23/09/2026
Prima di dirsi addio
Bea e Leo si incontrano per caso alla stazione di Taormina. Sono giovani, ma già carichi di qualcosa che non riescono a lasciare alle spalle. Si annusano, si cercano, si perdono e si ritrovano, mentre passato e presente si confondono.
Anche i luoghi e la famiglia raccontano chi sono. Leo vive un rapporto di amore e odio con Messina, amata ma sentita come qualcosa da cui fuggire. Bea guarda invece con insofferenza alla vita ricca e apparentemente perfetta del padre, che sente falsa e vuota.
La storia procede tra ricordi e frammenti, perché la memoria può deformare e confondere. Angelo, che ha studiato filosofia e psicologia, lavora proprio su quella zona sospesa in cui ricordo e immaginazione si toccano. E qui entra la tragedia greca: se in Antigone si scontrano la legge dello Stato e quella morale, qui sono memoria e oblio a contendersi i protagonisti.
Bea ricorda. Leo crede di ricordare.
E questa differenza diventa decisiva.
Il finale cambia la prospettiva su tutto. Ciò che sembrava destino assume i contorni della colpa e di un trauma infantile. L’incontro iniziale, alla luce delle ultime pagine, non è più lo stesso: qualcosa ci è sfuggito e la memoria ci ha condotti dove voleva lei.
La storia nasce da un incontro realmente accaduto, rimasto nella memoria di Angelo e diventato il punto di partenza del romanzo. Bea finisce così per essere anche la metafora di ciò che abbiamo perduto e continuiamo a cercare.
Ho letto questo libro nella mia Alicudi, prendendomi il mio tempo: Angelo ha uno stile colto e molto personale. Qualcuno, come la madre dei due gemelli a cui Leo dà ripetizioni, potrebbe trovare alcune parti pretenziose o irritanti. Io non sono d’accordo! Ho amato anche la scelta di raccontare la storia quasi interamente all’imperfetto, il tempo di ciò che continua, si ripete, non riesce davvero a finire. Proprio come i suoi protagonisti, ricondotti continuamente verso ciò che è stato.
Per me il senso del titolo sta qui: prima di dirsi addio bisogna riuscire a lasciare qualcosa nel passato. Ma se il ricordo non coincide più con la verità, come si fa davvero a salutare?
Angelo farà strada.
Leggetelo. Ve lo consiglio.