03/07/2025
“Posso dare un’occhiata?”
entra curiosa, non è mai stata qui. Mentre cammina tra gli scaffali, noto che fissa perplessa quel curioso oggetto colorato con la forma di una conchiglia capovolta.
Nello sguardo c’è chiaramente scritto: “A cosa servirà questo?”
Le racconto che si chiama Bilibo.
Un gioco senza istruzioni, senza luci, suoni o regole. Solo una forma, pronta per essere esplorata.
Lei annuisce, ma si vede che è ancora scettica.
Per fortuna oggi ho un piccolo aiutante al seguito che non se lo fa ripetere due volte...
afferra il Bilibo, ci si infila dentro in un secondo, inizia a dondolarsi, poi lo gira, lo spinge, lo indossa, lo riempie di pupazzi. Lo trasforma in una barca, in uno scudo, in una montagna da scalare. Ride, sperimenta, inventa.
La cliente lo guarda, poi guarda me.
Sorride.
Bilibo è questo: un gioco che non ha bisogno di spiegazioni.
I bambini sanno subito cosa farci.
È un oggetto semplice, ma anche il più straordinario quando passa attraverso lo sguardo dell’immaginazione.
Ed è resistente, sicuro, riciclabile.
Non si rompe, non si scarica, non si limita.
Basta solo un bambino... e inizia l’avventura.