28/07/2017
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PAROLA DI COACH – “Dalla finale alla trave di Asia potremmo aspettarci di tutto – ha dichiarato il DTN della Femminile Enrico Casella - ma il bottino fin qui conquistato dall’Italdonne è già più che commentabile: un oro, due argenti e due bronzi, con una Russia così forte, sono un successo importante, al di là di come andrà a finire domani. Siamo stati gli unici competitor in grado di tener testa alla corazzata dell’Est. Al volteggio oggi, dove forse sembrava più semplice vincere, Asia ha commesso un errore nel doppio avvitamento, che in questi giorni aveva sempre eseguito bene. Questo le è costato la vittoria e lei era molto dispiaciuta. Il settimo posto della Iorio (13.233 – 13.500 – tot. 13.366), per il terzo giorno di fila sulla rincorsa dei 25 metri, è un piazzamento comunque di rilievo. La sua parallela ha una storia che inizia da lontano. Ho scelto infatti di togliere dalla finale Alice, pur essendo entrata con il terzo punteggio, per dare ad Elisa, finita sesta in qualifica a causa di una caduta, la chance di lottare per il titolo. E così l’ho fatta tornare sugli staggi insieme ad Asia, seconda nelle ammissioni e in questo momento, a mio parere, più stabile rispetto alla sorella. A malincuore ho escluso Alice, che però, consapevole della situazione, è stata felice di lasciare il posto alla compagna che sicuramente aveva i contenuti tecnici per imporsi. Il sorteggio poi ha voluto che Elisa partisse per prima proprio davanti ad Asia. Aprire in finale non è mai facile ma la Iorio ha completato una routine pulita, direi quasi da incorniciare. La D’amato ha perso qualcosa nel passo in uscita, concedendo il sorpasso a Ksenia Klimenko ma riuscendo tuttavia a lasciarsi alle spalle Varvara Zubova. Asia era felicissima per il bronzo, sudato e scintillante quanto l’oro dell’altra azzurra. In conclusione Italia e Russia si sono ripresentate al vertice in posizioni invertite rispetto all’All-around di ieri. La giornata questa volta ha sorriso alle fate e, contro avversarie di tale livello, già questo è motivo di grande orgoglio”.