Il Grimorio

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Murmur - Ars GoetiaOggi il Grimorio vi parla di un demone Granduca e Conte dell'Inferno, il cui nome ricorda un flebile ...
05/06/2026

Murmur - Ars Goetia

Oggi il Grimorio vi parla di un demone Granduca e Conte dell'Inferno, il cui nome ricorda un flebile mormorio incessante, capace di creare Armonia e Ordine, Demone della Musica, Gran Negromante e portatore di saggezza, conoscenza e sapienza filosofica e teologica.
Murmur è Colui che orchestra la sinfonia delle anime, accordandole col suo mormorio melodico, che ha il suono della danza cosmica, e che trascina in un tempo sacro senza tempo laddove passato, presente e futuro sono un tutt'uno.
È il 54° dei 72 spiriti demoniaci evocati dal Re Salomone e citati e descritti nell'Ars Goezia nella Piccola Chiave di Salomone, e può essere molto feroce, per cui si deve avvicinarsi a lui con grande serietà e attenzione.
È uno degli Angeli Caduti, giacché un tempo è stato nell'Ordine Angelico dei Troni, con il nome di Matthias, ma si unì alla ribellione contro Dio e contro il Cielo trasformandosi da divino in dannato, conservando però la sua natura divina che gli deriva dalla connessione con la Musica, e per questo è una figura del tutto speciale nel panorama demoniaco.
Da allora è Murmur, o Murmos, o Murmux, e già il nome ci svela il suo potere ( murmur in latino è sussurro, mormorio, suono di tromba).
Nel Regno della Demonologia è a capo di oltre trenta legioni demoniache, ed è rispettato e temuto da tutti i demoni.
È descritto come un guerriero, con corona ducale in testa, un gran condottiero che cavalca un grifone, simbolo della Conoscenza dei segreti della vita e della morte. Lo precedono 2 suoi ministri al suono trionfale di tromba e lo seguono le 30 schiere demoniache e una multitudine di spiriti che producono una melodia fatta di trombe e altri strumenti musicali.
Poiché la Musica è Ordine e Armonia, il Demone Murmur è un demone del tutto speciale, che non ha perso la sua forza divina ed è per questo ambivalente, insieme luce e tenebra, insieme demoniaco ma ancora in divino.
La sua connessione con la Musica delle Sfere, che non smette di udire e a cui partecipa, gli permette di governare il ritmo dell'esistenza attraverso le melodie dell'universo.
È il demone non solo della musica ma anche della filosofia, della negromanzia, della saggezza smisurata, della grande sapienza e della grande conoscenza.
È il demone che sussurra all'uomo che cerca conoscenza e saggezza, un sussurro silenzioso, con voce languida e dolce, così diversa da tutte le altre voci demoniache.
E' l'incarnazione del detto 'il vero potere sussurra' e questa è la sua forza.
È un demone ricorrente nella cultura popolare, e ad esempio lo troviamo nel racconto del pifferaio magico, con il suono che incanta.

Per connettersi con Murmur serve grande coraggio e grande libertà di pensiero, perché ci si trova davanti ad un labirinto di contraddizioni che sono le contraddizioni insite nell'uomo, e per questo è molto più simile all'uomo di ogni demone e rispetto agli altri può essere considerato ancora divino.
Può essere evocato con rispetto per la sua immensa saggezza e i suoi straordinari poteri musicali e armonici, e lo si fa innanzitutto tracciando il suo sigillo e poi energizzandolo secondo la pratica.
Il suo sigillo incarna la sua energia, ed è capace di unire il regno fisico e quello spirituale, richiamandolo.
Ha vari poteri e abilità che può usare per servire il Mago, legati a conoscenza e comunicazione, ad esempio può aiutare nella divinazione donando intuizione e comprensione, e ancora può inviare spiriti infernali a perseguitare i nemici dell'evocatore, e addirittura la sua amicizia aiuta negli esorcismi.
Se produce la sua musica per noi è in grado di essere altamente protettivo e di difendere da ogni spirito maligno, per cui può essere molto utile evocarlo prima di un viaggio astrale pericoloso in cui si dovranno incontrare spiriti.
E' utile anche nell'ars oratoria, che è fatta anche di musicalità, capace di incantare e incatenare.
La sua armonia sinfonica può inoltre aiutare l'uomo a farsi filosofo e teologo, a varcare i confini reconditi della natura e dell'intero universo.
Abbiamo detto sia un Gran Negromante, infatti ha una capacità unica nell'evocare e comunicare con le anime dei defunti, e anche per questo è un demone del tutto speciale, capace di fare da ponte fra vita e morte e tra materia e aldilà. Questa capacità deriva dalla sua musicalità, che lo rende particolarmente capace di attrarre le anime dei defunti e dare loro una voce sotto forma di mormorio. Ha potere di obbligare le anime dei defunti a comparire davanti al mago per rispondere a qualsiasi domanda gli venga posta.

