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28/10/2026

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PARCHEGGI A LECCE, RISPONDIAMO ALLA SINDACALa Sindaca Poli Bortone ha risposto al CODACONS sulla delibera che istituisce...
24/10/2026

PARCHEGGI A LECCE, RISPONDIAMO ALLA SINDACA
La Sindaca Poli Bortone ha risposto al CODACONS sulla delibera che istituisce la Zona di Particolare Rilevanza Urbanistica. Nel ringraziarla per l'attenzione che ci ha dedicato possiamo solo dire che abbiamo letto le sue dichiarazioni e poi abbiamo fatto una cosa che evidentemente in Comune non si aspettavano. Abbiamo letto anche la delibera.
“Il CODACONS non ha mai chiesto di essere ascoltato”
Abbiamo chiesto il ritiro della delibera, che è il modo più chiaro per dire che vogliamo essere ascoltati. E nello stesso articolo la Sindaca ricorda che nel gennaio 2025 avevamo presentato osservazioni al PUMS. Per essere un’associazione che non vuole essere ascoltata, parliamo parecchio.
“La delibera non trasforma la zona in parcheggi a pagamento”
Vero, oggi nessuna strada diventa a pagamento. La delibera fa di meglio. Cancella in tutto l’abitato l’obbligo di legge di lasciare stalli gratuiti vicino a quelli a pagamento.
“Non vogliamo moltiplicare le strisce blu”
Oggi le zone che si prevede di far pagare sono più piccole della Zona di Particolare Rilevanza Urbanistica. Ma domani la Giunta potrà istituire nuove strisce blu in qualunque strada della zona senza lasciare stalli gratuiti vicini, senza dover spiegare perché proprio lì e senza aggiornare dati vecchi di anni.
“Abbiamo solo applicato il Codice della Strada”
Il Codice consente di non garantire stalli gratuiti solo dove ci sono condizioni di traffico particolari. Queste condizioni non sono uguali ovunque, eppure il Comune ha messo dentro tutto. Un’eccezione estesa a tutto l’abitato smette di essere un’eccezione e diventa la regola.
“Tuteliamo i residenti”
Gli stalli riservati ai residenti sono rinviati a “separati provvedimenti”, senza una data. Oggi i residenti perdono la garanzia degli stalli gratuiti e in cambio ricevono una promessa. Una specie di tutela a rate.
“Ci sono i parcheggi di interscambio”
Nelle sole ore di punta di un giorno feriale entrano a Lecce circa 40.000 auto. Lo dicono i dati che il Comune ha messo a fondamento della delibera. La Sindaca risponde con 900 posti di interscambio, più 220 vicino all’ospedale che però, parole sue, “arriveranno prossimamente”. Intanto la Relazione allegata alla delibera ammette che gran parte dei nuovi parcheggi di interscambio è ancora “in realizzazione o di progetto”, mentre la vernice per le strisce blu è già pronta. E un parcheggio in periferia non è il posto gratuito vicino casa che la legge impone.
“Il trasporto pubblico è stato potenziato”
Il trasporto pubblico da potenziare è quello che collega Lecce ai comuni vicini. Secondo la stessa delibera oggi è sostanzialmente irrilevante, perché manca un sistema integrato ed efficace. Quando la Sindaca parla ai giornali e quando la Giunta scrive le delibere, sembrano due città diverse.
LA NOSTRA PROPOSTA ALLA SINDACA
Se davvero il Comune non vuole trasformare i quartieri in parcheggi a pagamento, è semplice. Incrementi il trasporto pubblico anche attraverso una seria interlocuzione con i comuni limitrofi, attui una seria politica di intermodalità, elimini la ZPRU, svolga una adeguata analisi dei flussi eliminando i nodi di congestione delle auto nel centro cittadino ed avvii solo in ultimo un adeguato piano parcheggi con le garanzie di riserva previste dal codice mantenendo l’obbligo di stalli gratuiti oltre la circonvallazione. Bastano poche righe in una nuova delibera. Se le rassicurazioni sono sincere, il codacons é pronto a fare la sua parte.

