Un Angelo in Miniera

Un Angelo in Miniera Romanzo sull'emigrazione italiana nel '900 Pensare il futuro sulla base di ciò che è
stato, perché ciò che è stato può ripetersi, e di fatti si ripete.

La memoria è un bene troppo prezioso per essere sprecato, la storia non si cancella, sopratutto quella degli uomini, delle loro sofferenze, della loro voglia di riscatto. Oggi più che mai, mentre nuovi sovranismi si mescolano a rigurgiti di un razzismo che pensavamo di aver sconfitto una volta per tutte, c’è bisogno di raccontare e tramandare
le storie di vita di tanti nostri concittadini e cont

erranei che contribuirono a fare grande il nostro paese ed anche i paesi dove si recarono, vissero, morirono. Le famose valigie di cartone, infatti, non sono un'invenzione , così come non lo sono gli affetti troppe volte spezzati, ieri come oggi non si lasciava la propria terra per divertimento ma per necessità in cerca di una vita migliore, spesso, quasi sempre, senza sapere nemmeno quale sarebbe stato l'approdo . C’era quella grande voglia di inseguire un sogno ma anche e soprattutto un istinto di sopravvivenza, spesso anche
la fame, compagna quotidiana di tante famiglie contadine e non solo. In tanti partirono, in molti non tornarono, si stabilirono definitivamente nel paese che li aveva “accolti”, dove c’era lavoro , quel lavoro tanto cercato e mai trovato in patria che gli
aveva dato dignità, opportunità, l’orgoglio di potersi dire con fierezza italiani. In tanti purtroppo non ce la fecero, intrappolati nelle miniere o portati via da malattie frutto di una vita di sforzi e fatiche al limite dell’umana possibilità. Nel 2020 in uno scenario che prefigura l’abbattimento delle frontiere nell’ottica della globalizzazione totale, perché interrogarsi sull’emigrazione italiana? Si potrebbe rispondere che l’uomo non cambia mai e che, in un’epoca che macina tutto e consuma velocemente, diviene fondamentale recuperare e conservare la memoria del proprio passato, perché un popolo senza memoria non ha futuro. Si potrebbe anche aggiungere che tanto più oggi, in un’era dominata dalle nuove tecnologie, acquista maggior valore fare riferimento a
una dimensione perduta dell’esistenza umana, a dimenticati modi di pensare e di agire a misura d’uomo. Recuperare le proprie radici può divenire utile per capire se stessi e anche per comprendere come i valori e le storie depositate da decenni nel nostro immaginario determinino, poi, non solo i comportamenti, ma anche la storia e la costituzione sociale e politica dei popoli. Magari forme e modalità sono apparentemente cambiate, magari l’Italia è coinvolta diversamente, di certo oggi ne abbiamo una percezione del tutto nuova. Ma la storia ci ricorda che questo noi siamo stati, un “Paese di Migranti”. In poco più di cento anni dal 1876 al 1988 sono emigrati circa 27 milioni di italiani, molti sono rientrati, ciononostante secondo un calcolo approssimativo che comprende figli e nipoti, gli italiani all’estero sono circa 50 milioni di cui due terzi nelle Americhe. Un’altra Italia vive e cammina sotto altri cieli. Prima ancora che storia e memoria collettiva, l’emigrazione è stata un dolore privato custodito per anni con pudore e affrontato con grande coraggio. Tempo in cui appena fatica e angoscia, si sommano a umiliazione, razzismo,emigrazione. Ci sono storie... ci sono uomini e donne che hanno camminato su questa terra, che ti fanno commuovere fino in fondo, che ti ricordano con assoluta certezza che la vita è un dono, sia la tua che quella degli altri, che tutto è possibile per chi ama e soprattutto che l’amore ha sempre l’ultima parola su tutto... anche sulla morte.

10/07/2026

"Essere Italiani è una storia!"

Quando le radici sono profonde non c'è ragione di temere il vento!
06/07/2026

Quando le radici sono profonde non c'è ragione di temere il vento!

