa la lente attraverso cui leggere il tempo e indagare – secondo dopo secondo, di ora in ora – il mistero del suo respiro. Alla fine, con l’ingresso nell’età adulta arriva anche l’abbandono di ogni ambizione artistica, una resa che tuttavia coincide con un nuovo inizio: l’individuo in cerca di un’identità scompare, e al suo posto emerge in controluce la silhouette dello scrittore, che assorbirà sulla pagina la fotografia, il cinema, la letteratura e la vita. Pochi autori, in Italia, sanno mettere a n**o la realtà come fa Giorgio Falco. In Di ora in ora la sua voce inconfondibile setaccia i luoghi marginali, riflette sulla natura assediata dall’uomo e sulla sua indifferenza, esamina i rapporti di forza che regolano il mondo e medita sull’ambiguità delle immagini e dei gesti. Uno spiazzante ritratto dell’artista da cucciolo (ma in cattività), che mentre si muove tra Milano e i suoi dintorni lungo la fine del Novecento – nel determinante passaggio dall’analogico al digitale – sposta un po’ piú in là le possibilità espressive della scrittura autobiografica. Ribaltando l’imperativo dannunziano del fare della propria vita un’opera d’arte, Falco ha trasformato il suo esperimento artistico giovanile in una straordinaria chiave di lettura per la conoscenza della propria storia individuale e di quella collettiva.

L'autore
Giorgio Falco è nato nel 1967. Il suo primo libro, Pausa caffè (Sironi 2004), è stato finalista al Premio Chiara. Per Einaudi pubblica nel 2009 L'ubicazione del bene, con il quale vince il Premio Pisa. Nel 2014 La gemella H vince il Premio Mondello Opera Italiana, il SuperMondello e il Premio Volponi. Nel 2014 esce per L'orma editore Condominio Oltremare (con Sabrina Ragucci) e l'anno seguente Sottofondo italiano (Laterza). Del 2017 è Ipotesi di una sconfitta (Einaudi), con cui vince il Premio Pozzale Luigi Russo, il Premio Napoli e il Premio Biella Letteratura e Industria. Nel 2020, sempre per Einaudi, esce Flashover. Incendio a Venezia, nel 2023 Il paradosso della sopravvivenza e nel 2026 Di ora in ora.

La visione di Biamontidi Alessandro GaudioDiveregenze Ed.Una piccola biamontiana che è un punto di partenza e d’arrivo, ...
04/05/2026

La visione di Biamonti
di Alessandro Gaudio
Diveregenze Ed.

Una piccola biamontiana che è un punto di partenza e d’arrivo, nella quale l’autore individua e approfondisce i temi filosofici e poetici nell’opera letteraria di un “creator mundi” di fine Novecento.

«L’anima, il limite, il camminare, il sogno, la verità, il nulla definiscono, a più riprese, la visione di Francesco Biamonti; dunque, la sua idea di letteratura. Il discorso, qui diviso per opere, in sezioni definite, fruisce di un progetto d’insieme, che rimbalzando da una tematica di portata universale all’altra trova una propria specifica determinazione che oltrepassa la superficie della narrazione e conduce alle radici dell’Essere, fine ultimo della ricerca dell’autore. La tenuta dell’impalcatura filosofica, ossia il piano teorico che lo scrittore pone con nitidezza a supporto del romanzo, non ha troppi epigoni nella letteratura italiana del Novecento. Quello che potrebbe percepirsi come pianificazione, forse perfino come esercizio intellettuale puro, in realtà pone lo scrittore a contatto diretto con l’Essere, nella misura in cui i suoi romanzi riescono a riprodurne, per il lettore, modelli e funzionamento. Non sarà che il romanzo è – ancora una volta – il mezzo migliore per comprendere sé stessi?».

A cura di Massimo Rovati.

Alessandro Gaudio ha l’Abilitazione Scientifica Nazionale in Letteratura italiana contemporanea ed è docente a contratto presso l’Università della Calabria. È membro del comitato scientifico della «Rivista di Studi Italiani», di «Diacritica» e scrive assiduamente per «Il Ponte», «Lingua Nostra», «Critica letteraria», «Comparatismi» e altre prestigiose riviste. I suoi studi sono indirizzati in prevalenza alla letteratura del secondo Novecento, in particolare quella di Paolo Volponi, Guido Morselli e, più di recente, Francesco Biamonti. Tra i suoi ultimi libri Il romanzo del Sud (2017), Gli anelli di Saturno (2020), Necessità del romanzo (2020, 2021 e 2024) ed Elogio dell’infanzia (2025). Da circa un anno ha affiancato alla sua attività di ricerca una feconda collaborazione per il network laC in qualità di opinionista e divulgatore.

Indirizzo

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