Il Grimorio

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RadionicaIl Pendolo Osiride​Il nostro corpo ha una sua innata capacità di percepire le vibrazioni dell'ambiente circosta...
28/08/2026

Radionica
Il Pendolo Osiride

​Il nostro corpo ha una sua innata capacità di percepire le vibrazioni dell'ambiente circostante o degli altri esseri viventi, ma è una percezione sottile. Il pendolo ci offre un modo per trasformare questa percezione in un movimento visibile attraverso micro impulsi muscolari altrimenti impercettibili.
Ogni oggetto emette radiazioni che si propagano ovunque e la nostra mente con la giusta pratica è capace di sintonizzarsi su tali radiazioni ottenendo un flusso infinito di informazioni che poi vanno organizzate, setacciate e decodificate per ottenere le risposte e gli effetti spirituali ma anche nella materia da noi voluti, lavorando anche oltre i limiti spazio-temporali, e tutto questo è possibile grazie ai pendoli.
I pendoli sono quindi degli amplificatori di segnale di informazioni che così possono essere decodificate, e che senza il loro impiego sarebbero invece difficilmente percepite.
​Se è vero che basta un anello ed un filo per provare a fare radiestesia , è altrettanto vero che oggi esistono una grandissima varietà di pendoli di forme e materiali diversi, le cui forme sono state studiate ad arte per essere altamente risonanti e per esprimere particolari proprietà e qualità.
Particolare fortuna in campo radiestesico hanno avuto i pendoli capaci di lavorare con le onde di forma grazie ai loro elementi costitutivi e a come sono stato assemblati per creare geometrie e simmetrie particolari highly risonanti.
​I pendoli egizi sono tra i più utili e affascinanti, e godono di alcune eccezionali proprietà, tra le quali ricordiamo il loro essere pendoli emettitori che non si impregnano con l'uso.
I più noti pendoli egizi sono il Pendolo Karnak, il Pendolo Iside e il Pendolo Osiride, che prende nome dal Dio Osiride ed è il Re dei pendoli.
Non è un pendolo divinatorio o a cui fare domande, ma ha eccezionali impieghi terapeutici e di ricerca. Viene utilizzato per la radiestesia attiva, perché interagisce facilmente a livello mentale con l'utilizzatore, che può sfruttare le sue energie incanalandole attraverso l'intento con risultati eccellenti a livello vibrazionale ed energetico.
È un pendolo riservato a radiestesisti esperti e non adatto ai principianti a causa della sua potenziale pericolosità se usato in modo scorretto o prolungato.
​Il Pendolo Osiride classico consta di 4 batterie a calotta sferica impilate l'una sull'altra, ma esistono anche varianti potenziate a 6, 8 o 9 elementi. La forma a semisfere sovrapposte è stata lungamente studiata da André de Belizal in tantissimi esperimenti che sono alla base dell'invenzione del Pendolo Universale.
Dal punto di vista della fisica radiestesica, ogni singola cupola agisce come un condensatore energetico che cattura e accumula la vibrazione di forma; la disposizione verticale a batteria fa sì che la carica si concentri e si amplifichi passaggio dopo passaggio, accumulandosi cupola dopo cupola verso il basso.
La particolarità del pendolo Osiride è che grazie a queste semisfere emette dalla punta Verde Negativo, una potente energia dalle proprietà eccezionali che ora vedremo. Lo spettro di radiazione Verde Negativo deriva dalle onde di forma che il pendolo emette intensamente grazie alle sue 4 semisfere in batteria. Proprio queste batterie amplificano a dismisura le onde con un effetto di risonanza accumulativa, conferendogli un grado molto elevato di rinforzo delle radiazioni, tanto che questo pendolo può essere utilizzato per prospezioni e ricerche anche su testimoni molto deboli, e permette ricerche biologiche di vario genere.
​Il Verde Negativo (V-) è la radiazione più penetrante di tutto lo spettro micro-vibratorio ed è quella che si rileva nella Camera del Re della Grande Piramide, ma è anche emessa da ogni piramide in corrispondenza della proiezione del vertice sulla base a circa un terzo dell'altezza. La proprietà più nota e più studiata è quella disidratante e mummificante, poiché agisce bloccando i processi di decomposizione e la proliferazione cellulare.