Vediamo ora quslche altra sua peculiarità utile da conoscere per lavorare con Murmur.
L'animo sincero e desideriso di Conoscenza e Saggezza è il primo passo.
Utile per evocarlo il canto o il suono di uno strumento musicale.
Preparate un'evocazione pensata, che espliciti la vostra riverenza e la vostra volontà di acquisire conoscenza.
Terminate l'evocazione con queste parole :
Dase Torekanai Murmur Shima Sere toko Dakino Shime Dente

Sull'altare , che sia rivolto a Nord, è utile porre candele blu scuro o verde scuro, e incenso, con mirra, sandalo, lentisco, ruta, corteccia di quercia e rosmarino.
Molto gradito a Murmur è un testo filosofico.
A Murmur è associato il pianeta Venere con la sua femminile musicalità, pregna di amore e bellezza, e per questo si può lavorare con Murmur di venerdì, ma anche nei sabati di luna nera per i lavori di negromanzia, e ovviamente nella notte di Samhain.
Ha affinità con Ecate.
Il metallo è il rame, con cui sono fatti tanti strumenti musicali, e il suo elemento è l'Acqua, con la sua capacità di fluire e mormorare mentre scorre.
Murmur ha un'affinitá elettiva con un altro demone, Marbas, Demone della Conoscenza, della Meccanica e delle Scienze, Colui che risponde su cose nascoste e segrete.
Se evocati insieme creano una potentissima sinergia che ha effetti incredibili come fonte inesauribile di saggezza, comprensione e conoscenza.
Ricordate sempre di lasciargli un'offerta.

Una curiosità: Murmur è evocato anche da musicisti di ogni genere musicale. Si dice mormorasse a Mozart e Beethoven e ancora oggi molti gruppi musicali gli dedicano il primo dei loro lavori, e in questo i R.E.M. sono stati forse più diretti, giacché il loro primo album è titolato proprio Murmur.

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Ercole nella Volta Celeste e in SardegnaDopo il 1 Maggio il Dio Solare è nel suo pieno vigore, e nel Cielo in questi gio...
04/06/2026

Ercole nella Volta Celeste e in Sardegna

Dopo il 1 Maggio il Dio Solare è nel suo pieno vigore, e nel Cielo in questi giorni ecco che appare la Costellazione di Ercole.
Una costellazione enorme, la quinta più grande in assoluto, vastissima ma senza stelle molto luminose. Una costellazione ricca di stelle doppie, fatto curioso perché Ercole rientra nel novero dei Gemelli Divini.
In Cielo lo si osserva compiere una delle sue 12 fatiche, l'uccisione del Leone, e una grande fetta del Cielo di Maggio è dedicata ad Ercole. Vediamo infatti anche la Costellazione del Leone, dei Gemelli e dell' Idra.

Oggi Il Grimorio cerca di raccontare Ercole, il suo mito solare e il suo legame con la terra di Sardegna.
Eracle è il maggiore eroe greco, che assurge a divinità dopo la morte, venerato come simbolo di coraggio e forza, di umanità e di generosità.
È evidente il collegamento sincretico con l'antichissimo Dio Punico Melqart, e il Dio Makeris Egizio, che diverrà poi Hermes. Hermes diverrà Mercurio in latino, recuperando la radice del suo nome originario Melqart.
Melqart era una antica divinità di carattere tribale e legata al culto solare, al contempo divinità suprema e Figlio Supremo, come sarà poi Herakle greco ed Hercole romano.
Altri nomi legati al suo culto sono Macario in Sicilia, Makeris, Melquart, Milkartu accadico, Makairon in Spagna. Probabilmente il Dio Baal del Vecchio Testamento e sardo è Melqart.
Il nome Melqart significa "Dio della Citta'", ed è interessante notare che il culto del Sole si sviluppa e predomina in tutti i luoghi in cui, grazie ai re, agli eroi e agli imperi, la Storia è in cammino e dove sorgono le grandi civiltà e la scrittura.