Presso la Mediateca del Museo dell’Emigrazione presentazione del volume ‘Io minatore’. Testimonianze ed esperienze di Lino Lepri.

04/07/2026

📖⛏️ "IO MINATORE": DOMENICA 5 LUGLIO, ORE 17:30

Testimonianze ed esperienze di Lino Lepri prendono forma in un libro nato da un progetto degli alunni della III B dell'IC Sigillo.

Una storia di fatica, dignità e memoria che merita di essere ascoltata. Interverranno l'autore Lino Lepri, Patrizia Biscarini e le istituzioni locali, con la proiezione del video a cura di Caterina Azoitei e Tommaso Bruscolini. Il ricavato sarà devoluto all'IC Sigillo per sostenere progetti didattici. La cittadinanza è invitata a partecipare. 🙏

📍 Mediateca Museo dell'Emigrazione Pietro Conti, via Soprammuro, Gualdo Tadino

La memoria è un bene troppo prezioso per essere sprecato, la storia non si cancella, soprattutto quella degli uomini, de...
03/07/2026

La memoria è un bene troppo prezioso per essere sprecato, la storia non si cancella, soprattutto quella degli uomini, delle loro sofferenze, della loro voglia di riscatto.
Oggi più che mai, mentre nuovi sovranismi si mescolano a rigurgiti di un razzismo che pensavamo di aver sconfitto una volta per tutte, c’è bisogno di raccontare e tramandare le storie di vita di tanti nostri concittadini e conterranei che contribuirono a fare grande il nostro paese ed anche i paesi dove si recarono, vissero, morirono.
Le famose valigie di cartone, infatti, non sono un’invenzione, così come non lo sono gli affetti troppe volte spezzati, ieri come oggi non si lasciava la propria terra per divertimento ma per necessità in cerca di una vita migliore, spesso, quasi sempre, senza sapere nemmeno quale sarebbe stato l’approdo. C’era quella grande voglia di inseguire un sogno ma anche e soprattutto un istinto di sopravvivenza, spesso anche la fame, compagna quotidiana di tante famiglie contadine e non solo.
In tanti partirono, in molti non tornarono, si stabilirono definitivamente nel paese che li aveva “accolti”, dove c’era lavoro, quel lavoro tanto cercato e mai trovato in patria che gli aveva dato dignità, opportunità, l’orgoglio di potersi dire con fierezza italiani.

Tratto da Un Angelo in Miniera di Mattioli Sebastien

📖 PRESENTAZIONE EDITORIALE / UN VIAGGIO NELLA MEMORIA ⛏️​Il Museo Regionale dell’Emigrazione "Pietro Conti" è lieto di s...
30/06/2026

📖 PRESENTAZIONE EDITORIALE / UN VIAGGIO NELLA MEMORIA ⛏️
​Il Museo Regionale dell’Emigrazione "Pietro Conti" è lieto di segnalare e ospitare un'iniziativa speciale dedicata alla storia, al sacrificio e alla memoria del nostro territorio.

​🗓 Domenica 5 luglio, ore 17:30
📍 Mediateca del Museo dell’Emigrazione ‘Pietro Conti’ – Gualdo Tadino
​L’Associazione gualdese Gruppo Archeologico Appennino Umbro-Marchigiano (G.A.A.U.M.) presenta il libro:
📘 ‘Io minatore’. Testimonianze ed esperienze di Lino Lepri

​🔍 Il Progetto e il Libro
​Il volume nasce da un intenso progetto scolastico triennale condotto dagli alunni dell'IC Sigillo. Attraverso interviste, poesie, foto e documenti, i ragazzi hanno raccolto e rielaborato la straordinaria testimonianza di Lino Lepri, minatore sigillano che ha vissuto e lavorato in Italia, Francia, Svizzera e nella Repubblica Democratica del Congo.
​Un racconto a più voci che tocca la vita di sacrifici dei minatori emigrati, il legame con la terra d'origine e la devozione a Santa Barbara.

​👉 Un valore aggiunto: Il ricavato della vendita del libro sarà interamente devoluto all’IC Sigillo per finanziare futuri progetti didattici!

