25/09/2026
Dopo 50 ANNI trascorsi dietro un banco di farmacia, ho capito che il mestiere non si impara solo sui libri. Si impara osservando le persone, ascoltando il silenzio tra una domanda e l’altra, sbagliando di persona. Se oggi avessi davanti un giovane farmacista, non gli parlerei subito di prodotti o protocolli, ma gli consegnerei queste 10 regole. Non come verità assolute, ma come bussola. La 1ª regola è ricordare ogni giorno che davanti a te non hai mai un cliente, ma una persona. Anche quando chiede “solo un prodotto”, dietro quella richiesta c’è sempre una storia, un dubbio, una paura o una speranza. Se dimentichi questo, diventi un distributore. Se lo ricordi, resti un farmacista. La 2º regola è ascoltare più di quanto parli. L’ascolto non è tempo perso, è tempo investito.
La 3ª regola è non avere paura di dire “non lo so”. La credibilità non nasce dall’onniscienza, ma dall’onestà. Un farmacista che ammette un limite e promette di informarsi è molto più autorevole di uno che improvvisa. La 4ª regola è non vendere mai qualcosa che non consiglieresti a una persona che ami. Il banco è un luogo di fiducia. La 5ª regola è studiare continuamente, ma soprattutto osservare. Le persone ti insegnano più dei manuali. La 6ª regola è capire che la farmacia non è solo ciò che fai, ma come lo fai. Il tono della voce, uno sguardo, un gesto di attenzione restano impressi molto più del nome del prodotto consigliato.La 7ª regola è non abituarti mai alla routine. Quando tutto diventa automatico, smetti di essere presente.L’8ª regola è rispettare il tuo ruolo. Non sei un commesso o un influencer, sei un professionista della salute di prossimità.La 9ª regola è ricordare che la fiducia si costruisce nel tempo, ma si perde in un attimo. La 10ª regola, la più importante, è non dimenticare mai perché hai scelto questo mestiere. Nei giorni difficili, quando sei stanco, sotto pressione o deluso, torna a quella motivazione. Se custodisci queste 10 regole, anche dopo 50 anni, questo resta uno dei mestieri più belli che esistano. Dott. Annamaria Carbone