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04/09/2026

Un letto che porta nella camera una presenza morbida e luminosa. La particolare testata, ispirata ai raggi del sole e ai petali di un fiore, avvolge il riposo con una morbida imbottitura.

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30/06/2026

🚛Capitolo 2: Il furgone verde di nonno Guerrando

Nel paese lo conoscevano tutti come nonno Guerrando. Quel soprannome, che si portava dietro con orgoglio, gli era stato dato perché era tornato miracolosamente incolume dalla guerra. In realtà, all’anagrafe si chiamava Giuseppe, ma per tutti, sui banchi dei mercati e tra le strade di Empoli, era semplicemente Guerrando: un uomo d'altri tempi, temprato dai sacrifici ma con gli occhi sempre accesi di dignità e passione.

Negli anni Cinquanta, in un'Italia che cercava faticosamente di rimettersi in piedi, Giuseppe aveva iniziato la sua attività nel modo più umile e faticoso possibile. Non c'erano negozi o grandi magazzini: c'era solo una vecchia bicicletta, alla quale aveva agganciato un carretto di legno robusto. Sopra quel carretto caricava con cura rotoli di cotone, tele robuste e scampoli di lana, e pedalava per chilometri, di paese in paese, sfidando il sole cocente dell’estate e la nebbia gelida dell’inverno toscano.

Con il passare degli anni, grazie alla sua onestà e alla qualità indiscussa delle sue merci, Giuseppe divenne un vero e proprio punto di riferimento per la vendita dei tessuti in tutta la zona. Le donne lo aspettavano per rifare il corredo o per comprare la stoffa per i vestiti della domenica.

Un'icona su quattro ruote
La vera svolta, quella che sarebbe rimasta impressa per sempre nella memoria della famiglia, arrivò quando il carretto venne finalmente sostituito da un mezzo a motore: un furgone di un fiero colore verde scuro.

Quel furgone verde è oggi il ricordo più dolce, vivido e prezioso per Elisabetta e Laura. Anche se sono passati molti anni, le due sorelle chiudono gli occhi e riescono ancora a immaginarlo chiaramente, come se il tempo non fosse mai passato. Vedono nonno Guerrando, forte e instancabile, mentre scende dalla cabina guida, apre i portelloni posteriori e inizia a scaricare i pesanti rotoli colorati per allestire i banchi dei mercati.

I suoi non erano banchi qualunque: erano i più belli, i più ordinati, capaci di attirare lo sguardo da lontano.

[ IL VIAGGIO DI NONNO GUERRANDO ]
(Anni '50)
La Bicicletta e il Carretto
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Il Furgone Verde e i Grandi Mercati
(Dalla provincia di Pisa e Firenze fino a Piombino e l'Isola d'Elba)
La rotta del sacrificio
Per allestire quelle vetrine ambulanti così affascinanti, nonno Guerrando non si limitava ai mercati vicino a casa. Spinto dallo spirito di sacrificio e dal desiderio di dare un futuro solido alla sua famiglia, si spingeva molto lontano.

Le sue rotte lo portavano fino a Piombino e, nei mesi estivi, si imbarcava con il suo furgone verde diretto all'Isola d'Elba. Erano viaggi lunghi, che cominciavano nel cuore della notte, quando il mondo ancora dormiva. Ma la fatica svaniva non appena il furgone si posizionava di fronte al mare e il banco prendeva vita, riempiendosi di lini leggeri e cotoni stampati che gesticolavano al vento della costa.

Elisabetta e Laura sono cresciute ascoltando i racconti di quelle trasferte lontane, respirando l'odore di polvere e cotone che il nonno portava a casa insieme ai soldi guadagnati con onestà. È stato proprio tra le sponde di quel furgone verde che, senza ancora saperlo, le due bambine hanno iniziato a cucire i fili del loro stesso destino.

30/06/2026

Ti è piaciuto il primo capitolo del nostro racconto ?? 😊Continua a seguirci perché .....la storia continua! 😉

29/06/2026

❤️Sono passati oltre 30 anni e abbiamo deciso di raccontarvi un po' di noi perché anche voi fate parte di questo meravigliosa avventura chiamataVITA # # 🪡Capitolo 1: Due anime nello stesso gomitolo

Ci sono legami che vengono tessuti prima ancora della nascita, fili invisibili che uniscono le persone in modo così stretto da renderle inseparabili, nonostante le differenze. Questo era il legame tra Laura ed Elisabetta. Due sorelle, due facce della stessa medaglia, cresciute a Fucecchio condividendo tutto: i sogni, i giochi e una passione di famiglia che respiravano in casa fin da piccole.

Eppure, a guardarle, era difficile credere che venissero dallo stesso ceppo, tanto erano diverse caratterialmente.

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# # # Laura: la spina dorsale

Laura, la sorella maggiore, era il ritratto della concretezza. Fin da bambina aveva mostrato un'indole seria, pacata e profondamente riflessiva. Era quella che, prima di fare un passo, misurava il terreno; quella che di fronte a un problema non si faceva prendere dal panico, ma analizzava la situazione con una calma olimpica.

* **Il tratto distintivo:** Uno sguardo limpido e attento, capace di trasmettere sicurezza a chiunque le stesse accanto.
* **Il suo ruolo naturale:** La spina dorsale, la custode dell'equilibrio e della stabilità.

Per Laura, ogni cosa doveva avere un senso, un ordine e una logica. Questa sua natura riflessiva la rendeva il porto sicuro della famiglia, il punto di riferimento a cui tutti si rivolgevano quando c'era bisogno di una parola saggia o di una decisione ponderata.

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# # # Elisabetta: il vulcano a colori

Poi c'era Elisabetta, la minore, che sembrava nata da un colpo di vento e di luce. Il suo carattere era un'esplosione vulcanica di energia pura. Laddove Laura rifletteva, Elisabetta intuiva; laddove Laura camminava con passo fermo, Elisabetta correva mossa dall'entusiasmo.

> "Il mondo è troppo grigio per non riempirlo di sfumature," sembrava dire ogni sua idea, ogni suo gesto.

Elisabetta aveva un animo vibrante e profondamente colorato. Vedeva accostamenti cromatici dove gli altri vedevano solo stanze vuote, e possedeva una fantasia contagiosa che travolgeva chiunque la circondasse. Era un vulcano di idee, sempre pronta a buttarsi in una nuova avventura con il sorriso sulle labbra e una carica di positività incrollabile.

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# # # La sinfonia perfetta

Nonostante questa netta diversità, o forse proprio grazie a essa, Laura ed Elisabetta erano incredibilmente affiatate. Non c'era competizione tra loro, solo una profonda complicità. Erano come due strumenti musicali diversi che, suonati insieme, creavano una sinfonia perfetta: la prudenza di Laura proteggeva lo slancio di Elisabetta, mentre l'energia di Elisabetta spingeva Laura a superare i propri limiti.

Erano due anime strette nello stesso nocciolo, pronte ad affrontare la vita tenendosi per mano, inconsapevoli del fatto che proprio le loro differenze sarebbero diventate la chiave per realizzare il sogno più grande della loro vita.

Indirizzo

Via Cesare Battisti, 87
Fucecchio
50054

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