23/07/2023
Un bel traguardo
Ocrelizumab, l’anticorpo monoclonale che bersaglia i linfociti B impazziti nella sclerosi multipla, funziona anche se somministrato sottocute. E con la stessa sicurezza della formulazione più tradizionale, somministrata per endovena. Un cambio nella forma di erogazione, ma che potrebbe migliorare la qualità di vita delle persone con SM, alleggerendo il carico per le strutture sanitarie e rendendolo più facile e accessibile la terapia: per la somministrazione sottocute bastano infatti 10 minuti due volte l’anno, e sono richieste infrastrutture sanitarie meno complesse. La modalità di somministrazione endovenosa del farmaco richiede circa un paio di ore, anche se in miglioramento rispetto alle 3 ore e mezza necessarie in passato.
L’articolo completo di Dario Rubino su Salute