La leggenda racconta che Zeus si invaghí della bellissima Alcmena, chiamata anche Asteria, il cui nome ricorda per assonanza Astarte. La donna era moglie di Anfitrione. Zeus riesce con un inganno a passare una lunghissima notte, che fa durare tre giorni, con la mortale, e da questa notte nascerà Eracle. Quando Anfitrione torna a casa giace con Alcmena ignaro di tutto, e così la donna avrà in contemporanea un figlio dal dio Zeus e un figlio dall'umano Anfitrione, Ificlo.
Il bambino si rivela presto dotato di forza sovrumana e figlio degli dei. Odiato da Era perché frutto di un tradimento di Zeus, la dea cerca di ucciderlo mettendo due grandi serpenti nella culla dei gemelli di soli 8 mesi, ma Ercole dimostra subito la sua enorme forza uccidendoli con le sue piccole mani e rendendo evidente quale dei due gemelli abbia genesi divina.

I Gemelli divini sono una figura mitologica ricorrente in tantissime civiltà antiche. Sono ovunque due fratelli eterozigoti di madre umana e padri diversi, uno il legittimo consorte e l'altro un Dio che feconda la donna attraverso un intervento miracoloso, spesso sotto forma di animale sacro ( cigno, aquila, toro, ma anche pioggia dorata). Dei due gemelli il mortale perde presto la vita a causa di un inganno, e il gemello immortale, che diviene divinità solare, gli cede una parte della sua immortalità facendolo diventare una divinità della Oltretomba e lunare.
Sono attestati Gemelli Divini ad esempio nel Popol Vuh, figli di una donna e un Dio: uno dei due è Ixbanquē, il Sole Giaguaro che riesce a riportare in vita il fratello Hunahpú. Curiosa anche questa similitudine tra un Dio Giaguaro messicano ed Eracle, iconograficamente e in cielo affiancato ad un Leone.
Ancora nei Veda c'erano gli Ashuins, figli di Luna e Sole, Saranyu e Surya.
Nel Voodoo Changó e Oshun generano gli Orishas Ibeyi.
In Sicilia troviamo i Pelici, figli del dio Adrano, nella cultura slava i gemelli Lada e Lado, Bellezza e Fertilità.
In Lettonia il Carro del Sole è trainato da due gemelli.
Romolo e Remo sono i Gemelli più famosi, ma qui c'è una variante: un gemello uccide l'altro.
Ringraziamo Valeria Putzu per le sue ricerche riguardanti i Gemelli Divini.

Vediamo ora i collegamenti tra Ercole e la Sardegna.
Secondo Diodoro, prima che Eracle fosse assunto fra gli dèi, un Oracolo gli avrebbe ordinato di fondare una colonia in Sardegna, guidata da suo figlio Sardus aiutato dai suoi 50 figli chiamati Thespiadi, che genero' in una sola notte dalle 50 figlie del re Tespio. Anche Sallustio racconta che il figlio di Ercole libico (Makeris), si chiamava Sardus, concepito e nato nell'isola dei Feaci, e fu il capostipite della civiltà sarda, che prese questo nome in suo onore. Secondo molti interpreti si è trattato in verità solo di un tornare a casa, se è vero che molti dei re delle città micenee hanno ascendenza pelasgica, figli di Poseidone e Libia, cioè originari dei Popoli del Mare, che potrebbero aver avuto il fulcro della loro civiltà in Sardegna, e che per taluni l'isola dei Feaci è la Sardegna. Eracle è quindi secondo questa teoria il padre degli Eroi Fondatori Sardi, e anche Mont'e Prama con i suoi Giganti Eroi ricorda i fasti di quell'epoca fiorente.

La Sardegna è ricca di luoghi di culto che rimandano a Ercole, sin dai tempi di Baal e del Sardus Pater, come ad una entità fertilistica e fecondatrice venerata nella Triade Sid- Melqart-Tanit, che ben si collega a Ercole capace di fecondare 50 donne in una notte.
Il tempio di Antas ad esempio è dedicato al Sardus Pater ed era un importante centro per il culto di Ercole, attestato da reperti epigrafici ed artistici ivi rinvenuti.
Anche a Caralis, Sulki, Tharros, Serri, Posada si sono trovate anfore o statue votive a Eracle.
Tolomeo cita altre due località sarde legate a Ercole: tra Bitia e Nora c'era Herculis Portus, e l'sola di Asinara era chiamata Herculis Insula perché sede di un antichissimo santuario. Anche a Olbia erano presenti luoghi di culto eraclei, uno dei quali probabilmente situato sotto la chiesa di San Paolo.

