21/10/2022
Come usò Pietro “le chiavi del regno” che gli furono affidate?
Gesù disse a Pietro: “Ti darò le chiavi del regno dei cieli, e qualunque cosa legherai sulla terra sarà stata legata nei cieli, e qualunque cosa scioglierai sulla terra sarà stata sciolta nei cieli”. (Mt 16:19) L’identificazione di queste chiavi deve logicamente basarsi su altre informazioni scritturali. Un’altra volta Gesù parlò di chiavi dicendo ai capi religiosi versati nella Legge: “Avete tolto la chiave della conoscenza; voi stessi non siete entrati, e a quelli che entravano lo avete impedito!” (Lu 11:52) Confrontando questo versetto con quello di Matteo 23:13 vediamo che si trattava di ‘entrare’ nel “regno dei cieli”. L’uso della parola “chiave” nella frase rivolta da Gesù a Pietro indicava quindi che Pietro avrebbe avuto il privilegio di dare il via a un programma di istruzione che avrebbe aperto speciali opportunità in relazione al Regno dei cieli.
A differenza degli ipocriti capi religiosi dell’epoca, è chiaro che Pietro usò la conoscenza provvedutagli da Dio per aiutare altri a ‘entrare nel regno’, e lo fece particolarmente in tre occasioni.
- La prima fu il giorno di Pentecoste del 33 E.V., quando Pietro, sotto ispirazione, rivelò a una moltitudine riunita che Geova Dio aveva risuscitato Gesù e lo aveva esaltato alla Sua destra nei cieli, e che Gesù, in tale posizione regale, aveva versato spirito santo sui suoi discepoli radunati. Sulla base di questa conoscenza e seguendo l’esortazione di Pietro — “Pentitevi, e ciascuno di voi si battezzi nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il gratuito dono dello spirito santo” — circa 3.000 ebrei (e convertiti all’ebraismo) fecero il passo che li portò a divenire probabili componenti del “regno dei cieli”. Successivamente altri ebrei seguirono il loro esempio. — At 2:1-41.
- In un’altra occasione Pietro e Giovanni furono mandati dai samaritani, che non avevano ricevuto lo spirito santo pur essendo stati battezzati. I due apostoli “pregarono per loro” e “posero su di loro le mani”, ed essi ricevettero lo spirito santo. — At 8:14-17.
- La terza occasione in cui Pietro fu usato in modo speciale per estendere ad altri il privilegio di divenire eredi del Regno fu quando venne mandato a casa del gentile Cornelio, un centurione romano. In seguito a una rivelazione divina, Pietro riconobbe e proclamò che Dio era imparziale nei confronti di ebrei e gentili, e che persone delle nazioni, se avevano timor di Dio e operavano giustizia, erano ora accette a Dio come gli ebrei che agivano in modo simile. Mentre Pietro stava trasmettendo queste informazioni ai suoi ascoltatori gentili, il celeste dono dello spirito santo scese su di loro ed essi cominciarono a parlare miracolosamente in lingue. Vennero quindi battezzati e divennero i primi candidati al “regno dei cieli” fra i gentili. Da allora in poi la porta che offriva ai credenti gentili l’opportunità di divenire membri della congregazione cristiana rimase aperta. — At 10:1-48; 15:7-9.
Le chiavi di Pietro non sono letterali, e non sono tante, come un mazzo con molte chiavi ma sono tre. Ancora oggi viene predicata la buona notiza del Regno, con un differenza con quella predicata nel primo secolo, oggi siamo nel tempo della fine. (Matteo 24:14) Presto si adempiranno le parole di Geova ripostate in (Matteo 6:10) ...Venga il tuo Regno. Si compia la tua volontà, come in cielo, così sulla terra...
Cosa è richiesto da ciascuno di noi per beneficiare di questo cambiamento epocale? La Bibbia dice: (Giovanni 17:3) Questo significa vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo.
Vale quindi la pena studiare la Bibbia e capire quello che Dio richiede da ciascuno di noi.
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