Proprio questa proprietà dissecante del V- fa del pendolo Osiride il pendolo ideale per il trattamento ausiliario di supporto contro malattie batteriche e virali ma anche contro degenerazioni cellulari neoplastiche, per sostegni alle guarigioni a livello cellulare. Inoltre, la sua onda portante è fondamentale per la trasmissione a distanza di frequenze e rimedi.
​Per simpatia, con questo pendolo si possono pulire profondamente i corpi e gli ambienti da energie negative e depositi nocivi, come le congestioni geopatiche e i miasmi energetici, sempre attraverso l'emissione controllata di Verde Negativo.
​L'efficacia operativa del pendolo varia radicalmente a seconda della direzione di rotazione impressa dall'operatore:
​Movimento Antiorario (Estrattivo e Drenante): La rotazione in senso antiorario crea un vero e proprio vortice di aspirazione. Sfruttando la proprietà mummificante del Verde Negativo, agisce spezzando e drenando all'esterno le congestioni energetiche, i miasmi e le larve dall'aura, oltre a disattivare la carica vitale di agenti patogeni o tessuti affetti da proliferazioni anomale.
​Movimento Orario (Proiettivo e Impregnativo): La rotazione in senso orario incanala e spinge la radiazione verso il bersaglio o testimone con un effetto focalizzante. È la modalità utilizzata per proiettare e "incidere" a distanza informazioni vibrazionali e la frequenza di rimedi, erbe, integratori, preparati o principi attivi.
​Quando si desidera trasferire la memoria vibrazionale di un principio attivo in un vettore come l'acqua (posizionata preferibilmente in un bicchiere di vetro sopra una Genesa, un Fiore della Vita o un circuito neutro), l'Osiride agisce da incisore profondo grazie al potere penetrante del V-. Sospeso tra il testimone del rimedio e l'acqua, o direttamente sopra di essa, lo si fa ruotare in senso orario con intenzione chiara fino allo stop spontaneo. L'Osiride non va mai lasciato statico sul campo da lavoro: appena la rotazione si esaurisce, va subito rimosso per evitare un'eccessiva saturazione disidratante.
​Allo stesso modo può essere utilizzato per ripulire energeticamente cibi, bevande, erbe e forniture mediche migliorandone la vibrazione.
Inoltre entra in contatto con l'operatore che mentalmente e attraverso esso riesce a trasmettere anche a distanza la vibrazione benefica di erbe, preparati, nutrienti, principi attivi o quant'altro.
Nell'utilizzo a fini terapeutici molti operatori mettono a terra la parte terminale del cordino, o ancora meglio la collegano ad un Pendolo Ptah affinché la sua potente energia disidratante non nuoccia all'operatore che ne fa un largo impiego.
​L'oggetto o la persona trattata con il pendolo Osiride e il Verde Negativo deve obbligatoriamente poi essere trattata con il Pendolo Iside o con il Pendolo Universale programmato sul Verde Positivo (V+). La funzione fondamentale del Pendolo Iside è infatti quella di intervenire subito dopo l'azione drenante e purificante dell'Osiride: attraverso la sua emissione di Luce Bianca, l'Iside va a colmare e riempire con energia vitale nutriente ogni singolo spazio vuoto lasciato dall'estrazione del Verde Negativo. Una volta che la struttura energetica è stata saturata e l'aura appare perfettamente ricostituita, il Pendolo Iside — facendolo ruotare in senso orario fino al suo arresto spontaneo — provvede a sigillare completamente il campo aurico, stabilizzando il trattamento e mettendolo al sicuro da nuove infiltrazioni o dispersioni di energia.
​È ormai chiaro dopo quanto detto che quando si lavora con il pendolo Osiride si deve prestare la massima attenzione a causa della costante emissione di Verde Negativo. Ad esempio non si può posare il pendolo sul tavolo con la punta rivolta involontariamente verso esseri viventi.
Ricordate sempre di smontarlo prima di riporlo dopo l'uso, perché montato continua ad emettere Verde Negativo, mentre quando è smontato è inattivo e neutro in quanto ad emissione, perché non genera più le onde di forma alla base del suo funzionamento.
Scegliete per questo sempre modelli completamente smontabili, e nel caso non lo siano conservateli avvolti in fogli di alluminio o inseriti in appositi contenitori schermanti in piombo per schermare quanto possibile l'emissione. Ricordate infine di conservare le preparazioni o l'acqua così informata in contenitori idonei, al riparo da fonti di calore e da interferenze elettromagnetiche.

