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Doctus Consulting supporta aziende nella gestione strategica della supply chain internazionale, integrando procurement, logistica e compliance per trasformare la complessità operativa in vantaggio competitivo.

CBAM 2026: 6 errori operativi che stanno bloccando import UE (e come risolverli subito)Molte aziende pensano di essere p...
10/03/2026

CBAM 2026: 6 errori operativi che stanno bloccando import UE (e come risolverli subito)

Molte aziende pensano di essere pronte per il CBAM definitivo.
Nelle ultime settimane sto lavorando con diversi importatori UE sulla preparazione operativa al CBAM 2026.
In quasi tutti i casi emergono le stesse criticità.

Il problema non è la norma.
È gestire dati, fornitori e flussi doganali.

Dal 1° gennaio 2026, gli errori fatti oggi possono trasformarsi in:
• costi extra sui certificati CBAM
• default values potenzialmente più penalizzanti delle emissioni reali
• rischi concreti di contestazione o blocco operativo

Questi sono i 6 errori operativi più frequenti che sto osservando:
⚠️ dati emissioni inutilizzabili
⚠️ disallineamento tra CBAM e documenti doganali
⚠️ uso eccessivo dei default values
⚠️ contratti senza clausole CBAM
⚠️ mancanza di coordinamento interno
⚠️ assenza di status Authorised CBAM Declarant

➡️ Il CBAM non è più solo sostenibilità.
Sta diventando una vera disciplina di trade compliance.

Approfondimento qui:
https://doctusconsulting.com/blog-detail/post/310331/cbam-2026:-6-errori-operativi-che-stanno-bloccando-import-ue-(e-come-risolverli-subito)

Domanda per chi importa in UE:
qual è oggi il problema CBAM più difficile nella vostra supply chain?

Se vi state preparando al regime definitivo scrivetemi “CBAM” nei commenti o in DM e vi invio la checklist.

CBAM sta cambiando i contratti con i fornitori extra-UE. Ecco come, in sintesi.Con la fine della fase transitoria del CB...
05/03/2026

CBAM sta cambiando i contratti con i fornitori extra-UE. Ecco come, in sintesi.

Con la fine della fase transitoria del CBAM nel 2026, la vera trasformazione non riguarda solo le dichiarazioni sulle emissioni, ma le clausole contrattuali lungo tutta la supply chain internazionale.

Dal 1° gennaio 2026 entra infatti nella fase definitiva: gli importatori UE dei settori coperti dovranno dichiarare emissioni incorporate verificate e, a partire dal 2027, restituire i certificati CBAM relativi alle importazioni del 2026.

Il vero impatto? Si sposta il rischio lungo la supply chain. Non basta più prezzo, qualità e tempi di consegna: ora conta l’impronta carbonica verificabile.

Molte aziende stanno già rivedendo i contratti con clausole dedicate:
- Obbligo per il fornitore di fornire dati emissioni per impianto (Scope 1 obbligatorio, Scope 2 applicabile a specifiche categorie, es. alluminio ed elettricità, secondo metodologia CBAM), non medie aziendali
- Documentazione processo produttivo + fonte energetica
- Verifica third-party accreditata (richiesta in regime definitivo per l’utilizzo dei valori actual verificati; i default values restano possibili ma molto più penalizzanti)
- Prova pagamento carbon price nel paese d’origine (per deduzione)
- Supplier Declaration periodica, spesso allegata come allegato vincolante

Clausole emergenti più diffuse:
- Clausole di price adjustment se le emissioni superano la soglia concordata
- Obbligo aggiornamento dati ambientali (es. cambio fonte energetica)
- Responsabilità/rivalsa per dati incompleti o errati

Due modelli principali:
1. Data-driven: audit, vendor qualification su emissioni, Supplier Declaration integrata (più usato in catene complesse)
2. Price-adjustment: garanzie max emissioni + adeguamenti automatici (più pratico con molti fornitori)

Coordinamento critico: dati CBAM devono allinearsi con fatture, packing list e dichiarazioni doganali.

In breve: il fornitore non vende più solo il prodotto, ma anche i dati conformi per evitare costi extra in UE.

Chi anticipa queste revisioni contrattuali riduce incertezza sui costi, seleziona partner più solidi e trasforma la compliance in vantaggio competitivo.

State già integrando clausole CBAM nei vostri contratti extra-UE? Condividete esperienze nei commenti!

-> L’articolo completo è disponibile qui:
https://doctusconsulting.com/blog-detail/post/307139/cbam-e-supply-chain:-come-cambiano-i-contratti-con-i-fornitori-extra-ue

-> Per chi sta preparando la fase definitiva del CBAM, ho preparato anche una checklist operativa gratuita:
https://doctusconsulting.com/checklist-cbam-2026

-> Nel prossimo articolo entrerò nella parte più operativa: gli errori CBAM che vedo più spesso tra importatori e fornitori extra-UE — e come evitarli prima del 2026.

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Certificati CBAM: cosa sono, come funzionano e perché incidono sui costi di importazione.Dal 2026 il CBAM non è più solo...
17/02/2026

Certificati CBAM: cosa sono, come funzionano e perché incidono sui costi di importazione.