Un'ultima curiosità: nella pen*sola Iberica troviamo un'antichissima Via Erculea che segue una Ley Lines che diverrà il Cammino di Santiago, costellato di tantissime stele a forma di preistorici eroi stilizzati, che sono chiamati Makairon stele e che segnalavano la via dei metalli, in gran parte sardi, e che arriva sino alle coste dove si riteneva fossero poste le Colonne d'Ercole.

Speriamo di avervi incuriosito.
Ringraziamo tutti i nostri lettori che ogni giorno vediamo crescere e i nostri clienti che apprezzano il nostro impegno quotidiano, nel negozio fisico e nel sito di vendite on-line.
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Sigilli e Geometria SacraDifesa Magica - 4° e 6° Pentacolo del SoleIl Grimorio oggi vi presenta una medaglia pentacolo a...
03/06/2026

Sigilli e Geometria Sacra
Difesa Magica - 4° e 6° Pentacolo del Sole

Il Grimorio oggi vi presenta una medaglia pentacolo a doppia facciata, con in un lato il Quarto Pentacolo del Sole e dall'altro lato il Sesto Pentacolo del Sole, entrambi tratti dalla Clavicola di Salomone.

È la medaglia più utilizzata in Difesa Magica, per essere invisibili per i nemici e per eludere eggregore mandate da terzi, al contempo svelando gli altri per quel che sono realmente. La combinazione di questi due pentacoli assicura che ciò che deve essere occultato e celato ai tuoi nemici lo ossia e ciò che deve essere svelato sia illuminato e reso perfettamente visibile ai nostri occhi al nostro spirito.

Sappiamo già che ogni pentacolo ha una simbologia che deriva dalla tradizione ebraica che unisce glifi geometrici, versetti biblici e Santi Nomi di Dio, associato anche ad una sfera planetaria specifica e utilizzabile a livello cabalistico come condensatore di forze spirituali che facilitano la Manifestazione del Divino.

Descriviamo adesso i due pentacoli nel dettaglio.

Il Sesto Pentacolo del Sole se costruito perfettamente dona invisibilità e per questo è ampiamente utilizzato nelle operazioni che hanno ache fare con l'occultamento e l'invisibilita'.
Ha in sé le forze del triangolo e del cerchio.
Al centro di triangoli equilateri concentrici è posta la lettera Yod in alfabeto mistico e intorno è scritta la parola Shaddai, sempre in alfabeto celeste. Ai lati dei triangoli, a cornice. è posto l'inizio della Genesi, sempre in alfabeto mistico. " In Principio Dio creò il Cielo e la Terra, e la Terra era informe e vuota, le Tenebre ricoprivano l'Abisso. Lo.Spirito di Dio aleggiava sopra le acque.".
Tutto è posto al centro di tre cerchi che fanno da contorno e fra i quali sono trascritti i versetti del Samo LXVIII, 23,
"Obscuren-oculi eorum ne videant et dorsum eorum semper incurva”, e CXXIV, 6: “Oculos habent et non videbunt”] – Traduzione: “Lasciate che i loro occhi si oscurino, in modo che essi non possano vedere, e incurvino per sempre la schiena” e “Hanno gli occhi e non vedono”.
È uno scudo potente contro gli influssi e le energie negative che arrivano dai nemici, ma è anche il pentacolo più indicato per migliorare e smussare i lati più ruvidi del proprio carattere, e per ottenere successo negli affari e nel gioco.

Il Quarto Pentacolo del Sole invece rende visibili e svela gli spiriti quando si manifestano invisibilmente a chi li invoca.
Al centro è posto il Tetragrammaton e il nome di Dio Adonai in alfabeto mistico.
Intorno vi sono vari caratteri e nel cerchio in ebraico la citazione dei versetti del Salmo XIII, 4-5 : “Illumina oculos meos, ne quando obdormiam in morte, ne quando dicat inimicus meus: ‘Praevalui adversus eum!". Traduzione: Illumina i miei occhi, perché non dorma giammai sonno di morte, in modo che il nemico non possa dire neppure una volta: Ho prevalso su di lui e ho vinto!.
Con questo pentacolo si svela ogni intrigo, inganno e bugia. Richiama le forze solari affinché favoriscano successo e riuscita in ogni intrapresa senza cadere nei tranelli e senza farsi influenzare da cattive energie.