​A Il Grimorio troverete diverse versioni di Pendolo Osiride e Iside in legno o in ottone, completamente smontabili, fra i tantissimi pendoli in assortimento.
Passate a scoprirli tutti.
Vi aspettiamo🙏🙏🙏🔴

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26 agostoMaria dei 7 GaudiSe il mistero dei Sette Dolori ci ha mostrato la Madre nell'atto di attraversare la notte dell...
27/08/2026

26 agosto
Maria dei 7 Gaudi

Se il mistero dei Sette Dolori ci ha mostrato la Madre nell'atto di attraversare la notte dell'anima — trasformando il veleno dell'esistenza e affrontando le sette lame della materia, come l'antica Iside protetta dalla sua scorta di sette scorpioni — la tradizione misterica ci insegna che l'Opera Alchemica non si compie nel buio ma oltre il buio.
Il 26 agosto la ruota dell'anno celebra infatti la Festa dei Sette Gaudi, una ricorrenza che segna il passaggio dall'opera al nero (Nigredo) all'opera al bianco e al rosso (Albedo e Rubedo), rivelando la trasmutazione del dolore nella luce dell'eterno presente. Risalente al 1422, questa pratica nasce dalla visione di un giovane novizio che cercava di offrire materia corribile — ghirlande di fiori destinati a sfiorire — per onorare il principio femminile divino, finché la Vergine stessa non gli rivelò l'arte di tessere un'architettura di vibrazioni e suoni interiori attraverso la geometria della Corona delle Sette Gioie.
​Contemplare questa sequenza non significa semplicemente rievocare episodi storici, ma risalire i sette gradi dell'Iniziazione dello Spirito. Si parte dall'Annunciazione come discesa del Logos nel vaso ricettivo, si attraversa la Visitazione come risonanza tra le forze della terra e del cielo, e si giunge alla Natività, l'emergere della luce solare dall'oscurità della grotta interiore. Segue l'Adorazione dei Magi, che simboleggia l'allineamento dei tre centri dell'essere umano di fronte alla scintilla divina, il Ritrovamento al Tempio come risveglio della consapevolezza superiore, la Risurrezione come vittoria della coscienza sulla morte della materia, fino all'Assunzione e Incoronazione, la ricongiunzione finale dell'Anima Mundi con il principio cosmico da cui è emanata.
​L'elemento più profondo di questa disciplina risiede nella sua struttura numerologica di 7 decine di Ave Maria integrate da 2 contatti finali, formulando una sequenza esatta di 72 invocazioni. Il 72 non è una cifra casuale, ma la chiave della geometria sacra che regge l'universo manifestato. Nella tradizione cabalistica della Shem HaMephorash, 72 sono i Nomi divini ed emanazioni angeliche che governano la trama della Creazione; nella cosmologia arcaica, 72 anni rappresentano il grande ritmo dell'orologio celeste, il tempo necessario perché la Terra compia un movimento di un solo grado nella precessione degli equinozi; mentre nella tradizione evangelica 72 sono gli emissari inviati ad arricchire i quattro angoli del mondo. Attraverso questa ripetizione ritmica, il cuore della Madre cessa di essere soltanto un simbolo di fede e si rivela per ciò che è sempre stato: il grande specchio alchemico della natura, dove ogni trafiggimento si trasforma nella fioritura della coscienza universale.

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Evocatium DeorumOggi Il Grimorio vi propone un antico rito romano, che può essere di ispirazione per alcuni rituali magi...
27/08/2026

Evocatium Deorum

Oggi Il Grimorio vi propone un antico rito romano, che può essere di ispirazione per alcuni rituali magici se attualizzato, e che ci permette di ammansire ad esempio Guardiani e Protettori prima di sferrare attacchi.
Stiamo parlando dell'Evocatio Deorum, che ci accingiamo a descrivere.

Durante gli assedi di città nemiche i Romani erano soliti utilizzare particolari rituali, al fine di corteggiare e ammansire la divinità protettrice la città nemica , affinché accettasse di abbandonare il suo tempio e dì trasferirsi a Roma dove avrebbe ottenuto un tempio, alti onori e lauti sacrifici.
La decisione di adottare una divinità straniera prima della battaglia decisiva che si auspicava vincente spettava al Senato, che conferiva un nulla osta esclusivo al generale "cum imperio " affinché celebrasse il rito, coadiuvato dai sacerdoti che seguivano le truppe.
I Romani non avrebbero mai sferrato un duro attacco ad una città senza prima procurarsi il favore della sua divinità tutelare, poiché gli dèi nella loro concezione religiosa erano quelli che permettevano, incentivano, facilitavano, ma anche si opponevano, scoraggiavano, approntavano trappole e tranelli, e cosi facendo determinavano il futuro di ogni singolo cittadino, ma anche dell'intero popolo e dell'Impero.
Gli dei per i Romani erano entità da tenere buone, perché per natura vendicativi ed iracondi, e per ottenere i loro favori erano necessari continui sacrifici e rituali per onorarli e per non meritare la loro ira.
Anche per questo i Romani erano solitamente magnanimi con le città assoggettate, non le distruggevano né ne torturavano i vinti.
Spesso i rituali comprendevano lauti banchetti pagati dallo stato romano a base di carni cotte e a cui partecipavano tutti i presenti. Il fumo profumato che si alzava dalle pire era l'offerta alla divinità.
La cerimonia serviva anche per tranquillizzare l'esercito che così non temeva la collera divina degli Dei della città conquistata.
Molti Dei Romani sono entrati nel loro Pantheon attraverso l'importazione dai popoli stranieri sottomessi, e prendersi cura di loro sin dal momento dell'assedio era importante tanto quanto curare le truppe o addestrarle. Ogni Nuova Divinità accolta in Roma ne accresceva la grandezza.
Il Mos Maiorum ammetteva e anzi auspicava questa importazione di dei tutelari, sia in tempo di guerra che in tempo di pace, e le effigi delle divinità che erano prese e trasferite a Roma dopo l'evocatium deorum venivano chiamate "Peregrina sacre".

