10/06/2026
Un gesto che faccio sempre prima di..
A settembre, tra le dita, i capelli fanno un rumore di paglia.
In 25 anni ho imparato a riconoscerlo: punte che si aprono, colore che si fa polveroso, quella luce di primavera sparita.
Cosa è successo in mezzo? L’estate. Il sole a picco, la salsedine, l’afa, il phon.
Ed è qui che dico a tutte la frase più importante: la radice dei capelli è viva, ma la lunghezza no. La lunghezza conserva tutto. Una volta segnata, resta così — si può solo tagliare.
Per questo il gesto vero arriva prima. Più che riparare i capelli a fine estate, conviene proteggerli adesso. Come la crema solare sulla pelle: la metti prima di esporti. Il dopo serve a poco.
“Sì, ma quei prodotti mi appesantiscono.” Ti capisco. Spesso è vero — ma la colpa è della formula, più che del prodotto. Tante incollano siliconi pesanti; una formula ben costruita posa un velo leggerissimo, protegge, e lascia il capello morbido.
È il caso dello spray bifasico che uso io: due anime in una bottiglia, che si uniscono solo quando agiti. Una idrata, l’altra — oli leggeri di lino, cocco e jojoba più un attivo che fa da scudo al calore — protegge. Si agita, si vaporizza sulle lunghezze, si pettina. Niente risciacquo, niente peso.
Dentro c’è una piccola dispensa: proteine e seta danno corpo ai capelli sfibrati; ginseng, equiseto e vitamina E sostengono la fibra e difendono il colore dall’ossidazione del sole.
Proteggere i capelli è un atto di rispetto: per una chioma che porta i segni del tempo, e per te.
Impara ad amare te stessa, e anche i capelli fioriranno 🌸 - Alice -
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