21/08/2026
https://youtu.be/v4WJlUm6Fh8?si=NceWUgFr-lzQBBIx
Phoebe Bridgers Lost weekend (ltd rogue planet)
edizione limitata in doppio vinile colorato verde glitterato (edizione rogue planet), copertina apribile con scritte in rilievo. Pubblicato il 14 agosto 2026 per l'etichetta Dead Oceans, Lost Weekend è il terzo album in studio della cantautrice statunitense Phoebe Bridgers. A sei anni di distanza dal folgorante ed acclamato Punisher (2020) — e dopo l'incredibile parentesi di successo globale con le Boygenius (insieme a Julien Baker e Lucy Dacus) —, l'autrice di Los Angeles rompe un silenzio prolungato per firmare il suo lavoro più ambizioso, sofferto e sfaccettato. Composto da 16 tracce e legato tematicamente al lutto per la scomparsa del padre Tony (avvenuta nel dicembre 2022), l'album dura 52 minuti ed è stato co-prodotto insieme ai fidi Tony Berg ed Ethan Gruska. Il disco accoglie contributi di Jack Antonoff, Alex G, Cameron Winter, Conor Oberst, Mike Kinsella, Damien Jurado e Justin K. Broadrick (Jesu, Godflesh) In questo lavoro l'artista amplia i confini dell'indie-folk e dell'alt-rock toccando ambient, shoegaze, art-pop e country/roots. L'opera gioca costantemente sull'uso del silenzio e del freno: la voce iconica di Bridgers viene filtrata da un vocoder fantascientifico nella traccia d'apertura The Outside, mentre banjo, chitarre sature, tastiere deformate, campionamenti reali (il messaggio vocale del padre su Never Going Back!) ed esplosioni controllate creano un suono tanto intimo quanto cinematografico. Phoebe Bridgers (all'anagrafe Phoebe Lucille Bridgers, nata a Pasadena, California, il 17 agosto 1994) è una cantautrice, chitarrista e produttrice discografica statunitense. Emersa dal circuito indie di Los Angeles, si è affermata in breve tempo come uno dei talenti di maggior impatto critico e generazionale della musica d'autore internazionale. La cifra stilistica dell'autrice si fonda su un eclettico e colto spettro di influenze musicali: l'indie-folk e il songwriting confessionale degli anni '90 e 2000 (Elliott Smith, Conor Oberst/Bright Eyes, Sufjan Stevens) incontrano l'alt-rock, il shoegaze/dream-pop (MBV, Slowdive), lo slowcore, la musica emo/indie (American Football) e l'art-pop d'avanguardia. Dopo l'esordio sulla lunga distanza con Stranger in the Alps (2017) e la consacrazione mondiale ottenuta con Punisher (2020) — candidato a quattro Grammy Awards —, l'artista ha affiancato alle pubblicazioni soliste i supergruppi Boygenius (con Julien Baker e Lucy Dacus) e Better Oblivion Community Center (con Conor Oberst), fondando inoltre la propria etichetta discografica Saddest Factory Records. Ha pubblicato: Stranger in the Alps (2017), Punisher (2020), Lost Weekend (2026).