Descriviamo a grandi linee il rituale.
Il sacerdote e il generale dotato di imperium , da fuori le mura e il più possibile vicino al tempio della divinità da evocare, di cui conoscevano il Nome e gli attributi, la chiamavano attraverso un "Carmen Evocationis", pregandola che abbandonasse la sua dimora templare e i suoi protetti, per accettare di unirsi a Roma, promettendole un culto ancora più grandiiso dentro le mura della Città Eterna.
Le si chiedeva che sposasse la causa di Roma, permettendo la conquista della città protetta, così evitando il sacrilegio provocato dall'affronto al Dio e la profanazione del suo tempio, che avrebbero impedito la conquista con ogni mezzo.
Davanti alle mura si chiedeva in pratica il permesso di attaccare la città senza scatenare le ire del Dio, e quello di portarne con sé le effigi sino a Roma.
Il rito proseguiva davanti al tempio, e infine davanti alla statua di culto, e solo alla fine si poteva poi rimuovere l'idolo, avendo ottenuto il consenso.
Al tempio si poteva prendere solo la statua, e solo dopo aver avuto il consenso della divinità: è la statua ad essere catturata, ma la divinità a lei collegata segue sempre i Romani di sua iniziativa.
Le divinità evocate erano così portate a Roma, dove ricevevano, come promesso dal sacerdote e dal generale con un "votum solemne" pronunciato nel "carmen evocazionis" , sia un culto pubblico che un proprio tempio, fuori dal Pomerio.
Spesso in questi rituali si chiedeva a Giunone di intercedere nell'Invocatium. Questo tratto rimarrà nel Cristianesimo, in cui la Madonna è la figura materna che si fa intermediaria e che porta le richieste a Dio.

Un particolare interessante da aggiungere è che i Romani, per paura che anche i nemici utilizzassero l'Evocatium Deorum, tenevano nascosta a tutti la vera divinità tutelare di Roma e il suo nome.

Siamo certi che troverete importanti spunti per la vostra ritualistica.
Vi aspettiamo 🙏🙏🙏🔴

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Il Guardiano Della Soglia - Seconda Parte Jung, Steiner e altriIl Guardiano della Soglia è un Archetipo all'apparenza se...
26/08/2026

Il Guardiano Della Soglia - Seconda Parte
Jung, Steiner e altri

Il Guardiano della Soglia è un Archetipo all'apparenza semplice e univoco.
Ma è invece duplice, perchè può ostacolare o aiutare, dipende solo da noi e dal grado di volontà che riusciamo a maturare. Può essere nemico o alleato.
E la sua natura duplice non si esaurisce qua.

Per Madame Blavatsky e negli ambienti teosofici il Guardiano della Soglia è un essere spaventoso che impersonifica " la combinazione di influssi malvagi derivanti da cattivi pensieri ed azioni propri dell'età che ognuno si trova a vivere, mostrandosi a ciascuno scolaro in una forma specifica ad ogni apparizione, assumendo sempre lo stesso aspetto oppure cambiando di volta in volta" .
Questa visione sarà di ispirazione per tanti altri, Jung e Steiner su tutti.