A Il Grimorio troverete questa medaglia con pentacoli nel nostro settore dedicato.
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I Tre assassini di Hiram Abif Oggi entriamo nel racconto dell'assassinio del leggendario Hiram Abif per comprendere alcu...
02/06/2026

I Tre assassini di Hiram Abif

Oggi entriamo nel racconto dell'assassinio del leggendario Hiram Abif per comprendere alcuni dei tantissimi messaggi ivi celati.
Sia Hiram che i suoi tre assassini vanno interpretati in chiave archetipica e simbolica.

Hiram Abif è il Maestro che muore e rinasce come Iniziato, con la sua incrollabile tempra morale e con la sua fedeltà, saggezza, giustizia e umanità.
La parola che custodisce a costo della sua stessa vita è l'idea alla base dell'Iniziazione liberomuratoria, tesa ha raggiungere la perfezione interiore e perseguire e servire il Sommo Bene.
Si parte dalla consapevolezza che ogni uomo è un essere imperfetto ma perfettibile, che ha in sé la scintilla divina, che è la luce con cui può illuminare tutti i suoi limiti ombrosi per raggiungere grandi risultati nella elevazione spirituale, continuando a porsi dubbi e domande per tutta la vita, in nome della Verità.

La figura di Hiram è legata alla acquisizione del Grado di Maestro, un grado che rompe tutti gli schemi ed apre nuove vie, dopo l'Apprendista e il Compagno d'Arte.
Sino a questo momento la morte come via iniziatica era semplicemente un Memento Mori, mentre con il Grado di Maestro si fa tangibile e palpabile, e si concretizza in un modo tragico e violento, con il racconto dell'omicidio di Hiram, delitto ingiusto e mosso da ambizione, che ne è la perfetta rappresentazione.

Anche nel racconto di Hiram e dei tre assassini non dobbiamo fermarci alla Dualità ma andar oltre essa. Riuscendo a vedere la complementarità laddove pare vi sia solo contrapposizione netta.
Ci viene in aiuto il pavimento a scacchi bianco e nero di una Loggia Massonica. Quando lo osserviamo dobbiamo arrivare a focalizzare l'attenzione sulle fughe, quello spazio fra i 2 opposti, non bianco né nero, uno spazio oltre il Dualismo, che lo rompe per superarlo, andando oltre, uno spazio incorrotto in cui tutto è Uno, oltre il Bene e oltre il Male.
Ecco che in quest'ottica Hiram Abif e i suoi tre assassini sono da leggersi oltre il Bene il Male, oltre il Bianco e Nero.
Ognuno di noi è sia l'uno che gli altri, se comprendiamo il valore delle vie di fuga del pavimento e ci poniamo là. Hiram è la nostra parte più nobile, loro i più bassi istinti, brutali e animaleschi ma funzionali alla storia e necessari all'elevazione di Harim a Giusto. Utili nel percorso del lavoro sul Sé.
Il percorso non è mai finito, e l'insieme di tutte le vie di fuga crea un reticolo energetico complesso, fatto di angoli a squadra che creano Ordine e Bellezza, Interconnessione e Appartenenza. Infatti puntando con il compasso su ogni incrocio di fughe si toccano i quattro incroci limitrofi, e tutto entra in relazione.

Hiram muore e con lui il segreto della parola è salvo, ma in quello stesso istante la parola non esiste più, poiché ha perso importanza nel momento in cui lui si sacrifica per essa. È una parola perduta e non più utile. Hiram è ormai oltre, è nel ciclo della vita e morte, è nelle fughe.
Anche nel nostro percorso tante volte ci batteremo per una parola, e poi la perderemo, sceglieremo di abbandonarla perché siamo andati oltre. Come è accaduto ad Hiram che ha oramai completato il Tempio di Salomone, per cui la parola non è più necessaria né importante, e non lo è più nemmeno la sua vita che diventa invece importantissima e preziosa se immolata al Sommo Bene. Il suo sacrificio e la sua morte lo rendono meritevole di gloria non effimera. Stiamo parlando di una morte di tipo violento, una morte definitiva, una morte di idee e di preconcetti che porta ad essere Iniziati.
In questa visione non duale siamo noi stessi i nostri assassini, che per scoprire la parola e al contempo per celarla la rendiamo inutile, distruggendo noi stessi per essere altro.
Ogni uomo ambizioso desidera la crescita, ma soltanto attraverso un percorso di elevazione spirituale e di abbandono di ogni pretesa egoica può infine scoprire che è poco importante la crescita se è alimentata solo da un desiderio fine a se stesso, e non è illuminata da una levatura morale e da una ampia saggezza e sapienza.