​💬 Il Programma dell'Incontro
​Modera: Sebastian Mattioli (Coordinatore locale G.A.A.U.M.)

​Saluti istituzionali: Amministrazione Comunale, Polo Museale, IC Sigillo e G.A.A.U.M.
​Introduzione: Prof.ssa Patrizia Biscarini (referente del progetto)

​Proiezione: Intervista a Lino Lepri curata dagli studenti Caterina Azoitei e Tommaso Bruscolini
​Conclusione: Intervento e testimonianza diretta del minatore Lino Lepri

​Non mancate a questo importante momento di condivisione e riscoperta delle nostre radici. Vi aspettiamo!



L’Associazione gualdese Gruppo Archeologico Appennino Umbro-Marchigiano (GAUUM), domenica 5 luglio, alle h. 17:30, prese...
24/06/2026

L’Associazione gualdese Gruppo Archeologico Appennino Umbro-Marchigiano (GAUUM), domenica 5 luglio, alle h. 17:30, presenta il libro ‘Io minatore’. Testimonianze ed esperienze di Lino Lepri, presso la Mediateca del Museo dell’Emigrazione ‘Pietro Conti’ di Gualdo Tadino. L’incontro, che sarà moderato da Sebastian Mattioli, coordinatore della sede locale del GAUUM, prevede i saluti dell’Amministrazione Comunale, del Polo Museale, dell’IC SIGILLO e dell’associazione organizzatrice che hanno dato i loro patrocini all’evento. All’introduzione della prof.ssa Patrizia Biscarini, referente del progetto scolastico, che ha dopo un triennio, ha prodotto il libro presentato, seguirà la proiezione di un’intervista al minatore Lino Lepri, curata dagli studenti liceali Caterina Azoitei e Tommaso Bruscolini, che alla Scuola Secondaria di I gr. di Sigillo hanno seguito il progetto. L’incontro si concluderà con l’intervento del minatore sigillano. Il libro scaturisce da un progetto scolastico, condotto durante alcune lezioni di Geografia seguito da quindici alunni che, giunti alla classe terza, hanno analizzato il vasto materiale raccolto nei due anni precedenti e hanno rielaborato e realizzato una serie di prodotti (interviste, poesie, articoli, schedatura di documenti, resoconti, fotografie, filmati, presentazioni elettroniche) che è stata in parte riportata e ordinata nel volume. I sette capitoli riferiscono su vari temi e in particolare sulla vita di duri sacrifici dei minatori di Sigillo emigrati in altre zone dell’Italia e all’estero. Fulcro della narrazione è la testimonianza di un minatore sigillano, Lino Lepri, che pazientemente ha incontrato più volte, nel corso del triennio, gli alunni della classe e ha riportato loro le sue molteplici e a volte sorprendenti esperienze lavorative vissute in Italia, in Francia, in Svizzera e nella Repubblica Democratica del Congo. Lino ha raccontato, inoltre, i vissuti di numerosi suoi compagni di lavoro, tra cui il fratello Elio. Dalla metà degli anni Novanta, da quando ha lasciato il lavoro per raggiunti limiti d’età, Lepri, con l’aiuto del fratello e di altri volontari, tra cui Guido Bellucci, attuale presidente del Comitato di S. Barbara, ha organizzato una mostra temporanea con fotografie di varie epoche, documenti, oggetti e strumenti di lavoro, che viene esposta per più giorni intorno al 4 dicembre, in occasione dei festeggiamenti di santa Barbara, patrona dei minatori, in onore della quale è stata costruita negli anni Sessanta una chiesetta a Sigillo. Proprio da questo evento, visitato dalla comunità e dalle scolaresche, è nata l’idea di sviluppare il progetto e di scrivere il libro, non solo con il fine di far conoscere la quotidianità, le difficoltà della vita e la pericolosità del lavoro dei tanti minatori del passato, aggravate dalla lontananza dal luogo natale e dai propri cari, di approfondire la vita e il culto di santa Barbara, ma anche di non disperdere il patrimonio di quanto è esposto in mostra, che si auspica possa diventare permanente ed essere ospitata in futuro in un piccolo museo locale. Il volume, di oltre un centinaio di pagine, ospita pure la proposta di un percorso espositivo permanente; un catalogo fotografico di una parte dei documenti esposti nella “Mostra di Santa Barbara” tenuta a Sigillo; un elenco, seppur non esaustivo dei minatori sigillani, soprattutto del XX secolo; la descrizione di audiovisivi. Il ricavato della vendita del libro sarà devoluto all’IC Sigillo per promuovere azioni e progetti didattici.