L'Eroe è come un diamante dalle molteplici sfaccettature, che sono gli Archetipi con cui si inerfaccia.
L'Archetipo junghiano Guardiano della Soglia appare come il nemico dell'Eroe, ma ci svela che il vero nemico è in noi, ed ha membra terrificanti fatte di paura, di solitudine e di abbandono. Svanite le paure il Guardiano non svanirà con esse, ma di rivelerà un compagno da ringraziare, un amico, quello vero, che non mente, anche se quello che ha da dirci ci fa male, ma è per il nostro bene.
In Jung ha un'importanza cruciale per la consapevolezza e la salvezza dell'Eroe.
Un passaggio obbligato verso la sua maturazione spirituale, da vedersi come rito catartico di crescita ed evoluzione.

Il Guardiano della Soglia è importante anche in Antroposofia, ed è qui che la sua natura duale si esprime al meglio, come Entità Bifronte che vive dentro noi sin dal primo vagito.
Questa consapevolezza trova conferma nell'antico rituale di esorcismo sussurrato all'orecchio del neonato, che è inserito nell'originario battesimo cattolico in latino, che si traduce con : "Esci da questo corpo, spirito immondo".
Rudolf Steiner é così certo dell'importanza di questa Entità archetipica che nel 1912 comporrá un dramma teatrale misterico che ha per titolo proprio " Il Guardiano della Soglia", e che oggi Il Grimorio vi propone fra i tanti che arricchiscono il nostro settore di Antroposofia.
Steiner lo descrive come una figura spettrale che si presenterà innanzi al discepolo dell'Occultismo, dopo che questi, attraverso la disciplina iniziatica, sarà riuscito a sviluppare in sé un nuovo organo sensoriale di tipo animico, attraverso cui potrà "vedere" e "percepire" fatti ed entità spirituali prima a lui preclusi, finalmente libero dagli automatismi del pensare, del sentire e del volere.
È un nuovo Sé che come uno specchio rivela all'allievo chi lui sia veramente.
Un incontro necessario e salutare che annulla le aspettative e le illusioni egoiche date dalla personalità, annientando la soggettività per esaltate la Oggettività Spirituale.
La particolarità è che per Steiner ci sono due distinti Guardiani della Soglia. Il primo impersonifica i difetti della nostra parte mortale, e una volta affrontato, questo si trasformerà in un Essere di Luce.
Nell'opera teatrale i due Guardiani sono guidati dagli influssi di Lucifero e di Arimane.
Il Guardiano è immaginabile come una larva mentale o una forma pensiero che è eco e specchio dei pensieri costrittivi e autolimitanti. E come l'eco non è una vera voce, così il Guardiano non è altro che una vibrazione riflessa dell'Ego.
Ogni Ego può creare questa sorta di Eco di Sé Stesso, una effimera copia. Un Giano Bifronte che può essere malevolo o benevolo mentre ci guida verso i Mondi Superiori. Benevolo al punto di divenire l'Angelo dell'Equita'.
È il Guardiano della Soglia, bifronte e duale, a spronarci a progredire e andare oltre, ma è terrifico se non si è adeguatamente preparati. Solo una ferrea forza di volontà, unita a coraggio e dedizione ci permetteranno di vedere oltre il terrore, andando a trovare la rivelazione: può avere le sembianze del Cristo stesso, pronto a colmarci di libertà e a liberarci dai vincoli karmici.
In Giovanni 10,7 - 9, infatti è scritto:
"In verità vi dico, Io sono la Porta. Se uno entra attraverso di Me, sarà salvo."

Anche nella Massoneria il Guardiano della Soglia ha una duplice funzione rispetto al tempio. Da un lato è il "tegolatore", che protegge il confine del tempio dai non iniziati e dai profani,impedendo l'accesso, colui che riceve il "bussante" per testarlo, dall'altro è Colui che custodisce il carattere sacro e riservato di quel che si svolge all'interno.

Il Guardiano della Soglia è presente in tutte le tradizioni come Custode di un Mondo Parallelo, da incontrare, affrontare e sconfiggere per divenire "uomini di sapere"ed è così che ad esempio lo troviamo in Castaneda , ed è grazie a questa Entità che diventiamo capaci di vedere e non solo guardare.

È spesso alle porte del tempio o luogo sacro anche materialmente, sin dal Neolitico. Lo troviamo ad esempio anche in Sardegna in ogni betile, come pietra fallica di forma conica, posta accanto all'ingresso delle Tombe dei Giganti, ingresso che é una piccola apertura con funzione simbolica, presso l'area dell'esedra. È il Guardiano, che permette o meno il passaggio dal mondo materiale a quello spirituale e dall'esedra alla camera interna, e ci parla di Misteri e di un culto ancestrale comune a tutte le grandi civiltà antiche. Testimone del transito verso l'aldilà.

