Libreria Epocalibri

Libreria Epocalibri libri fuoricatalogo e usati. La nostra passione per gli oggetti d'epoca ci ha spinto a creare questo spazio unico nel centro storico della città.

Fumetti, cataloghi di fotografia, illustrati per bambini e ragazzi, libri antichi, Dischi Lp 33

https://www.ebay.it/str/epocalibri Benvenuti su Epocalibri, il tuo punto di riferimento per i libri antichi, le carte da gioco da collezione, i dischi in vinile e l'antiquariato a Cesena. Ci dedichiamo con amore alla ricerca di libri antichi e rari provenienti da diverse epoche storiche. Potrete trovare ed

esemplari unici che raccontano storie lontane e portano con sé il fascino di un passato ricco di cultura e tradizioni. Ogni volume è accuratamente selezionato per garantirne l'autenticità e la qualità, offrendo ai nostri clienti esperienze uniche e irripetibili. Sia che siate esperti collezionisti o semplici appassionati, nel nostro negozio troverete sicuramente qualcosa di speciale. Libreria Epocalibri Cesena, nasce nel dicembre 2018, con lobiettivo di offrire al suo pubblico libri usati, rari, e fuori catalogo. Inizialmente lofferta era composta da libri del novecento, prime edizioni e libri fuori commercio. In seguito abbiamo aggiunto libri antichi, nelle edizioni che vanno dal XV secolo al primo trentennio dellottocento. Nel 2025 abbiamo dedicato uno spazio, che è sempre in crescita ai vinili da collezione, con unocchio di riguardo alle prime stampe. Potete trovare libri usati in condizioni pari al nuovo, libri vintage di ogni genere, letteratura, cataloghi di fotografia, fumetto, illustrazioni per bambini e saggistica. I prezzi sono i più diversi e come potete immaginare dipendono da valore e condizione dei libri. Molto spesso abbiamo anche oggettistica di modernariato e antiquariato. Potete seguirci sui social, sul nostro negozio ebay e siamo presenti su spotify con la playlist: Libreria Epocalibri

10/07/2026
«I vetri ci spiano», scrisse Borges nella poesia Gli specchi, e molti miei corsivi pubblicati anni fa in tre volumi — Ve...
07/07/2026

«I vetri ci spiano», scrisse Borges nella poesia Gli specchi, e molti miei corsivi pubblicati anni fa in tre volumi — Vetrina, Vetrina seconda, Vetrina terza — si ispirano a questa frase.

​Le vetrine delle piccole città riflettono la vita di ogni giorno, i volti che si specchiano senza «sapere di essere spiati». (...) Ma molto di più mi ha interessato lo stato d'animo della provincia: dolori, pettegolezzi, piccole perfidie, vanità, frustrazioni, beffe, spiriti bizzarri e sapienza popolare, legati dal comune denominatore di una solidale e complice umanità.

Una perenne commedia, come diceva un caro amico, che l'abitante delle grandi città può apprezzare solo come spettatore, mentre nelle piccole città si è contemporaneamente spettatori e protagonisti. Come dire: vivere e vedersi vivere. In altre parole, vivere due volte.

​Questa è la prefazione che Gino Boccazzi, scrittore e viaggiatore, fa al suo libro Il diavolo in bottiglia.

​Chi lo conosce? Io no, me ne ha parlato Luttazzi — Daniele, lui — che è medico come l'autore del libro. Luttazzi è uguale al Luttazzi televisivo e ride alle mie battute, il che mi fa pensare.

​È strano: prendo a caso questo libro che è legato a doppio filo al post di ieri sulla strage dei negozi del centro.
Fortuna o complicazione? Il diavolo, se lo conosci, non ti uccide, ma porta complicazioni quando interviene nella tua vita.
E c'è altro: questo libro prende il titolo da un racconto di Robert Stevenson dove il diavolo in bottiglia rappresenta il consumismo sfrenato, l'illusione della ricchezza facile: ciò che possediamo finisce per possederci.
​Bene, è un lunedì con il mal di testa, ed è probabile: Epoca prende fiato e se ne va in ferie. Comunque sia, è un libro adatto a chi è interessato alla presenza del doppio, nelle sue forme più diverse.
​Post che riflette un promo di Epocalibros che inizia oggi e finisce sabato: 1x2. Prendi uno, paghi due.

​Altro che la tesserina con lo sconto del 10% che un tizio del comune che si occupa di economia ha suggerito a noi negozianti. Ringraziamolo questo genio della lampada. A noi serve sapienza popolare, vanità, orgoglio, il cliente e il politico zitti e buoni in bottiglia... che altro?

Armi spuntate per scrivere e parlare, clienti inutili che comprano solo su microschermi. E soprattutto, la grandissima m...
07/07/2026

Armi spuntate per scrivere e parlare, clienti inutili che comprano solo su microschermi. E soprattutto, la grandissima miopia imprenditoriale della maggioranza di noi commercianti.

​Colleghi, vi lamentate della crisi sul Corriere Romagna pure oggi che è domenica. La testa non stacca, vero?