Dal 2026 il CBAM non è più solo un tema normativo.
Diventa una variabile economica reale per chi importa.

Ogni certificato CBAM rappresenta 1 tonnellata di CO₂ incorporata nelle merci importate e il suo valore segue il mercato europeo ETS.

Questo ha conseguenze concrete:
👉 il costo non dipende più solo dal prezzo del prodotto
👉 conta come e dove viene prodotto
👉 il carbonio entra nel conto economico

Di fatto, il CBAM introduce una nuova voce strutturale:
il costo della CO₂ incorporata nelle importazioni.

Un esempio semplice:
100 tonnellate di acciaio con intensità carbonica di 2 tCO₂/t = 200 certificati CBAM.
Con un ETS indicativo di 80€, il costo stimato sarebbe circa 16.000€ (valore illustrativo).
Due fornitori con lo stesso prezzo possono quindi generare costi molto diversi.

Per questo il CBAM non è solo compliance:
sta già influenzando sourcing, budgeting e supply chain.

📅 Importazioni 2026:
• acquisto certificati dal 2027
• prima dichiarazione entro il 30 settembre 2027
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📥 Checklist operativa CBAM 2026
https://doctusconsulting.com/checklist-cbam-2026
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🎯 In sintesi
Il carbonio diventa una variabile industriale.
Chi struttura oggi dati e fornitori arriverà al 2027 con un vantaggio competitivo reale.

👉 Prossimo articolo
CBAM e supply chain — come cambiano i contratti con i fornitori extra-UE.

📖 Approfondimento completo nell’articolo sul sito: https://doctusconsulting.com/blog

La trattativa oggettiva rappresenta un approccio strategico e razionale nella gestione dei negoziati, basato sulla ricer...
09/01/2024

La trattativa oggettiva rappresenta un approccio strategico e razionale nella gestione dei negoziati, basato sulla ricerca di soluzioni che soddisfino gli interessi di tutte le parti coinvolte. A differenza di una trattativa più tradizionale, incentrata sulla posizione delle parti e spesso caratterizzata da un confronto di volontà, la trattativa oggettiva si concentra sulla collaborazione e sulla creazione di valore reciproco.
In una trattativa oggettiva, le parti coinvolte cercano di identificare gli interessi sottostanti che guidano le loro posizioni. Questo approccio mira a trovare soluzioni creative che risolvano i problemi e soddisfino i bisogni di entrambe le parti. La chiave di questo processo è la comunicazione aperta e trasparente, che favorisce la comprensione reciproca e la costruzione di fiducia.
Nella trattativa oggettiva, le parti coinvolte cercano di evitare posizioni rigide e adottano un atteggiamento flessibile. La ricerca di soluzioni basate sugli interessi comuni può portare a accordi più duraturi e soddisfacenti per tutte le parti. Inoltre, questo approccio promuove la gestione consapevole dei conflitti, trasformandoli in opportunità di miglioramento e crescita.
Un elemento fondamentale della trattativa oggettiva è la preparazione accurata. Le parti devono investigare e comprendere appieno i propri interessi e quelli dell'altra parte, identificando possibili aree di convergenza. Questo processo richiede un approccio analitico e la volontà di esplorare opzioni al di là delle posizioni iniziali.
In sintesi, la trattativa oggettiva è un approccio collaborativo e orientato alla creazione di valore nei negoziati. Favorisce la costruzione di relazioni a lungo termine, basate sulla comprensione reciproca e sulla soddisfazione degli interessi delle parti coinvolte. Nell'ambito aziendale e delle relazioni interpersonali, l'adozione di questo approccio può portare a risultati positivi, promuovendo un clima di cooperazione e stimolando la crescita e lo sviluppo sostenibile.

Il consolidamento degli acquisti rappresenta una strategia aziendale finalizzata a ottimizzare le spese e migliorare l'e...
27/12/2023

Il consolidamento degli acquisti rappresenta una strategia aziendale finalizzata a ottimizzare le spese e migliorare l'efficienza operativa. Questa pratica coinvolge l'aggregazione di acquisti simili o complementari al fine di ottenere vantaggi economici e operativi. Consolidare gli acquisti consente alle aziende di negoziare prezzi più favorevoli con i fornitori, riducendo i costi complessivi e migliorando la redditività. Inoltre, semplifica la gestione degli approvvigionamenti, consentendo un maggiore controllo e una migliore visibilità sulle attività di acquisto. Questa strategia è particolarmente vantaggiosa per le aziende con diverse unità operative o filiali, consentendo una gestione centralizzata degli acquisti. In un contesto di mercato competitivo, il consolidamento degli acquisti emerge come una pratica chiave per promuovere la sostenibilità finanziaria e stimolare la crescita aziendale.

