26/09/2021
«La pioggia su Londra o su Parigi è la dimostrazione di come una città moderna, all’occorrenza, possa prendere le forme di una nave da crociera: e dal suo interno si può osservare il mare in tempesta bevendo tranquillamente, seduti tra ottoni luccicanti. La pioggia a Roma ricorda a tutti che la modernità è un battito di ciglia nell’infinito svolgersi del tempo. Quando piove a Roma i tombini saltano, il traffico va in tilt, i rami si spezzano e cadono dagli alberi. Sulla cassia una coppia di anziani resta schiacciata dal crollo di una pensilina. A quel punto dal Campidoglio giunge un primo appello ai cittadini: “Non uscite di casa!” Ma i romani sono tutti quanti fuori. Da ponte Milvio a Garbatella le strade diventano ruscelli nerastri che trascinano con sé gli scooter parcheggiati. Gli autobus si fermano o vengono deviati. Come le lampadine di una serie difettosa, le stazioni della metro smettono di funzionare una dopo l’altra. Le idrovore escono da depositi carichi di ruggine, in breve restano bloccate tra le auto.
Sembra che la città stia per crollare su se stessa, lasciando intravedere una città anteriore. Poi un’altra città, ancora più antica di quella. Il vecchio Portico degli Argonauti dietro l’Altare della Patria. L’anfiteatro di Caligola, scomparso da secoli, al posto di palazzo borghese. Se la pioggia dovesse continuare, ci sarebbe da scommettere che i vecchi dèi riprenderebbero possesso del luogo. Ma il vero messaggio è un altro. Tutte le città, primo poi, verranno distrutte dalla pioggia. Non si illudano Londra o Parigi. Chiamatela pioggia. Chiamatela guerra o carestia. Chiamatelo semplicemente tempo. Tutti sanno che la fine del mondo ci sarà. Ma il sapere, nell’uomo, è una risorsa fragile. Gli abitanti di Roma la consapevolezza delle cose ultime ce l’hanno nel sangue, ed è talmente assimilata da non generare più nessun ragionamento. Per chi abita qui la fine del mondo c’è già stata, la pioggia ha solo il fastidioso effetto di rovesciare dal bicchiere un vino che in città si beve di continuo.»
~ LA CITTÀ DEI VIVI, Nicola Lagioia