22/10/2026
COMUNICATO STAMPA DEL 21/10/2026
A LECCE ANCHE LA PERIFERIA DIVENTA “ZONA DI RILEVANZA URBANISTICA”.
MA SOLO QUANDO C’È DA PAGARE
IN CITTÀ L’UNICA MOBILITÀ CHE FUNZIONA È QUELLA DEI SOLDI
DALLE TASCHE DEI CITTADINI ALLE CASSE DEL COMUNE
Con la famigerata delibera di settembre il Comune di Lecce, incomprensibilmente, ha dichiarato zona di particolare rilevanza urbanistica quasi tutta la città consolidata, praticamente fino alle tangenziali. Non è un dettaglio tecnico, perché in base al Codice della strada, chi istituisce la sosta a pagamento deve lasciare nelle vicinanze adeguate aree di sosta libera. Solo nelle zone di particolare rilevanza urbanistica il Comune può derogare a quest’obbligo. Estendendo quella qualifica a quasi tutto l’abitato, il Comune ha trasformato l’eccezione in regola e si è liberato dell’obbligo di garantire parcheggi gratuiti.
Le conseguenze sono note a tutti. Gli stalli a pagamento passeranno da circa 6.700 a oltre 12.000. La tariffa della zona blu subirà un forte inasprimento. Nelle zone centrali si pagherà anche la domenica. Le strisce blu arriveranno nei quartieri residenziali oltre la circonvallazione, dove oggi la sosta è libera.
Il risultato sarà un vero e proprio salasso, che graverà soprattutto su due categorie. La prima sono i residenti dei quartieri dove oggi si parcheggia gratis sotto casa e che domani dovranno pagare un abbonamento solo per lasciare l’auto vicino alla propria abitazione. La seconda sono i lavoratori che ogni giorno arrivano a Lecce dalla provincia, senza un trasporto pubblico che li porti in città in tempi ragionevoli. Per loro otto ore di sosta diventeranno una seconda tassa sul lavoro, da pagare ogni giorno. A questo vanno aggiunte le sanzioni per i ticket scaduti, destinate a crescere con l’estensione dei controlli a tutta la città.
Tutto ciò arriva in un momento in cui le famiglie fanno già i conti con un’inflazione che ha eroso il potere d’acquisto, con stipendi fermi da anni e con un costo della vita ormai fuori controllo.
Una scelta del genere può nascere soltanto da un’amministrazione che non ha idea di come vive la gente normale, di chi esce di casa per un turno in ufficio o in negozio, di chi non può permettersi di lasciare l’auto in un parcheggio di interscambio che ancora non esiste.
Il meccanismo messo in campo dal Comune è ormai noto ed è sempre lo stesso. Si annunciano in p***a magna interventi sulla mobilità alternativa, grandi potenziamenti del trasporto pubblico, piani che risolverebbero i problemi di Città del Messico, figuriamoci quelli di Lecce. Nel frattempo si inizia col mettere le mani nelle tasche dei cittadini. La deroga all’obbligo di parcheggi gratuiti scatta per prima. I parcheggi di interscambio sono in gran parte “in realizzazione o di progetto”, e comunque anch’essi a pagamento. Il potenziamento del trasporto pubblico è rinviato a un futuro indefinito. Intanto le famiglie, i lavoratori pendolari e i residenti iniziano a pagare.
Non è la prima volta. Le stesse promesse furono fatte venticinque anni fa, quando in città iniziarono a diffondersi i parcometri, in un incontro tra la stessa Sindaca di oggi, i massimi dirigenti dell’ACI e i rappresentanti del Codacons di Lecce. Da allora il tempo sembra essersi fermato: i parcometri sono rimasti, le alternative non si sono viste. Allora qualcuno disse che la colpa era del Commissario Mario Ciclosi. Oggi di chi è?
In tutti questi anni il traffico cittadino è passato da un caos che aveva almeno una parvenza di organizzazione al caos e basta. Le scelte di mobilità urbana sembrano frutto più di una creatività improvvisata e priva di buon senso che di un disegno coerente di gestione dei flussi. Il trasporto pubblico rincorre le emergenze invece di governare l’enorme mole di traffico che investe Lecce ogni giorno. E le soluzioni sono sempre le stesse e vanno sempre nella stessa direzione: tassare i cittadini. Si ascolta la voce di alcuni, in primo luogo dei commercianti. Si istituiscono tavoli permanenti che hanno il sapore del contentino, ma da cui restano fuori proprio coloro che le conseguenze di queste scelte le subiscono, i cittadini per l’appunto.
Il Comune ritiri immediatamente la delibera 359/2026 e avvii un confronto serio con la città, con tutta la città. Prima inizi a realizzare i progetti tanto annunciati, che oggi restano soltanto promesse, come i parcheggi di interscambio, un trasporto pubblico efficiente e la mobilità alternativa. Solo dopo si potrà discutere di nuove tariffe o di nuove zone a pagamento, e sempre garantendo il buon senso e un’adeguata dotazione di stalli liberi e gratuiti. Solo così si faranno gli interessi dei cittadini. Di tutti, non di una parte.
Codacons Lecce
Il responsabile delle Sede
Avv. Cristian Marchello