Cacciatore d'Angeli

Cacciatore d'Angeli Ricevo e divulgo notizie su Muhammad Ali e Cuba

09/07/2025

Alla prima del suo programma “Non è mai troppo tardi” fece un azzardo: strappò il copione che gli avevano dato e fece una lezione alla sua maniera, improvvisando. Il risultato della "sua maniera" fu che in otto anni, dal 1960 al 1968, circa un milione e mezzo di italiani uscì dall’analfabetismo.

Terminato il programma, con la fama che aveva ottenuto poteva fare qualsiasi cosa. Poteva arricchirsi. Tornò invece a fare l’insegnante di scuola elementare. Prendendosi, di tanto in tanto, delle pause per dare il proprio contributo a campagne di alfabetizzazione di italiani all’estero. O per insegnare a leggere e a scrivere ai contadini più poveri dell’America latina.

Alberto Manzi fu un uomo di straordinaria intelligenza e sensibilità. Assieme alla Rai, svolse il compito più grande che si possa immaginare: strappare all’ignoranza tanti nostri concittadini. Ignoranza senza colpa, perché l’Italia di allora era di contadini e operai per i quali l’analfabetismo era dovuto a mancanza di mezzi e tempo. La “didattica a distanza” di mamma Rai colmò questa mancanza.
E se al tempo il risultato fu così straordinario, anche oggi può esserlo, in altre forme.

Ad Alberto Manzi il ricordo di tutti noi. Con la gratitudine che gli spetta, perché questo Paese gli deve moltissimo.

09/07/2025

A Napoli al ristorante ho ordinato "una braciola" e quando mi sono visto arrivare un involtino in umido ho chiesto al cameriere "ma io avevo chiesto una braciola..." e quello mi ha risposto "e questa cos'è?". Comunque l'ho mangiata ed era una meraviglia, buona come poche altre cose che ho mangiato.
A Napoli alla cassa del bar ho visto una scatola di vetro piena di cioccolatini a forma di bacio Perugina, incartati nella carta stagnola uno per uno, ho chiesto "ma sono Baci?" e la signora mi ha risposto "certo che sono baci, li facciamo proprio noi!" ed erano buonissimi.
A Napoli sono entrato in una tavola calda, saranno state le quattro del pomeriggio, volevo prendere qualcosa da riportare a mio figlio prima di ripartire, ma avevano finito tutto. Ho chiesto "avete qualcosa di pronto?" il marito della cuoca mi ha risposto "e che problema c'è, glielo prontiamo". Poi è uscita la cuoca e mi ha detto "le faccio una frittata di maccheroni, qualche crocché e un po' di pasta cresciuta, vabbuò?!". Io le ho detto "ma quanto tempo ci vuole?" e lei ancora "e che fretta avete, vi sedete qui e vi fate compagnia con mio marito, vi bevete una birra intanto che aspettate"
E dopo una mezz'ora io conoscevo tutta la storia della famiglia, fino a quell'infame di uno dei cugini, che San Gennaro gli faccia uscire uno sbocco di sangue. Marcio.
In compenso la roba era buonissima e m'è sembrato che si facessero pagare per farmi un favore, perché pareva mi volessero regalare tutto.
A Napoli ho mangiato una cosa che si chiama "genovese" e l'ho digerita dopo tre giorni, cioè no, a digerire l'ho digerita subito, è che dopo tre giorni ancora mi pareva di averne qualche pezzetto sulla barba per come mi sentivo avvolto dal profumo.
A Napoli mi hanno servito un caffè con le tazzina che mi scottava le labbra e non ho dovuto manco chiedere il bicchiere d'acqua, perché me l'hanno messo davanti direttamente insieme al caffè, però il barista non si fidava, aveva sentito l'accento romano e voleva vedere se l'acqua la bevevo prima o dopo il caffè, pareva che trattenesse il fiato per l'ansia. Quando ha visto che l'ho bevuta prima ha sorriso e io mi sono sentito come se avessi superato un esame all'università.
A Napoli sono andato a pranzo con due amici napoletani e hanno ordinato "pasta e patate" e poi momenti si scannano perché uno diceva "la provola ci vuole" e uno diceva "la provola non ci vuole" e io stavo zitto e temevo che alla fine mi menassero a me. Ma quando è arrivata la mia pizza con i friarielli hanno fatto pace e mi hanno fatto tutto un corso su come va preparata, in che punto del forno va messa perché si cuocia bene, come la ricotta debba fare da ripieno del cornicione, cose così. (La pizza era squisita e pure la loro pasta e patate, che per la cronaca la provola c'era).
A Napoli ho mangiato il casatiello e i ciccioli, una parmigiana di melanzane che quando ho chiesto "ma le melanzane come sono cotte?" mi volevano cacciare dal ristorante e farmi girare con un cartello attaccato al collo con scritto "ha chiesto come sono cotte le melanzane della parmigiana!". Ho scoperto che le ciambelle con lo zucchero le chiamano "graffe" e guai pure quelle se ti azzardi a dire "ma sono cotte al forno?". Ho scoperto che le sfogliatelle e le ricce sono due cose diverse, ma comunque se vuoi mangiare quelle più buone devi andare in un forno che sta a "vico Ferrovia" che se gli passi davanti non gli daresti una lira. Perché a Napoli quello che ti mangi conta più di dove lo mangi.
A Napoli ho capito che mangiare è una religione, ha i suoi riti e le sue cerimonie, è un atto sacro e mangiare da soli è triste, e se stai al tavolo da solo il cameriere si preoccupa e ti viene a chiedere dieci volte "come va? come state?" e dopo viene pure la padrona del ristorante e poi pure suo marito e ti mandano pure i figli, perché tante volte dovessi sentirti triste, non sia mai, come te lo gusti il mangiare?
E poi mi dite perché amo Napoli? Ma come fate voi, a non amarla. Come.

