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Si sono incrociati come estranei,senza un gesto o una parola,lei diretta al negozio,lui alla sua auto.Forse smarritio di...
27/08/2026

Si sono incrociati come estranei,
senza un gesto o una parola,
lei diretta al negozio,
lui alla sua auto.

Forse smarriti
o distratti
o immemori
di essersi, per un breve attimo,
amati per sempre.

D’altronde nessuna garanzia
che fossero loro.
Sì, forse, da lontano,
ma da vicino nient’affatto.

Li ho visti dalla finestra
e chi guarda dall’alto
sbaglia più facilmente.

Lei è sparita dietro la porta a vetri,
lui si è messo al volante
ed è partito in fretta.
Cioè, come se nulla fosse accaduto,
anche se è accaduto.

E io, solo per un istante
certa di quel che ho visto,
cerco di persuadere Voi, Lettori,
con qualche verso occasionale,
quanto triste è stato.

Prospettiva – Wisława Szymborska

La gioia di scrivere
Tutte le poesie (1945-2009)

Foto: Saul Leiter, Untitled, early 1950s–1961





Parole del "savio catalano", uno dei personaggi "minori" di Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez, e tra i p...
12/08/2026

Parole del "savio catalano", uno dei personaggi "minori" di Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez, e tra i più affascinanti. Gestore della caotica libreria di testi rari a Macondo, mentore e guida intellettuale di Aureliano Babilonia, ultimo della stirpe dei Buendia. Il "savio catalano" è descritto come un faro di saggezza, cultura e connessione con il mondo esterno nell'ormai decadente e isolato paese. Nella realtà, pare sia un affettuoso omaggio a Ramón Vinyes, intellettuale ed editore catalano esiliato a Barranquilla, che fu amico di García Marquez e descritto come il "maestro catalano", punto di riferimento per gli intellettuali che animavano il mondo del premio Nobel colombiano.


Non ho bisogno di tempoper sapere come sei:conoscersi è luce improvvisa.Chi ti potrà conoscerelà dove taci, o nelleparol...
29/07/2026

Non ho bisogno di tempo
per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere
là dove taci, o nelle
parole con cui tu taci?
Chi ti cerchi nella vita
che stai vivendo, non sa
di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.
E seguirti all’indietro
in ciò che hai fatto, prima,
sommare azione a sorriso,
anni a nomi, sarà
come perderti. Io no.
Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale
di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte.
Ti ho visto, mi hai visto, ed ora,
nuda ormai dell’equivoco,
della storia, del passato,
tu, amazzone sulla folgore,
palpitante di recente
ed inatteso arrivo,
sei così anticamente mia,
da tanto tempo ti conosco,
che nel tuo amore chiudo gli occhi,
e procedo senza errare,
alla cieca, senza chiedere nulla
a quella luce lenta e sicura
con cui si riconoscono lettere
e forme e si fanno conti
e si crede di vedere
chi tu sia, o mia invisibile.

[XII] Non ho bisogno di tempo
Pedro Salinas

Foto 1 prestata
Foto 4 Fan Ho, Approaching Shadow (1954)

«[...] Intesa cosi, la musica diventa una vera "romanza senza parole", mentre "il pezzo diventa una sequenza di scene il...
02/04/2026

«[...] Intesa cosi, la musica diventa una vera "romanza senza parole", mentre "il pezzo diventa una sequenza di scene il cui filo conduttore è dato dal senso di qualcosa che va via per sempre", o che, "per sempre, si perde".»

My Foolish Heart – 4:57 (musica: Ned Washington e Victor Young)

Waltz for Debby (brano musicale) – 7:00 (musica: Bill Evans)


"La felicità è un'opera d'arte. Trattatela con cura." Edith Wharton, Il canto delle muse
18/01/2026

"La felicità è un'opera d'arte. Trattatela con cura."

Edith Wharton, Il canto delle muse

Una precisazione doverosa per i tanti che chiedono della chiusura o sono convinti sia stata annullata. Non ci abbiamo ri...
19/11/2025

Una precisazione doverosa per i tanti che chiedono della chiusura o sono convinti sia stata annullata. Non ci abbiamo ripensato!
Avremmo voluto chiudere in estate, ma per motivi burocratici e per la disponibilità ancora di moltissimi libri abbiamo dovuto rinviare. Quindi è solo questione di tempo, semplicemente non sappiamo ancora quando.
Intanto ne approfittiamo per invitarvi in libreria, abbiamo ancora tantissimi libri che aspettano solo di incontrarvi.

"Ci sono canzoni che nascono dall'erba punteggiata d'azzurro, dalla polvere di migliaia di strade di campagna."

«Ah che bello, bisognerebbe proprio fotografarlo!» e già siete sul terreno di chi pensa che tutto ciò che non è fotograf...
27/08/2025

«Ah che bello, bisognerebbe proprio fotografarlo!» e già siete sul terreno di chi pensa che tutto ciò che non è fotografato è perduto, che è come se non fosse esistito, e che quindi per vivere veramente bisogna fotografare quanto più si può, e per fotografare quanto più si può bisogna: o vivere in modo quanto più fotografabile possibile, oppure considerare fotografabile ogni momento della propria vita. La prima via porta alla stupidità, la seconda alla pazzia.

