21/06/2024
Quanto durerà questo cielo inquietante, fastidioso e carico di sabbia?
Ce lo dicono le previsioni del satellite Copernicus, grazie al servizio di monitoraggio dell'atmosfera (CAMS, Copernicus Atmosphere Monitoring Service).
Purtroppo dovremo sopportarlo anche oggi ma da domani (sabato 22 giugno), cominciando dal nord, la sabbia sahariana dovrebbe lasciare i nostri cieli, come mostrano le immagini che abbiamo preparato.
Nota per chi vuol sapere che tempo farà.
Queste immagini del satellite Copernicus mostrano soltanto la presenza di polvere in quota, non sono previsioni meteo con la copertura nuvolosa o la probabilità di pioggia: anche se nelle immagini di sabato sera e di domenica l'Italia sembra pulita, arriveranno le nuvole "normali" e potrebbe piovere, soprattutto al nord.
Nota per i complottisti delle scie chimiche e sabbiose.
Siamo sotto un'immensa distesa di finissima sabbia del deserto portata dai venti in alta quota.
Non date la colpa alle geoingegneria se non potete dimostrare quale geoingegneria può provocare un effetto che copre più dell'intera nostra nazione, esteso per oltre mezzo milione di chilometri quadrati.
E' un fenomeno già accaduto in passato, descritto anche in testi antichi: Omero, Plutarco, Tito Livio, Plinio il Vecchio scrivono di cieli rossi e di piogge sabbiose. Nel 1807 lo scienziato molfettese Giuseppe Maria Giovene, studiando i venti e la composizione delle polveri sabbiose, concluse che la sabbia provenisse dall’Africa.
Tutti eventi osservati e descritti molto prima dell'invenzione degli aerei e della geoingegneria. Purtroppo ora accade sempre più di frequente, ma dare la colpa alla geoingegneria non aiuta a comprendere il problema.
Non dite "com'è arrivata che non c'è vento?" perché il vento non è solo quello che sentiamo al livello del suolo.
Informatevi prima di provocare e offendere tutti coloro che cercano, con competenza, di spiegare i fenomeni naturali.
Soprattutto smettetela di essere arrabbiati con noi, non c'entriamo nulla e quest'aria sabbiosa da parecchia noia anche a noi.
In un commento mettiamo il link al sito del satellite Copernicus, così potrete vedere la situazione e fare le previsioni ogni volta che vorrete.
Post dei nostri amici dell’ Osservatorio Astronomico Università di Siena