10/09/2026
Sono davvero emozionata ed onorata di annunciare la partecipazione della Libreria To Liber - Giaveno alla presentazione del libro:
"IL RAGIONEVOLE DUBBIO DI GARLASCO. Un giudice nel labirinto del caso di cronaca più discusso d'Italia".
La presentazione si terrà:
Mercoledì 16 settembre ore 20.30 in Sala Consiglio (Via F.Marchini, 2 - Giaveno).
Un sentito ringraziamento agli Avv. Stefano Tizzani e Paola Baldovino per aver affidato alla mia libreria il banco libri e la cura di questo momento di incontro. Raccontare ed esplorare una vicenda complessa come quella del delitto di Garlasco richiede grande sensibilità e approfondimento, e sono orgogliosa di poter dare il mio contributo come presidio culturale sul territorio.
Vi aspettiamo numerosi.
𝐈𝐋 𝐑𝐀𝐆𝐈𝐎𝐍𝐄𝐕𝐎𝐋𝐄 𝐃𝐔𝐁𝐁𝐈𝐎 𝐃𝐈 𝐆𝐀𝐑𝐋𝐀𝐒𝐂𝐎. 𝐔𝐍 𝐆𝐈𝐔𝐃𝐈𝐂𝐄 𝐍𝐄𝐋 𝐋𝐀𝐁𝐈𝐑𝐈𝐍𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐒𝐎 𝐃𝐈 𝐂𝐑𝐎𝐍𝐀𝐂𝐀 𝐏𝐈𝐔̀ 𝐃𝐈𝐒𝐂𝐔𝐒𝐒𝐎 𝐃’𝐈𝐓𝐀𝐋𝐈𝐀 🎓
Ne parleremo mercoledì 16 settembre alle 20,30 in Sala Consiglio, con il Dott. Stefano Vitelli, Magistrato, autore del libro. Serata promossa dal Lions Club Giaveno Valsangone, con il patrocinio del Comune di Giaveno e la collaborazione di To Liber
Ci sono fatti di cronaca destinati a rimanere per sempre nell’immaginario collettivo, storie capaci di dividere l’opinione pubblica e toccare corde insospettate. Il caso Garlasco è uno di questi: un delitto che ha segnato il Paese, una storia giudiziaria solo apparentemente conclusa e che oggi torna con nuovi interrogativi e nuove ombre. Per anni l’unico indagato è Alberto Stasi, compagno della vittima, il «biondino dagli occhi di ghiaccio». Viene condannato a sedici anni di carcere, eppure manca il movente, le testimonianze vanno in un’altra direzione, il suo alibi viene accertato. Si può dire che sia colpevole oltre ogni ragionevole dubbio? La risposta è no. Da qui parte il racconto di Stefano Vitelli, il magistrato che nel 2009 assolse Stasi in primo grado, in un libro che ripercorre - umanamente e giudiziariamente, con elementi del processo mai raccontati al grande pubblico - tutta la vicenda: dalla telefonata al 118 alle analisi informatiche compromesse, dalle macchie di sangue alle nuove perizie che riscrivono ciò che si credeva acquisito, fino al movente fantasma e all’assunto per cui «meglio un colpevole fuori che un innocente dentro». Dubbi, verifiche, domande senza risposta, ma anche la responsabilità di chi deve giudicare sapendo che non si può scommettere sulla colpevolezza dell’imputato: la posta in gioco è troppo alta, un errore simile potrebbe segnare per sempre la vita di un innocente. Una narrazione immersiva, che dal caso di cronaca più discusso di sempre si apre a una riflessione universale sul potere, la conoscenza e il limite umano.