Un Angelo in Miniera Mattioli Sebastien

🟥L'ACCORDO INFERNALEIl 23 giugno 1946 viene firmato a Roma il protocollo italo-belga per il trasferimento di 50.000 mina...
23/06/2026

🟥L'ACCORDO INFERNALE

Il 23 giugno 1946 viene firmato a Roma il protocollo italo-belga per il trasferimento di 50.000 minatori italiani in Belgio. In cambio il governo belga si impegna a vendere mensilmente all’Italia un minimo di 2.500 tonnellate di carbone ogni 1.000 minatori immigrati. La manodopera non doveva avere più di 35 anni e gli invii riguardavano 2.000 persone alla volta (per settimana). Il contratto prevedeva 5 anni di miniera, con l’obbligo tassativo, pena l’arresto, di farne almeno uno.
Le pattuizioni tra i due governi erano dettagliate e minuziose in merito al reclutamento e allo spostamento dei lavoratori, ma nulla fu mai scritto relativamente ai loro diritti, alla loro salute e sicurezza. E infatti in miniera i morti saranno migliaia.
A causa di un errore umano, l’8 agosto 1956 il Belgio viene scosso da una tragedia senza precedenti.
Un incendio, scoppiato in uno dei pozzi della miniera di carbon fossile di Bois du Cazier, causa la morte di 262 persone di dodici diverse nazionalità: 136 sono i minatori italiani (tra il 1946 e il 1956 più di 140mila italiani emigreranno in Belgio; l’accordo fra le due nazioni prevedeva l’esportazione da parte dell’Italia di 2mila uomini a settimana in cambio di 200 chilogrammi di carbone al giorno per ogni minatore).
Una sola parola: inferno, scriverà Gianluigi Bragantin sulle pagine di Lavoro venti giorni dopo la strage.

Un Angelo in Miniera Mattioli Sebastien


☀️😊
17/02/2026

☀️😊

*Invito*  📚 *Presentazione del libro "Per un sacco di carbone - Ieri e oggi"* 📚  *Giovedì 6 marzo alle 16:30*, vi inviti...
06/03/2025

*Invito*

📚 *Presentazione del libro "Per un sacco di carbone - Ieri e oggi"* 📚

*Giovedì 6 marzo alle 16:30*, vi invitiamo a Gualdo Tadino presso la *Mediateca del Museo Regionale dell’Emigrazione Pietro Conti*, per la presentazione della riedizione aggiornata del libro di Maria Laura Franciosi.

Il libro racconta la tragica strage alla miniera *Bois du Cazier di Marcinelle* (1956), che ha causato la morte di *262 persone*, di cui *136 italiani*.

Una riflessione sul sacrificio, le difficili condizioni di vita dei minatori e la lotta per la dignità del lavoro. Durante l'evento, l'autrice dialogherà con il *dott. Matteo Bracciali*, Vice Presidente della Federazione *ACLI Internazionali*.

Per tutti gli appassionati di storia dell’emigrazione italiana è previsto dalle *15.00 alle 16.30* l’ingresso libero al *Museo Regionale dell'Emigrazione Pietro Conti*. 🏛️

Un'occasione imperdibile per scoprire storie di sacrificio, integrazione e speranza. *Non mancare!*

*Iniziativa promossa da:*
Comune di Gualdo Tadino
Museo Regionale dell’Emigrazione Pietro Conti
Acli – Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani

Indirizzo

Gualdo Tadino
06023

Telefono

+393408278949

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