Se il vizio prende il sopravvento sono esclusivamente dei meri assassini, ma se invece riusciamo a comprenderli in chiave iniziatica e di crescita essi divengono strumenti di edificazione, sfide da superare con il rigore. È lo stesso discorso che vale per i guardiani della soglia. Sono strumenti per la Rinascita Simbolica.
Ogni tradizione dà nomi differenti ai tre assassini, ad esempio Oterfut, Eterkin e Mohabon. Non serve ostracizzarli, ma è utile comprenderli per metterli al servizio dell'Opera, da usarsi come pungolo e stimolo ma da ricacciare indietro ogni qualvolta cercano di prendere il sopravvento. Vanno accettati come parte di noi, la parte istintiva, primitiva, bestiale,violenta e irrazionale, distruttiva. Accettandola perde importanza e si fa salvifica.
I tre assassini sono tutto quello che in vita ci ostacola verso la strada da Maestro, sono ciò che provoca la nostra morte, per farci comprendere di essere oltre, che la parola è superata, e ci spinge alla nostra rinascita.

L'ultimo degli assassini è il più brutale, è l'Ignoranza, che vorrebbe impedirci la visione della luce, colpendo alla testa, obnubilando la nostra vista della luce con il sangue, ma aprendoci alla Luce se accettiamo di combattere per sempre l'ignoranza che è in noi.

Tutto questo è ben chiaro se pensiamo che le loro armi di offesa, le loro armi del delitto, regolo, squadra e maglietto, diventeranno per noi Strumenti trasmutati e trasmutanti, strumenti di Legge, di Pace, di Armonia. di Ordine e di Sapienza, per creare il nostro Tempio, creando Bellezza.

A Il Grimorio troverete una sezione interamente dedicata alla Massoneria, ai suoi libri e ai suoi strumenti.
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IN GIRUM IMUS NOCTE ET CONSUMIMUR IGNI Oggi Il Grimorio vi parla di uno dei più famosi e potenti  versi palindromi della...
01/06/2026

IN GIRUM IMUS NOCTE ET CONSUMIMUR IGNI

Oggi Il Grimorio vi parla di uno dei più famosi e potenti versi palindromi della lingua latina, di cui non si conosce l'autore, anche se la tradizione lo fa risalire a Virgilio o a Terenzio Mauro (II secolo), un pentametro che è un artificio letterario e magico, antichissimo e misterioso, dal singolare potere evocativo e dall'intrinseco significato occulto,
"In girum imus nocte et consumimur igni"
la cui traduzione in italiano, è
"giriamo in tondo nella notte e veniamo consumati dal fuoco".
(È la versione contratta di un esametro anch'esso palindromo, in girum imus nocte ecce et consumimur igni, che con l'elisione dell'ecce diventa pentametro, pur non cambiando di significato, ma acquisendo le energie del 5 anziché del 6).

Ricordiamo che una frase è Palindroma se può essere letta al contrario senza cambiare, poiché la sequenza di lettere che la compongono permette la lettura della stessa frase da destra a sinistra o da sinistra a destra.
Una frase che crea un cerchio magico di luce e di fuoco che illumina la notte e trasforma.
L'essere palindromo ne fa un verso molto musicale, e la Musicalità è data dalla sua perfetta simmetria.
Il verso è anche un enigma o indovinello, poiché presuppone un Noi non manifesto, che tradizionalmente si fa coincidere con le falene, insetti notturni, che attratte dalla luce delle lanterne e del fuoco finiscono con l'uccidersi e il bruciare, ma potrebbe riferirsi anche solo alle torce che si consumano lentamente nella notte per portare un poco di luce.
O forse potrebbe riferirsi a tutti noi?
Chi si cela nell'allegoria delle falene e nel loro fatuo volare intorno al fuoco e contro il fuoco?