Con il tempo continuerà questa funzione, ed è ancora Lui, Il Guardiano della Soglia, a permetterci o meno di entrare in case ed edifici "particolari", sotto forma di battente di porte misteriche come quella famosissima di Torino, nota come Portone del Diavolo, del Palazzo Trucchi di Levaldigi.

Vi aspettiamo🙏🙏🙏🔴 Dal 31 agosto
Nel frattempo:
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La Piramide-Arca sulla Porta del Paradiso a FirenzePer la facciata orientale del Battistero di San Giovanni a Firenze — ...
25/08/2026

La Piramide-Arca sulla Porta del Paradiso a Firenze

Per la facciata orientale del Battistero di San Giovanni a Firenze — la soglia sacra rivolta all'Est geografico e astronomico, verso il Sol Oriens da cui nasce la luce della Risurrezione — Lorenzo Ghiberti realizzò tra il 1425 e il 1452 la celebre Porta del Paradiso. Commissionata dall'Arte dei Mercatanti, quest'opera rivoluzionò il Rinascimento disponendo la narrazione su 10 grandi quadri quadrati in bronzo dorato dedicati ai cicli dell'Antico Testamento.
​Tra questi pannelli, la terza coppella in alto a sinistra custodisce uno dei più affascinanti enigmi della storia dell'arte: le Storie di Noè. Qui Ghiberti compie una scelta formale dirompente: non scolpisce una semplice nave di legno fluttuante sulle onde, bensì una Piramide perfetta. Lungi dal richiamare società segrete o dottrine esoteriche posteriori, questa intuizione trova la sua spiegazione più profonda nella straordinaria "illuminazione" dell'Umanesimo fiorentino del primo Quattrocento. In quell'ambiente irripetibile, guidato da figure come il monaco camaldolese e teologo Ambrogio Traversari, la riscoperta dei Padri della Chiesa si fuse con la nuova passione per la prospettiva scientifica. Ghiberti attinse direttamente alle Omelie sulla Genesi di Origene di Alessandria e al De Civitate Dei di Sant'Agostino, i quali spiegavano come l'Arca biblica, per chiudersi al vertice nel "cubito unico" prescritto in Genesi 6:16, dovesse necessariamente possedere una struttura piramidale convergente. Al contempo, la forma svela un'anticipazione simbolica e concettuale incredibilmente risonante con le scoperte filologiche successive, come le traduzioni dei Rotoli del Mar Morto (Leon Levy Digital Library), dove il termine ebraico ne'esefet descrive l'Arca come una struttura che "converge verso l'alto".
​Osservando la superficie del bronzo, l'Arca si rivela come una griglia matematica tridimensionale che traduce le proporzioni bibliche attraverso il linguaggio umanistico della geometria sacra. La punzonatura a cesello scandisce la base in 5 moduli orizzontali (i 50 cubiti biblici, richiamo ai 4 Elementi e alla Quintessenza) e la suddivide verticalmente in 3 livelli (i 30 cubiti d'altezza per i tre mondi: Fisico, Astrale e Spirituale). L'incrocio genera una matrice di 15 campi, numero cabalistico legato al nome divino YAH .
La trama prosegue anche sulla facciata laterale in prospettiva, trasformando il solido in una rete che appare anticipatrice dei moderni concetti di matrice e scudo radionico: una cassa di risonanza capace, come la pietra Benben dell'Egitto primordiale, di neutralizzare il caos del Diluvio e schermare la vita al suo interno.
​Nell'angolo superiore destro della coppella si svela la vera natura del Divino, lontana dall'immagine di un Dio punitivo. In linea con la teologia solare e la ricerca umanistica della Prisca Theologia — la sapienza primordiale comune a tutte le antiche civiltà —, il Diluvio non è un atto di ira, ma un necessario processo alchemico di dissoluzione (Solve) e rigenerazione universale (Coagula): l'Amore divino riassorbe temporaneamente la materia per riarmonizzarla. Il Creatore emerge da 7 cerchi concentrici, allegoria delle sette sfere planetarie, dei livelli di discesa della Luce e dell'Inmanifesto (Ain Soph, אֵין סוֹף}). Queste sette circonferenze celesti rappresentano la matrice invisibile che si rifrange e si manifesta sul piano sensibile sotto forma di Arcobaleno — il ponte dei sette colori, sigillo cosmico della Nuova Alleanza e scomposizione della Luce Unica che torna a fecondare la Creazione.
​Orientando la piramide con gli spigoli verso i punti cardinali, l'emanazione del Creatore-Sole proviene dall'asse Est/Sud-Est e incide sulle facce Nord-Est e Sud-Est del solido. Questa geometria dialoga con la posizione reale del portale sulla piazza di San Giovanni, dando luogo a due potenti gerofanie solari:
​Il Solstizio d'Estate (Innesco Celeste): Attorno al 21 giugno, la luce radente dell'alba colpisce la Porta con un angolo acuto, "accendendo" prima di tutto il Creatore-Sole e il Pyramidion sommitale, innescando l'impulso spirituale nell'alto dei cieli.
​L'Assunta del 15 Agosto (Manifestazione e Piena Terrestre): A metà agosto, l'azimut di sorgenza penetra frontalmente facendo brillare la doratura come uno specchio. È una coincidenza incredibilmente risonante sia con la tradizione egizia della festa del Wafaa El-Nil (il picco dell'esondazione del Nilo che fecondava la terra), sia con la festa cristiana dell'Assunzione: la luce solare satura i 15 campi dell'Arca e trasfigura la materia sulla Terra.
​A guardia del Trono divino vi è un gruppo di 5 Cherubini (i 4 Elementi più la Quintessenza Angelica), che specchiano i 5 moduli della piramide secondo il principio "come in alto, così in basso". Proiettando le mani per imprimere lo Spazio-Tempo e dispensare la Grazia, il Creatore canalizza l'energia verso il Pyramidion sommitale, il punto adimensionale che governa le tre fasi del processo: Carica e Ricezione della frequenza divina, Trasmutazione e Accumulazione nella griglia punzonata, ed Emissione per la rifondazione della Nuova Era. Come nei Testi delle Piramidi egizi, il solido cessa di essere tomba inerte e si rivela reattore di trasmutazione.
​A completare questa macchina di Luce, la parte inferiore del rilievo mostra l'estasi di Noè (Genesi 9:20-27). Il succo della vite agisce da solvente alchemico inducendo l'ebbrezza sacra — quel Furor Divino che la filosofia neoplatonica descriverà come trance estatica —, mentre la sua nudità (Nuditas Virtualis) rappresenta la spogliazione dell'Uomo Vecchio dopo il battesimo del Diluvio. Di fronte al patriarca disteso come l'Osiride risorto, i tre figli tracciano i gradi della conoscenza: Cam, l'occhio cieco, vede solo lo scandalo profano; Sem e Iafet, camminando a ritroso per coprire il padre, compiono un'operazione di reversione alchemica e si fanno sacerdoti del Velo, custodendo il Mistero così come la griglia punzonata custodiva la vita nell'Arca.
​Infine, anche la terza misura biblica di 300 cubiti trova una decodifica geometrica straordinaria: la base di 25 campi, moltiplicata per i 3 livelli d'altezza e le 4 facce della piramide, restituisce esattamente 25 x 3 x 4 = 300. Questo valore si rivela incredibilmente risonante con la Kabbalah, dove il numero 300 corrisponde alla lettera ebraica Shin (ש), il Fuoco Spirituale che soffia sulle acque.
​In questo capolavoro, Ghiberti incarna appieno il modello dell'umanista-scienziato e dell'Alter Deus: un artista che non inventa la bellezza, ma de-codifica la struttura invisibile con cui Dio ha ordinato il Cosmo. La sua opera si rivela così una grandiosa sintesi in bronzo dorato dove la piramide è al tempo stesso icona patristica, calcolatore analogico e profezia visiva della rigenerazione eterna dell'Uomo.