- Cit. Marco Proietti Mancini
Foto: web

09/07/2025

-.-..-Era il dieci luglio di una terra senza colpa
bambini nei giardini giocavano nel sole
e l'aria era di casa, di sugo e di fatica
e vecchi nella piazza parlavano d'amore
e donne al davanzale lanciavano parole
sepolte ormai nel ventre di madri perdute,
perdute dal cielo proprio sopra di noi
che restiamo a guardare morire le radici,
i preti perdonare proprio sopra di voi,
che vivete tranquilli nella vostra coscienza di uomini giusti,
che sfruttate la vita per i vostri sporchi giochetti
allora allora ammazzateci tutti!

Noi siamo qui prigionieri del cielo
come giovani indiani risarciteci i cuori,
noi siamo qui, senza terra né bandiera,
aspettando qualcosa da fare
e che non porti ancora dei torroni a Natale,
telegrammi "ci pensiamo noi"
condoglianze! condoglianze!-..-.-.-

25/06/2025

--.-.Ricordi-..--.

01/11/2024

-.--.-..-.-A Bettola stava scendendo la sera
e Lilli era pronta per andare a dormire
birocciai e sfollati per il coprifuoco
ritornavano a cercare un riparo
era il '44 sui monti di Reggio
la notte di San Giovanni
la ronda ha scoperto tre partigiani
venuti per distruggere il ponte
I partigiani hanno ucciso un tedesco ma un altro ha dato l'allarme
il comando SS ha deciso di fare una rappresaglia esemplare
la notte i soldati armati di mitra sono andati casa per casa
avevano l'ordine di uccidere tutti uomini, donne e bambini
Li hanno svegliati e radunati in cucina poi hanno sparato una raffica
Lilli è caduta tra il nonno e la nonna coperta del suo e il loro sangue
i soldati avevano portato benzina e hanno incendiato le case
ma Lilli era viva, è riuscita a arrivare alla finestra e lasciarsi cadere
Ma la casa bruciava e sarebbe caduta
su Lilli come un colpo di grazia
è molto difficile scappare lontano
a undici anni con la gola ferita
e sentiva le grida mischiate agli spari
e le bestie nitrire impazzite
e le voci metalliche degli ufficiali
e sentiva il calore del fuoco
L'hanno trovata soltanto al mattino
ferita bruciata ma viva
il postino l'ha messa sulla bicicletta
e portata dai parenti in pianura
poi Lilli è guarita e la guerra è finita
e i tedeschi se ne sono partiti
ma per molti anni ha sognato gli spari
e non le usciva la voce
Ora Lilli vive una vita serena ed è nonna di tanti nipoti
ma a volte si sveglia con gli occhi aperti nel buio
e rivede la Bettola in fiamme

10/12/2023

-.-..--Eric Burdon, John Mayall, Jimi Hendrix, Steve Winwood, and Carl Wayne (of The Move), May 31, 1968--.-.-.-.

24/11/2022

Lo ricordiamo oggi che è la giornata internazionale contro il foie gras: l’alimentazione forzata con cui si ottiene questo prodotto è una TORTURA per anatre ed oche!

È ora di mettere fine a questa crudeltà fermando la produzione, l’esportazione e l’importazione di foie gras in tutto il mondo!

📌 RICORDA: fino al 31 dicembre ogni donazione vale x2, è un’opportunità incredibile di raddoppiare il tuo impatto sulla vita degli animali rinchiusi in allevamenti e macelli!

DONA ORA: https://bit.ly/fb-mgc

20/11/2022

L'avevo adottata ma si è rifiutata di ve**re via con me. È stato strano perché i cani non vedono l'ora di lasciare il canile. Piangeva e sbatteva le zampe. Avrei dovuto trascinarla. Ma quando ho abbassato lo sguardo ho capito il motivo e ho dovuto fare una SCELTA "Quando è arrivato il momento di portarla a casa lei era appena uscita da quella gabbia, da quel momento l'aspettava un nuovo mondo, una vita meravigliosa e tanto amore. Qualsiasi altro cane sarebbe corso negli abbracci dei suoi salvatori. Ma non l'ha fatto. Stava ferma, attaccata a quattro zampe e si rifiutava di uscire dalla gabbia. In un angolo un piccolo chihuahua Taco la guardò con paura. Ha capito che stava per perdere il suo migliore amico. E in quel momento accadde un piccolo miracolo. La coppia ha visto tutta la scena e ha deciso di adottarli entrambi. Hanno fatto i documenti anche per il chihuahua e tutti e 4 sono usciti dalla porta del rifugio. è stato preso in macchina, prima di partire. Personalmente vorrei augurare a questi due cani una vita felice piena di amore !. Ma soprattutto tanta felicità anche a queste due persone meravigliose ❤️

20/11/2022

Abbiamo presentato un atto di opposizione perché non abbiamo alcuna intenzione di lasciare che le galline arse vive rimangano senza giustizia

Indirizzo

Via Rosetti 8
Brisighella
48013

Telefono

+393938846808

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