L'essere palidroma, il suo parlare misterioso ed enigmatico e il suo tema fatto di notte, fuoco e consunzione hanno fatto sì che tale frase sia storicamente considerata un Verso del Diavolo. Proviamo a spiegare perché e poi a sfatare questo assunto.
Spesso le parole palindrome sono considerate diaboloche, come la parola OSSESSO o la parola ONORARONO, e la loro diabolicitá sarebbe data dal fatto che spesso il diavolo parla alla rocescia durante gli esorcismi. Ogni retroversione e capovolgimento può in effetti essere visto come maligno, se si pensa ad un mondo e a una realtà duale fatto di contrapposizione di Bene e Male.
A nostro modesto avviso in realtà i versi più pericolosi sono quelli Bifronti e non i Palindromi. I versi bifronti sono quelli che letti o uditi al contrario ci portano una frase di senso compiuto ma differente, nascosta, spesso di natura satanica, un artificio utilizzato anche nella musica su LP che in alcuni casi anche famosi può essere ascoltata al rovescio rivelando segrete invocazioni maligne.
Il Palindromo è superiore e travalica il mondo duale, si pone al di là del Bene e del Male, non ha un recondito significato segreto se letto al rovescio, ma resta uguale a sé stesso, benché tale significato sia spesso allegorico e misterico, da studiare, meditare, interpretare e fare proprio. Il Palindromo vince le leggi terrestri del Dualismo e ci regala una Visione Perfetta ed Unitaria. E per vincere il Dualismo utilizza la Parola , costruendo magistralmente un labirinto fatto di lettere, da percorrere in senso orario e antiorario per perdersi e ritrovarsi nell'Uno.
Per fare un ardito ma chiaro parallellismo pensiamo a due differenti tipi di croce. La croce cattolica con un braccio più lungo, quello verso il basso, che può essere ribaltata e rovesciata per divenire un simbolo satanico, contrapposta alla croce greca che può essere rovesciata quanto si vuole ma resta sempre se' stessa e non divenire mai arma diabolica.
Per questo preferiamo considerare i palindromi frasi esoteriche e misteriche ma non diaboliche, come ben sappiamo dal palindromo più famoso, il Sator.
Ogni Palindromo include in se' , integrandoli, i due poli opposti rendendoli complementari. In Magia e nel linguaggio esoterico ciò significa coniugare insieme Maschile e Femminile, Luce e Buio, Destra e Sinistra, Bene e Male.
Per questo ogni frase palindroma famosa cela una verità occulta ed è espressione di una Antica Sapienza Occulta trascendente, come ben sapevano gli alchimisti durante il Medioevo, che consideravano la frase palindroma IN GIRUM IMUS NOCTE ET CONSUMIMUR IGNI fosse magica e funzionale alla Grande Opera. Una frase che veniva trascritta su pergamena e poi bruciata per facilitare la ricerca della formula della pietra filosofale.
Una frase che parla di notte, di fuoco, di consunzione, della parte buia dell'esistenza legata allo scorrere del tempo, palindroma e quindi magica e rivelatoria per chi sa leggerla nei suoi due versi, opposti e uguali.
In lei il tempo è reversibile, poiché si rende circolare la nor.ale linearità della lingua, e il verso in avanti o all'indietro perde di importanza.
E quel noi sottinteso siamo quindi Noi, uomini che possono essere sottoposti alle tentazioni del peccato, ma anche uomini che possono annullare sé stessi e i propri istinti egoici per raggiungere Illuminazione e Conoscenza.
Il suo significato più elevato ci invita a non rimanere dormienti e preferire la Luce sino a farci annullare dal Sacro Fuoco. Un fuoco da alimentare affinché agisca in noi e lavori sulla nostra volontà.
Ecco perché il pronunciare questa frase è un atto magico che propizia il cambiamento e l'evoluzione interiore spirituale, parlando al nostro Essere e alla nostra Volontà per farci consumare dal fuoco sacro e portarci ad una crescita consapevole e duratura.

Speriamo di avervi fatto meditare con noi e di avervi offerto un nuovo strumento magico e alchemico da utilizzare con rispetto e illuminazione.
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Fagiolo del desiderioCumaruOggi Il Grimorio vi presenta la fava tonka, utilizzabile in sacchetti da portare con sé per p...
01/06/2026

Fagiolo del desiderio
Cumaru

Oggi Il Grimorio vi presenta la fava tonka, utilizzabile in sacchetti da portare con sé per propiziare Amore, Denaro, Fortuna, Coraggio, Prosperità, ma soprattutto per vedere i propri desideri esauditi. Può inoltre essere utilizzata per strofinarla su amuleti per caricarli delle sue energie.
La sua polvere può essere miscelata nelle preparazioni per rituali ed incantesimi relativi ad amore, denaro e realizzazione desideri, e può anche essere bruciata insieme agli incensi in grani su carboncino o su bruciaincensi. Molto indicato il suo utilizzo nei rituali a Venere o alle Acque.

