09/01/2026
•Laocoonte •
Il volto di Laocoonte è il palcoscenico di un’agonia sublime, dove la carne e il marmo si fondono in un grido muto.
La fronte è solcata da rughe profonde, incisa dallo sforzo sovrumano e da un’angoscia che trascende il dolore fisico per farsi tormento spirituale. Le sopracciglia, contratte e sollevate verso il centro, creano un’ombra d’ombra sugli occhi infossati, i quali sembrano rivolgersi al cielo non in cerca di salvezza, ma in segno di un’estrema, tragica capitolazione.
Ogni muscolo del viso è teso allo spasmo: le narici dilatate bramano un ultimo respiro, mentre la bocca semiaperta rivela l’esalazione di un lamento che non troverà mai fine. È un ritratto di nobile disperazione, dove la bellezza classica si incrina sotto il peso di un destino ineluttabile, consegnandoci l’immagine più pura del pathos ellenistico.