​Senti questa: chiudono negozi a Manhattan, Napoli e Milano — città frequentate da una folla inverosimile di possibili acquirenti. E non chiudono, e chiuderanno ancora, nella nostra microprovincia? Che poi, è deserta solo se hai il paraocchi.

​Ma attenzione, stammi allegro: ci sono, altrove, tante nuove aperture. Sempre più micronegozi che vendono monoprodotti.
​Micronegozio = pochi metri quadri = affitto basso.
​Monoprodotto = assortimento alto, che compete con l'assortimento vastissimo del web.

​Più scelta per quella grandissima "testa pensante" del cliente medio. Passivo, vittima, carnefice.

Ma come biasimarlo? Come.
Solo su microschermo trova — e ammettiamolo, troviamo — il prodotto giusto che serve, che non si troverà mai in quelle quattro botteghe rimaste senza capitale per investire in nuova merce. Sono in crisi anche i centri commerciali.

​Chiudo. La porcata degli aiuti regionali alle attività del centro? 14 milioni di euro per politiche di investimento anticrisi. Aspetta le associazioni di categoria e i politici locali, aspettali... Vogliono da noi un minimo di 20.000 euro di investimento in nuove strutture.

Come se i nostri negozi avessero bisogno di essere ristrutturati...Vogliono solo che ci indebitiamo con le loro banche.
20.000 €? Compro nuovi libri, nuova merce questo serve...
Apriranno un paio di nuove attività ( bar,ristoranti) grazie a quei 14milioni e metteranno due specchietti colorati e due lumini in più sotto i portici.
​Basta ora. Oggi, dopotutto, è domenica e dovremmo staccare tutti. Facile, facile.

😈​"Quando saranno compiuti i mille anni, Satana sarà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro...
01/06/2026

😈​"Quando saranno compiuti i mille anni, Satana sarà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro angoli della terra, Gog e Magog..." (Apocalisse 20, 7-8)

​Queste le note che aprono nel 1931 il GOG di Giovanni Papini.

Gog è un milionario americano che per l'autore conserva "la rozzezza dei suoi antenati cannibali e che si è impossessato del più pauroso strumento di creazione e distruzione del mondo intero: il denaro".

Papini racconta di averlo conosciuto all'interno di un manicomio. Gog, dopo essere diventato uno degli uomini più ricchi degli anni '20, decide di buttare la sua ricchezza in mille viaggi, esperienze più diverse e incontri fuori dal comune.

​incontrerà Lenin, Einstein, Edison, Freud, Wells, J.G.Frazier... i Friends of Mankind (Amici dell'Umanità),

il cui principio è: "l'accrescimento continuo dell'umanità è contrario al benessere dell'umanità".

Secondo loro, le guerre hanno eliminato il meglio della società: giovani forti e innocenti. Propongono quindi un'alternativa: eliminare gli inutili, i pericolosi e coloro che hanno già vissuto abbastanza.

Gog incontra il primo chirurgo dell'anima, tale Dottor Anosh-Uthra, medico di origine persiana capace di eliminare chirurgicamente le malattie dello spirito.

​Papini non era cieco. Pazzo? Probabilmente. Di certo vedeva oltre il suo tempo, e sapeva che sarebbero arrivate nuove stragi di popoli, discriminazioni e persecuzioni di massa.

Bastava leggere la Bibbia o guardarsi indietro di quindici anni.

Eppure, in quegli stessi anni, gran parte degli intellettuali, artisti, politici e imprenditori erano illusi e ingenui e non riuscivano neanche ad immaginare quello che sarebbe accaduto negli anni a ve**re.

E se ne erano minimamente consapevoli, non cercarono o provarono a evitare il disastro. Egolatria è il nome di una delle loro malattie (vedi pagina 111 di GOG).

È certo, la maggior parte di loro sapeva e aspettava quei tempi di caos e distruzione che avrebbero portato guadagni, denaro, gloria.
Gog è uno di loro, uno dei tanti che si sono arricchiti dopo la Grande Guerra. Per Papini è simbolo e documento di una cultura in putrefazione, uomo doppio.

Quest'ultima definizione potrebbe essere un'altra chiave di lettura del libro.

​Papini è uno dei rappresentanti della prima generazione del Novecento. Molti di loro erano quei giovani forti e innocenti decimati dalla prima guerra mondiale, uomini e donne che hanno lasciato spazio a tanti inutili.
​Il prossimo post sarà su quel numero de LA VOCE che vedete in foto, Papini fu tra i fondatori di quella rivista dove il 30 aprile 1915, compare per la prima volta ESAME DI COSCIENZA DI UN LETTERATO di Renato Serra.
​Se avete osservazioni sui miei post – e se sono critiche, meglio – preferirei vederle nei commenti piuttosto che nei messaggi.
​Papini e il cinema? Tanto da dire e aver tempo...
A proposito di cinema, di Edgar Morin avevo già pronte due righe. Iniziavano con : "uno dei pochi sopravvissuti nati negli anni 20, la generazione dei giovani del 45, così li chiamava qualcuno..."
Direi che c'è un filo rosso che si aggira per Epocalibri..
Ma sì.. vediamo che arriva? Di certo non si limiterà ai libri, c'è tanto altro in arrivo dopotutto

Vojtěch Kubašta è stato uno dei più grandi e prolifici paper engineer e progettisti di libri pop-up del Novecento, reali...
28/03/2026

Vojtěch Kubašta è stato uno dei più grandi e prolifici paper engineer e progettisti di libri pop-up del Novecento, realizzando molti libri d’arte per ragazzi dei quali fu anche illustratore.