La fava tonka o fagiolo del desiderio è originaria del Sud America e la sua pianta, la Dipteryx Odorata, un albero ad alto fusto alto anche 25 metri con diametro di un metro, cresce nelle foreste amazzoniche venezuelane e brasiliane, in Guyana Francese e a Trinidad.
La tradizione locale vuole che affinché un importante desiderio trovi realizzazione si può procurarsi una fava tonka e un serpente morto. Andranno tenuti uno in una mano e l'altro nell'altra. Il seme andrà gettato in un corso d'acqua e il serpente arrotolato su un alto ramo della pianta di fava tonka. Questo complesso rituale quasi impossibile da riprodursi integralmente oggi è stato trasformato in un rituale più semplice consistente nel gettare una fava tonka in un fiume mentre si visualizza la piena realizzazione di un desiderio, ma molti si limitano a portare un seme nel portafoglio come benefico amuleto.

I frutti maturi simili a piccoli mango vengono raccolti a maggio, per poi lasciarli essiccare per 10 mesi, sino a diventare simili a piccole patate raggrinzite, per poi estrarre da ogni frutto due semi lunghi 3 o 4 cm. Le fave fresche sono lisce e marroni, con una polpa bianca molto aromatica dal profumo tipico, piacevole e rilassante.
Una volta secche divengono nere e rugose e dalla consistenza simil legnosa, come la noce moscata, e sprigionano tutto il loro bouquet aromatico, specie se grattuggiati, con sentore di mandorla, vaniglia, miele, erba fresca tagliata, un mix di note affumicate e speziate molto affascinante, tanto che la fava tonka è utilizzata nell'industria profumiera e nelle preparazioni gourmet in bassissime quantità.
Il profumo intenso è dato dalla altissima percentuale di cumarina contenuta, oltre il 10%, una percentuale altissima rispetto a tutte le altre specie arboree che la contengono, come liquirizia, fragola,lavanda e cannella. La cumarina è un composto aromatico dalle molteplici proprietà, fra cui spicca quella anticoagulante, ma che ad alte dosi risulta tossica. Proprio l'elevato contenuto di cumarina rende la vendita di fava tonka vietata negli Usa.

Potete provare a inserire i fagioli del desiderio in rum per 24 ore e vedrete che sulla superficie compare una patina bianca e cristallina: questa è composta in buona percentuale di cumarina. Il seme acquisirà un bellissimo aspetto cristallizzato noto come Frosting, che lo farà sembrare coperto di brina profumatissima, e questo aspetto esalterá anche le sue proprietà magiche.

Il Suo utilizzo magico è attestato dal "Cunningham's Encyclopedia of Magical Erbs" di Scott Cunningham ed è presente anche ne " Il libro Magico degli Incensi, Oli e Infusioni" sempre di Cunningham, dal quale vi alleghiamo due ricette.

Sacchettino della Ricchezza
2 parti cannella
2 parti melissa
1 parte cinquefoglie
1 parte chiodi di garofano
1 stecca di vaniglia intera
1 fava tonka intera
La stecca di vaniglia va schiacciata e unita agli altri ingredienti. La mistura va incantata e posta in un sacchettino viola o verde, da portare con sé per attrarre ricchezza e un flusso di denaro positivo.

Polvere dei desideri
2 parti salvia
1 parte sandalo
1 parte di fava tonka grattuggiata
Cercate un luogo solitario e tenete la polvere nel pugno della mano prevalente, solitamente la destra. Connettetevi con le sue energie e visualizzate il desiderio. Attivate la polvere con il vostro potere e quando avvertirete la sua potenza lanciatela lontano. La polvere atterrando rilascerà le vibrazioni accumulate e faciliterà la realizzazione del desiderio.

A Il Grimorio troverete i fagioli dei desideri e molti libri che vi aiuteranno ad acquisire conoscenza sui poteri delle erbe.
Vi aspettiamo🙏🙏🙏🔴

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