Si allega articolo apparso oggi su quotidiano Quotidiano di Puglia

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COMUNICATO STAMPA DEL 21/10/2026A LECCE ANCHE LA PERIFERIA DIVENTA “ZONA DI RILEVANZA URBANISTICA”. MA SOLO QUANDO C’È D...
22/10/2026

COMUNICATO STAMPA DEL 21/10/2026

A LECCE ANCHE LA PERIFERIA DIVENTA “ZONA DI RILEVANZA URBANISTICA”.
MA SOLO QUANDO C’È DA PAGARE

IN CITTÀ L’UNICA MOBILITÀ CHE FUNZIONA È QUELLA DEI SOLDI
DALLE TASCHE DEI CITTADINI ALLE CASSE DEL COMUNE

Con la famigerata delibera di settembre il Comune di Lecce, incomprensibilmente, ha dichiarato zona di particolare rilevanza urbanistica quasi tutta la città consolidata, praticamente fino alle tangenziali. Non è un dettaglio tecnico, perché in base al Codice della strada, chi istituisce la sosta a pagamento deve lasciare nelle vicinanze adeguate aree di sosta libera. Solo nelle zone di particolare rilevanza urbanistica il Comune può derogare a quest’obbligo. Estendendo quella qualifica a quasi tutto l’abitato, il Comune ha trasformato l’eccezione in regola e si è liberato dell’obbligo di garantire parcheggi gratuiti.

Le conseguenze sono note a tutti. Gli stalli a pagamento passeranno da circa 6.700 a oltre 12.000. La tariffa della zona blu subirà un forte inasprimento. Nelle zone centrali si pagherà anche la domenica. Le strisce blu arriveranno nei quartieri residenziali oltre la circonvallazione, dove oggi la sosta è libera.

Il risultato sarà un vero e proprio salasso, che graverà soprattutto su due categorie. La prima sono i residenti dei quartieri dove oggi si parcheggia gratis sotto casa e che domani dovranno pagare un abbonamento solo per lasciare l’auto vicino alla propria abitazione. La seconda sono i lavoratori che ogni giorno arrivano a Lecce dalla provincia, senza un trasporto pubblico che li porti in città in tempi ragionevoli. Per loro otto ore di sosta diventeranno una seconda tassa sul lavoro, da pagare ogni giorno. A questo vanno aggiunte le sanzioni per i ticket scaduti, destinate a crescere con l’estensione dei controlli a tutta la città.
Tutto ciò arriva in un momento in cui le famiglie fanno già i conti con un’inflazione che ha eroso il potere d’acquisto, con stipendi fermi da anni e con un costo della vita ormai fuori controllo.
Una scelta del genere può nascere soltanto da un’amministrazione che non ha idea di come vive la gente normale, di chi esce di casa per un turno in ufficio o in negozio, di chi non può permettersi di lasciare l’auto in un parcheggio di interscambio che ancora non esiste.

Il meccanismo messo in campo dal Comune è ormai noto ed è sempre lo stesso. Si annunciano in p***a magna interventi sulla mobilità alternativa, grandi potenziamenti del trasporto pubblico, piani che risolverebbero i problemi di Città del Messico, figuriamoci quelli di Lecce. Nel frattempo si inizia col mettere le mani nelle tasche dei cittadini. La deroga all’obbligo di parcheggi gratuiti scatta per prima. I parcheggi di interscambio sono in gran parte “in realizzazione o di progetto”, e comunque anch’essi a pagamento. Il potenziamento del trasporto pubblico è rinviato a un futuro indefinito. Intanto le famiglie, i lavoratori pendolari e i residenti iniziano a pagare.

Non è la prima volta. Le stesse promesse furono fatte venticinque anni fa, quando in città iniziarono a diffondersi i parcometri, in un incontro tra la stessa Sindaca di oggi, i massimi dirigenti dell’ACI e i rappresentanti del Codacons di Lecce. Da allora il tempo sembra essersi fermato: i parcometri sono rimasti, le alternative non si sono viste. Allora qualcuno disse che la colpa era del Commissario Mario Ciclosi. Oggi di chi è?

In tutti questi anni il traffico cittadino è passato da un caos che aveva almeno una parvenza di organizzazione al caos e basta. Le scelte di mobilità urbana sembrano frutto più di una creatività improvvisata e priva di buon senso che di un disegno coerente di gestione dei flussi. Il trasporto pubblico rincorre le emergenze invece di governare l’enorme mole di traffico che investe Lecce ogni giorno. E le soluzioni sono sempre le stesse e vanno sempre nella stessa direzione: tassare i cittadini. Si ascolta la voce di alcuni, in primo luogo dei commercianti. Si istituiscono tavoli permanenti che hanno il sapore del contentino, ma da cui restano fuori proprio coloro che le conseguenze di queste scelte le subiscono, i cittadini per l’appunto.

Il Comune ritiri immediatamente la delibera 359/2026 e avvii un confronto serio con la città, con tutta la città. Prima inizi a realizzare i progetti tanto annunciati, che oggi restano soltanto promesse, come i parcheggi di interscambio, un trasporto pubblico efficiente e la mobilità alternativa. Solo dopo si potrà discutere di nuove tariffe o di nuove zone a pagamento, e sempre garantendo il buon senso e un’adeguata dotazione di stalli liberi e gratuiti. Solo così si faranno gli interessi dei cittadini. Di tutti, non di una parte.

Codacons Lecce
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