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Il Guardiano della Soglia - Prima Parte Oggi il Grimorio vi parla del Guardiano della Soglia, una figura comune a molte ...
25/08/2026

Il Guardiano della Soglia - Prima Parte

Oggi il Grimorio vi parla del Guardiano della Soglia, una figura comune a molte tradizioni esoteriche, che lo descrivono come un essere minaccioso posto a custode della Porta d'Accesso dei Mondi Sovrasensibili, e che appare al discepolo per spaventarlo e ricacciarlo indietro se non è ancora pronto a proseguire il suo Percorso di Iniziazione.
Ogni discepolo che aspira alla Conoscenza Iniziatica e alla Sapienza Occulta incontra il suo Guardiano della Soglia nella fase iniziale del percorso, quando entra nel mondo invisibile.
La prova finale non arriva subito, ma dopo tutta una serie di ostacoli lungo il cammino. Il primo e il più grande dei tanti ostacoli è lo spartiacque, il più importante, noto come il Guardiano della Soglia, che mette l'Eroe di fronte alla sua ombra. È la personificazione del rito di iniziazione per testare il protagonista e la sua volontà, che appare quando l'Eroe si appresta a lasciare il mondo ordinario per quello straordinario, per verificarne la forza e la determinazione, un vero e proprio rito di passaggio all'età adulta.