"L'avventura di un fotografo", da "Gli amori difficili" di Italo Calvino

Io ti dico parole imparate a memoria:le ascolti appena, frastornata dalla pioggiache cade sul bunker di Punta Scalambrae...
15/08/2025

Io ti dico parole imparate a memoria:
le ascolti appena, frastornata dalla pioggia
che cade sul bunker di Punta Scalambra
e annunzia lungamente un altro addio.

Com'è lontano il mare, a guardarlo da qui,
da questi strombi sbreccati e inermi,
come lontana anche tu, e cangiata da ieri...
Per rivederti devo chiudere gli occhi.

Devo chiudere gli occhi per rivedere i tuoi,
invaghiti e ridenti, per risentire il fatuo
minuetto tra i tuoi capelli,
i chiusi trambusti del cuore.

Così dunque ci gioca il tempo e ci convince:
basta una raffica sbieca, un giornale che voli,
stremata procellaria, sul dirotto frangente;
quel cencio d'alga che ripugna fra le dita...

poco basta per dirci che l'estate è già morta,
gioventù menzognera dell'anno,
e che di noi, di lei non rimane che un solo
cieco pugno di polvere e di pioggia.

Anch'io, come un maltempo, sopra i tuoi giorni d'oro
recato non ho che deformi
relitti e presagi di fine
e qualche lamentosa fuggitiva pietà.

Un regalo di morte che butterai domani,
questo di me ti lascio, e null'altro, perdonami:
non potevo di più, io non so camminare
che a braccio d'un fantasma, oppure solo.

Ora lo sai, lo vedi: che servirebbe torcersi
le mani, piangere, stampare in un libro
che siamo stati felici, che un altr'anno
incontrandoci qui sorrideremo?

Lasciami allora andare solo incontro alla notte.
Tu resta a guardare la striscia di sole che torna,
l'airone sul grigio cemento lavato
che s'asciuga le vecchie penne.

Gesualdo Bufalino
Appuntamento presso un bunker abbandonato
da "La festa breve"



Un ringraziamento a chi ha suggerito il post.

Penso a te nel silenzioPenso a te nel silenzio della notte, quando tutto è nulla,e i rumori presenti nel silenzio sono i...
10/08/2025

Penso a te nel silenzio

Penso a te nel silenzio della notte, quando tutto è nulla,
e i rumori presenti nel silenzio sono il silenzio stesso,
allora, solitario di me, passeggero fermo
di un viaggio senza Dio, inutilmente penso a te.
Tutto il passato, in cui fosti un momento eterno,
è come questo silenzio di tutto.
Tutto il perduto, in cui fosti quel che più persi,
è come questi rumori,
tutto l’inutile, in cui fosti quel che non doveva essere,
è come il nulla che sarà in questo silenzio notturno.
Ho visto morire, o sentito che morirono,
quanti amai o conobbi,
ho visto non saper più nulla di quelli che un po’ andarono
con me, e poco importa se fu un’ora o qualche parola;
o un passeggio emotivo e muto,
e il mondo oggi per me è un cimitero di notte,
bianco e nero di tombe e alberi e di estraneo chiardiluna
ed è in questa quiete assurda di me e di tutto
che penso a te.

[15 marzo 1933]

Fernando Pessoa
Il mondo che non vedo
Poesie ortonime

Mia Donna cara,vorrei proprio scriverti una lettera, un giorno, una lettera totale, una lettera vera e totale: sarebbe s...
25/07/2025

Mia Donna cara,
vorrei proprio scriverti una lettera, un giorno, una lettera totale, una lettera vera e totale: sarebbe scritta con parole semplici e ricorrenti, diventate usate da quante persone le hanno dette e quasi ingenue, seppure frementi.
E attraversando gli oscuri strati di lava e di argilla che la vita ha sedimentato su tutto, essa ti direbbe che io sono ancora io, e che mantengo sogni.
E anche la casa è la stessa: il vecchio legno ha lo stesso odore, dalla finestra della veranda entra d'estate un fascio di luce che le foglie della vite rampicante disegnano sulla parete di fronte come ombre cinesi, e allora è bello stendersi sulla poltrona di vimini, mentre fuori nella campagna dintorno è la calma meridiana. E che a fine febbraio la magnolia giapponese fiorisce ancora prima di mettere le foglie e pare uno strano vaso di fiori candito nell'aria, come eterno.
E poi ti direi che le serate sono lunghe, lunghissime, quasi infinite, e languide, ma che il mio cuore reagisce come una volta, e a volte a una musica, a un suono, a una voce che passa per strada comincia a ba***re all'impazzata.
Però se la notte mi sveglia, per far calmare quei battiti mi alzo e vado in sala da pranzo, accendo una candela gialla, perché il giallo è bello nella penombra, e leggo Dolce e chiara è la notte e senza vento, e quelle parole mi tranquillizzano.
Per addormentarmi penso che ti scriverei che non sapevo che il tempo non aspetta, davvero non lo sapevo, non si pensa mai che il tempo è fatto di gocce, e basta una goccia in più perché il liquido si sparga per terra e si allarghi a macchia e si perda.
E poi ti direi di certe notti in cui parlavamo, di quella casa sul mare, di certi momenti a Roma, dell'Aniene e di altri fiumi che abbiamo guardato insieme pensando che essi scorressero soli, senza accorgerci che noi scorrevamo con loro.
E ti direi anche che ti aspetto, anche se non si aspetta chi non può tornare, perché per tornare ad essere ciò che fu dovrebbe essere ciò che fu, e questo è impossibile.

Si sta facendo sempre più tardi
di Antonio Tabucchi



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