"La figura di Vojtěch Kubašta è da tempo assai nota e apprezzata nel mondo dei bibliofili, e in particolare da chi s’interessa ai libri d’arte per ragazzi." (M. Loi)

Le Edizioni Giacché hanno pubblicato nel 2011: "Vojtěch Kubašta. Magie di carta di un artista praghese (1914-1992)" il catalogo della prima mostra italiana a lui dedicata, tenutasi a Genova nello stesso anno.
Fonte: Edizioni Giacché

L'istituzione negata. Rapporto da un ospedale psichiatrico. Collana «Nuovo Politecnico» n. 19, Einaudi, 1968 (settima ed...
27/02/2026

L'istituzione negata. Rapporto da un ospedale psichiatrico. Collana «Nuovo Politecnico» n. 19, Einaudi, 1968 (settima edizione, 1974).

Che faceva Basaglia nel suo istituto: più di cinque assemblee al giorno, presenti personale, medici, infermieri, pazienti.
Niente più di questo: assemblee, democrazia.
La democrazia era parte della cura.
Che oggi l'italia sia un paese malato non devo certo dirlo io.
Ne fanno di assemblee a scuola traninsegnanti, presidi, alunni , insegnanti e personale scolastico?
No, sono previsti solo 3 incontri tra genitori e insegnanti. Incontri sullo schermo, neanche in presenza.

Che grandi vigliacchi che sono quelli che lavorano a scuola di oggi.

,

​Il libro è ancora attuale? Vediamo la sanità pubblica.
Servizio pubblico vi paghiamo lo stipendio, i pazienti hanno diritto di interve**re, non possono subirle. Devono partecipare in qualche modo in assemblee comuni sul modello di basaglia.
Ad esempio?

Disposizioni internazionali, nazionali, regionali e provinciali in materia forniscono linee guida che il nostro SSN disattende, nonostante si tratti di disposizioni a costo zero. Al contrario: la mancata applicazione genera costi aggiuntivi e umani sul malato e sulla sua famiglia.
È, di fatto, un diritto all'informazione negato.
Pazienti esclusi dell'informazione: non sanno e non possono dire la loro.

Un esempio dell''attualità di questo libro : " l'esclusione la discriminazione sono alla base di ogni rapporto che si instauri nella nostra società ".
Siamo esclusi, discriminati . A che pirta tutto questo? A rabbia, e in certi casi a forme di violenza, di sofferenza, a malattia.

Insomma alle condizioni in cui si trovavano i pazienti prima di Basaglia.

Alla base delle teorie scientifiche di Thomas S. Szasz c'è una profonda idea di libertà e di lotta contro i pregiudizi d...
10/01/2026

Alla base delle teorie scientifiche di Thomas S. Szasz c'è una profonda idea di libertà e di lotta contro i pregiudizi dell'epoca, radicati e spesso attuali ancora oggi.

Szasz afferma che "esiste la credenza diffusa che le persone afflitte da malattie mentali siano psicologicamente e socialmente inferiori agli altri".

Lo psichiatra americano ritiene che "questo sistema di teorie e credenze sia falso e immorale". In particolare, in questo saggio Szasz paragona la persecuzione delle streghe a quella attuata ai danni dei malati mentali.

Come sappiamo oggi, la ricerca ha individuato alterazioni biologiche e genetiche alla base della malattia mentale e ha sviluppato trattamenti farmacologici e clinici efficaci nel ridurre i sintomi delle patologie. Ciononostante, Szasz è ancora considerato e citato come un "filosofo della libertà" che ha correttamente analizzato i confini tra cura medica, morale e controllo statale.

Interessante è il parallelo con Michel Foucault: i due studiosi effettivamente si conoscevano e pubblicarono le loro opere fondamentali nello stesso anno, il 1961 (Storia della follia nell'età classica di Foucault e Il mito della malattia mentale di Szasz). Entrambi giunsero alla conclusione, pur con differenze di metodo, che la distinzione tra "sano" e "f***e" fosse una costruzione sociale e linguistica utilizzata per il controllo degli individui.

Nella prefazione si fa riferimento a due romanzieri come A. Huxley e G. Orwell, che ne pensate?

E quale film ...migliore di.. .

Indirizzo

Corso Garibaldi Giuseppe, 40
Cesena
47521

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 13:30
Martedì 09:30 - 13:30
Mercoledì 09:30 - 13:30
Giovedì 09:30 - 13:30
Venerdì 09:30 - 13:30
18:00 - 22:30
Sabato 09:30 - 13:30
Domenica 04:00 - 19:30

Telefono

0547402368

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