È il Cerbero che sorveglia l'ingresso dell'Ade, è il Drago che San Giorgio uccide con la sua forza di volontà spirituale, il Serpente che tentò Eva e che San Michele Arcangelo placca e la cui testa sarà schiacciata dalla Donna. È il Re del Male che vorrebbe precluderci di entrare in un Regno nel quale potremmo diventare più potenti di Lui. È Erode che vuole eliminare il Re Divino rendendolo ramingo affinché non giunga alla sua casa e al suo destino.
In Matrix il Guardiano della Soglia è Morpheus con le sue due pillole rossa e blu. È la Paura dell'Ignoto, ma Morpheus da Guardiano diventerà Mentore.
Ed è tutto qua il segreto.

Il Guardiano della Soglia è Colui che impedisce di proseguire per la nostra strada. Il modo più immediato di reagire di fronte ad un Guardiano della Soglia è quello di opporsi il più strenuamente possibile, considerandolo un nemico, ma è questo il grande errore. Questa apparizione improvvisa lungo il nostro cammino è una circostanza centrativa che chiede di essere ascoltata e affrontata.
Perché è in realtà La Grande Occasione per verificare la bontà del nostro percorso, della nostra idea e del nostro obiettivo, per verificare la nostra tenacia nel perseguirli.
Davanti alla nostra ferma volontà ed autodeterminazione, davanti alla nostra coscienza nella sua piena presa d'atto, Il Guardiano della Soglia potrà solo scostarsi e lasciarci passare. Liberi di volare alti come un aquilone che per farlo necessita del vento contrario.
Appare come un nemico ma nei fatti è solo uno dei tanti Maestri ed Istruttori, che impersona i nostri dubbi e demoni interiori.

Il vero nemico è allora la resistenza al cambiamento, ed è con questa che dobbiamo fare i conti, ed è un nemico che è fuori ma soprattutto dentro di noi. Una voce che scoraggia dal perseverare, dall'andare avanti, dall'evolvere, che ci sussurra che in fin dei conti possiamo anche rinunciare, perchè rinunciare è facile.
L' Eroe è in viaggio, e proprio quando sembra ormai prossimo al Passaggio di Stato, ecco che trova davanti a sé il Guardiano della Soglia, immobile, che aspetta solo di essere conquistato dall'Eroe, grazie alla sua capacità di pensiero e alla logica oggettiva che inchioda la soggettività.
È la Sfinge, il Mostro, il Serpente, il Drago. Dietro l'aspetto orrido e la sua dura scorza vi è l' Abisso di Conoscnza, e se si accetta questo Abisso e i suoi flutti, se ne uscirà cambiati e trasmutati.
La Sfinge ha negli occhi tutti gli enigmi del Mondo, e suoi occhi sono quasi impossibili da sostenere. Gli enigmi sono in Lei, ma anche e soprattutto in noi, accessibili solo dopo aver acquisito la capacità di razionalizzazione che impedisce di cadere vittime di follia.
È personificazione del Grande Mistero dell'Esistenza, che fa nascere domande in noi, frenandoci nell'incedere ma solo sino a quando non riusciamo a fronteggiarle, domarle, controllarle, accettarle e suoerarle.
Il protagonista-discepolo deve essere in grado di fronteggiarla e superare quei suoi occhi in cui si specchia la sua parte in ombra, dimostrando la sua forza di volontà e la sua capacità di resistenza e sopportazione.

"Conosci Te Stesso"
Questa è l'incisione sul Tempio di Apollo a Delfi. Ed è qui la risposta. Tutta qui.
L'Oracolo di Delfi era custodito, dentro una grotta presso una sorgente, da Pitone, un enorme e mostruoso serpente che stava sulla Soglia. È il Guardiano dell'Oracolo.
Apollo è qui che lo uccide, sulla soglia. Per poter raggiungere la Conoscenza, l'Oracolo, ed erigere qua il suo Tempio, all'interno del quale pone la sacerdotessa Pizia, la "pitonessa", Colei che ha visione e risposte a tutte le domande.
Ogni Apollo ha il suo Pitone a Guardiano della Soglia del suo Sé su cui erigerá il suo tempio di Conoscenza. È un Guardiano mostruoso che si frappone fra l'Eroe-discepolo e la Sapienza Occulta del Mondo e la Conoscenza del Sé.

Domani proseguiremo la disamina affrontando il Guardiano della Soglia per Jung, per Steiner, la Teosofia e la Massoneria.
Vi aspettiamo 🙏🙏🙏🔴

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