12/01/2024
min Incretolli
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Roberto Damico
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Pornografia, erotismo. Una riflessione.
La premessa doverosa è che viviamo in una società sbagliata in cui gli squilibri di potere economico e culturali sono tanto accentuati che alcune vite valgono, altre no. In un simile contesto non credo esistano isole felici e ogni cosa porta in sé le tracce della società sbagliata in cui nasce (più che a studi di sociologia, penso all'immagine del Brahama net sutra in cui ciascun* di noi è pensato come fosse su una rete di ragno e fosse un diamante che, su ogni faccia, rimanda l'immagine di ciò che ha davanti). Così la pornografia (mainstream) ha in sé tutti gli elementi della cultura dello stupro e del dominio e, probabilmente, li perpetua. Ma anche l'erotismo in sé e i "nostri" sogni erotici sono molto collettivi e poco "nostri". Se in una cultura dell'oppressione femminile uno dei sogni erotici più ricorrenti è essere stvpr@t@, se una delle categorie più ricercate su Pornhub è "donne trans" e i sociologi spiegano che una categoria più è stigmatizzata, più è erotizzata, mi pare evidente come nell'eros riportiamo ed erotizziamo meccanismi di potere e di dominio sociali e che qualcosa di così intimo in realtà è collettivo. E quanto questi meccanismi, posti in essere nell'intimo, rimangono nell'intimo e non rafforzano invece i meccanismi di dominio globale? Nel b**m, dove finisce la finzione e dove inizia la realtà e queste dinamiche come fanno a rimanere circoscritte visto che il confine tra pubblico e privato è illusorio? E come fa l'erotismo di una società sbagliata ad essere giusto? E come lo si "cura"?