Vendor ratingContrariamente alla vendor selection, attività volta valutare e confrontare alternative di fornitura di una...
10/09/2023

Vendor rating
Contrariamente alla vendor selection, attività volta valutare e confrontare alternative di fornitura di una stessa categoria merceologica al fine di pre-qualificare un insieme ristretto di soggetti ritenuti più adeguati per soddisfare le esigenze dell’azienda, il vendor rating è una invece una valutazione globale e comparativa delle alternative di fornitura selezionate in fase di selezione, che permette di ottenere una “classifica” di preferenze. Il vendor rating è finalizzato alla misurazione e monitoraggio delle prestazioni effettive dei fornitori attivi, al fine di valutarne la competitività e di tutelarsi dai rischi a cui le cattive performance espongono. Questo tipo di valutazione permette, rendendo i fornitori interessati consapevoli, di prevenire il manifestarsi di problemi, supportando il processo decisionale alla base della gestione della relazione con i fornitori.
Questo potente strumento è presente nella tua Azienda? Vuoi saperne di più? Chiama senza impegno lo 0412030750 o scrivi a [email protected] e scopri se e come possiamo aiutare la tua Azienda!

04/09/2023

Incoterms: Guida Essenziale alla Scelta Negli Scambi Internazionali

Gli Incoterms, abbreviazione di "International Commercial Terms" (Termini Commerciali Internazionali), sono norme universalmente riconosciute che stabiliscono le responsabilità tra venditori e acquirenti nelle transazioni internazionali. Definiscono la distribuzione dei costi, rischi e obblighi legati alla consegna delle merci. Navigare tra gli Incoterms richiede comprensione e attenzione, poiché la scelta errata può influenzare la redditività e l'efficienza dell'intera operazione.
Per selezionare l'Incoterm appropriato, considera:
1. Natura delle Merci: Il tipo di merce influenza la scelta dell'Incoterm. Ad esempio, merci delicate richiedono cure speciali durante il trasporto.
2. Destinazione e Trasporto: Il mezzo di trasporto e la destinazione finale influenzano la scelta dell'Incoterm. Alcuni sono più idonei al trasporto marittimo, mentre altri si adattano al trasporto aereo o terrestre.
3. Costi e Rischi: Valuta chi assume i costi e i rischi. Alcuni Incoterms trasferiscono la responsabilità all'acquirente prima, mentre altri lo fanno successivamente.
4. Esigenze del Cliente: Adatta gli Incoterms alle necessità del cliente. Alcuni clienti possono preferire termini specifici per facilitare il loro processo logistico.
5. Competenza: Scegli Incoterms in linea con la competenza del tuo team per gestire aspetti logistici e burocratici.
Ecco alcune distinzioni tra Incoterms comuni:
• DAP (Delivered at Place): Il venditore consegna al luogo di destinazione, trasferendo costi e rischi all'acquirente.
• FCA (Free Carrier): Il venditore consegna al vettore o luogo specificato, con l'acquirente che assume costi e rischi.
• EXW (Ex Works): Il venditore mette le merci a disposizione, con l'acquirente che gestisce costi e rischi di trasporto.
• DDP (Delivered Duty Paid): Il venditore copre costi e rischi, consegnando le merci all'acquirente compresi i dazi.
Gli Incoterms rappresentano un aspetto cruciale del commercio internazionale. Scegliere il termine sbagliato può avere impatti significativi. Comprendere le opzioni disponibili, insieme a una valutazione accurata delle esigenze commerciali, può portare a transazioni più fluide e redditizie. Per ulteriori informazioni e supporto, ti invitiamo a contattarci a [email protected].
In breve, gli Incoterms fungono da bussola per la logistica e le relazioni commerciali internazionali, con la scelta adeguata che conduce a un viaggio commerciale di successo.

Cost savings vs. cost avoidanceI cost savings sono di solito costituiti da: • Risparmi annuali sui prodotti/servizi ripe...
23/08/2023

Cost savings vs. cost avoidance
I cost savings sono di solito costituiti da:
• Risparmi annuali sui prodotti/servizi ripetitivi
• Azioni che possono essere tracciate ed evidenziate direttamente sul Conto Economico
• Una riduzione diretta di spesa dovuta, per esempio, a un cambiamento nel processo o nella tecnologia
Sono intesi come riduzioni tangibili a livello di bilancio: soldi che possono essere tolti dal budget o reinvestiti.
Il «cost avoidance» è più difficile da definire e quantificare. Alcuni esempi:
• Evitare o dilazionare una richiesta di aumento da parte del fornitore
• Ottenere un prezzo d’acquisto più basso rispetto a quanto quotato inizialmente
• Ottenere servizi aggiuntivi al contratto
• Stipulare contratti a lungo termine con clausole di protezione del prezzo
• Introdurre un nuovo prodotto o componente a costi più bassi rispetto al precedente
• Negoziare un incremento di costo più basso rispetto all’incremento dell’indice di mercato
Tali azioni non hanno impatto diretto sul Conto Economico e non risultano in modo tangibile come risparmio sul budget di spesa.
Una sfida importante per la Direzione Acquisti è quantificare i “savings intangibili” per considerarli come “savings reali”.
Vuoi saperne di più? Chiama senza impegno lo 0412030750 o scrivi a [email protected] e scopri se e come possiamo aiutare la tua Azienda!

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Piazza Municipio 61
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