10/06/2020
Oggi è il 10 Giugno e io sono in una bolla. Ieri c’è stato il funerale della mia mamma, che per me era... una cosa che non si può spiegare.
Le ho scritto un pezzo, che ho letto con un po’ di fatica alla cerimonia.
Lo metto anche qui, perché il fonino ce l’ho sempre in mano e così mi resta presente, ne ho bisogno:
‘Voglio lasciare un ricordo della mia mamma, la Biffi come era affettuosamente chiamata, piccola ma solo di statura, perché aveva un cuore grande e una grande personalità.
Era originale, un po’ artista, anticonformista, una donna moderna.
La ragazza che nell’estate del ‘64 era a Londra, dove succedeva tutto, con l’amica Anna alla stazione ferroviaria ad accogliere i Beatles in mezzo ad una folla esagitata ed urlante: “urlavamo anche noi, non so perché, ma urlavano tutti ed era magico essere lì”. Tre mesi in Inghilterra senza imparare una parola di inglese, comunque.
Lavorava full time, ma aveva sempre tempo per noi, un tempo di qualità. Da bambini, a me e mio fratello ha fatto fare mille attività. Il nuoto -che era importante- nella piscina distante 30 km da casa, perché a Desenzano una piscina ancora non c’era. Ci portava dopo il lavoro sulla mitica 500 color caffelatte.
Con quell’auto siamo andati -solo noi tre- in vacanza a Riccione, in un agosto caldissimo col riscaldamento (per sbaglio) acceso.
E poi lo sci, la domenica, quando erano in pochi a praticarlo; e che noia deve essere stata per lei aspettarci tutte quelle giornate intirizzita a fondo pista.
Ci ha sempre spronato a tentare, sperimentare, cadere e rialzarsi, riuscire e magari fallire, ma sempre ricominciare.
Siamo vissuti in una casa allegra e piena di libri perché lei era un’instancabile lettrice. E per fortuna è arrivato il digitale, perché ad un certo punto i libri cominciavano a non starci più; ce ne sono accatastati su ogni mensola, persino in garage e in cantina. Di questi tempi li scaricava sul suo fido ipad, poco spazio ma tante parole da leggere e su cui riflettere.
Fumava troppo e mangiava poco, quanti rimproveri le abbiamo mosso, ma tanto lei faceva sempre quello che voleva. Fino alla fine ha vissuto ‘a modo suo’.
Lascia un vuoto grande, gigante, per me una voragine.
Era la mia consigliera, il mio emisfero destro, la mia mentore. Cercherò/cercheremo di riempirla con tutto quello che ci ha dato.
Ci portiamo dietro una grande valigia colorata zeppa di suggerimenti, saggi consigli, progetti da mandare avanti.
Ciao Mamma, fai buon viaggio '