24/03/2026
Noi crediamo sia tempo di ridare lustro e giustizia a questi valori.
"Ti insegnano a non aiutare": perché il gesto di Kim Le Court durante l’incidente alla Milano-Sanremo è così straordinario.
La Milano-Sanremo femminile è stata segnata da una caduta gravissima avvenuta nella discesa dalla Cipressa, un momento agghiacciante che ha scosso atlete, staff e tifosi. In mezzo a questa scena drammatica, però, è emerso un gesto di solidarietà che ha colpito particolarmente: quello di Kim Le Court, che ha prontamente assistito la sua avversaria Katarzyna Niewiadoma. Un comportamento che, come spiega l’ex ciclista e ora giornalista Marijn de Vries, va ben oltre le semplici regole sportive e rappresenta un’eccezione preziosa in un contesto dove spesso si insegna ai corridori a non fermarsi.
Intervenendo nel podcast Vlammen, De Vries ha ricordato la prima volta che si è trovata di fronte a un incidente simile, durante il Tour del Gelderland: "Ricordo benissimo quell’impatto tremendo. Non sono caduta, ma ero proprio dietro a dove è avvenuto".
Nonostante il primo istinto naturale di un ciclista possa essere quello di fermarsi per aiutare un compagno o una compagna in difficoltà, questo viene rapidamente dimenticato. "È qualcosa di davvero strano – spiega De Vries – perché non voler aiutare non è naturale, eppure ci viene inculcato quando diventi un ciclista. La priorità diventa subito quella di rimettersi in sella il prima possibile, perché non hai alcun motivo di rimanere lì. Devi anzi esser grato se sei riuscito a cavartela illeso e a tornare nel gruppo".
Dietro questa reticenza c’è anche un motivo pratico fondamentale: la presenza di un’ambulanza con medici specializzati che si occupano dei feriti. Cercare di aiutare da soli può rivelarsi controproducente, se non pericoloso. Tuttavia, nella Milano-Sanremo femminile, la scena di Kim Le Court che soccorre Niewiadoma ha dimostrato che alcuni corridori riescono a mettere da parte questa “educazione” e a rispondere con umanità al dolore dell’avversario.
Questo episodio mette in luce un aspetto spesso nascosto del ciclismo professionistico: nonostante la forte competitività e la pressione per continuare la gara, permane un legame profondo tra i corridori fatto di rispetto e solidarietà. Il gesto di Kim Le Court non è solo un atto di assistenza immediata, ma un richiamo all’umanità che dovrebbe animare ogni sportivo. In un mondo dove si corre sempre più veloce, fermarsi per aiutare diventa così un gesto coraggioso, raro e prezioso.