24/07/2025
Oggi vogliamo condividere con voi le parole che il Card. Gianfranco Ravasi ci ha riservato per il Sole24Ore:
Questa volta più che recensire un libro faremo salire sulla ribalta una casa editrice piuttosto particolare. Nel centro di Milano sorge una chiesa prestigiosa per arte, segnata anche da memorie storiche, accompagnata da una struttura ecclesiale, sociale e culturale che comprendeva in passato persino un’orchestra con un suo teatro e una vivace programmazione sia di concerti sia di spettacoli.
È la chiesa cinquecentesca di S. Maria degli Angeli, detta popolarmente “S. Angelo” e gestita dai Frati Minori.
Ebbene, proprio sull’omonima piazza di S. Angelo si affaccia anche il loro convento che ora, oltre alle varie attività liturgiche, pastorali e sociali, ospita le “Edizioni Biblioteca Francescana”. Molti penseranno a una produzione spirituale tradizionale e, invece, scorrendo le varie pubblicazioni, si imbatteranno in una serie inattesa, vivace e quasi provocatoria di titoli. Vorremmo ora condurre un ideale (e curioso) lettore a sfogliare alcuni di tali testi recenti.
Partiamo dal più sorprendente titolo, Santi in camicia nera (pagg. 287, € 24, con appendice iconografica).
Autore è un giovane storico, Davide Recchi, che attraverso una ricostruzione documentaria efficace dimostra come il regime fascista si sia appropriato di figure francescane popolari, manipolandole, piegandole alla politica del ventennio e rivestendole degli ideali fascisti. Così, Francesco d’Assisi, ornato di un’aureola nera, diveniva un «cavaliere animoso e ardente» dell’italianità mussoliniana, anche attraverso acrobazie interpretative. Tra l’altro, non mancherà persino un sacerdote che pubblicherà un libello emblematico, San Francesco e Mussolini, con ovvia sovrapposizione delle due figure.
Subentra poi il volto di s. Chiara, “fascista” ante litteram, che combatte contro i nuovi saraceni e quello del famoso predicatore fra Bernardino da Feltre (1439-1494), «martello degli ebrei», e così via, col recupero di un Medioevo “antisemita”. Passiamo a un altro volume anch’esso scandito da un titolo forte, Frati contro (pagg. 357, € 38): qui entriamo nel mondo della ricerca accademica con un autore di grande prestigio, Gian Luca Potestà (1952), medievista docente emerito alla Cattolica di Milano.
Egli fa sfilare in una galleria suggestiva di ritratti alcuni frati che sono stati veri e propri leader carismatici, coraggiosi riformatori, intellettuali e predicatori coinvolgenti, anche se i loro nomi sono spesso immersi nella polvere di un passato remoto. I dodici saggi del volume riescono a riportarli in scena, donando loro il rilievo che meritano (penso ad Angelo Clareno, il maggiore esponente dei cosiddetti Fraticelli del XIV secolo), accanto a personaggi più celebri come Gioacchino da Fiore o Guglielmo di Ockham.
La sigla che univa questo «nugolo di testimoni», per usare una definizione neotestamentaria (Ebrei 12,1), talora «dissidenti, cospiratori, fuggiaschi» come recita il sottotitolo, era quella di conservare l’autenticità del messaggio di frate Francesco attualizzandolo e facendolo rivivere in coordinate storiche nuove. Inoltre, segnaliamo che la silloge di Potestà è inserita in una collana di “Fonti e ricerche” che comprende altri 35 volumi.
Ma, a proposito di collane di questa editrice, dobbiamo segnalare anche quella che reca il titolo apocalittico di “Sesto sigillo”.
Si tratta di una serie di volumetti i cui ultimi numeri vedono in azione due personaggi “eterodossi”. Ecco innanzitutto il celebre studioso francese Ernest Renan (1823-1892), autore di un’acclamata Vie de Jésus di taglio razionalistico, anche se marcata dal fascino romantico che egli provava per il rabbì di Nazaret.
Analoga attrazione sperimentava nei confronti di Francesco d’Assisi, «dopo Gesù, l’unico cristiano perfetto», capace lui solo di incarnare in pienezza «il programma di Galilea». Egli aveva dipinto un ideale ritratto del santo in due puntate su un quotidiano francese.
A tradurlo per la prima volta in italiano è Michele Lodone che premette al testo renaniano un’ampia e articolata introduzione, Francesco d’Assisi (pagg. 74, € 14), con la prefazione di un importante biografo e studioso del Poverello, André Vauchez. Pur avendo da tempo abbandonato la fede, Renan esprime il suo entusiasmo per il frate d’Assisi.
Egli aveva visitato quasi in pellegrinaggio a 27 anni la patria di «questo secondo Cristo nel Medioevo». Come scrive il curatore, «dalle pagine di Ranan emerge un Francesco dal valore universale, insieme medievale e moderno, punto di riferimento non solo per i cattolici ma per tutta l’umanità».
Il secondo personaggio conquistato dal santo di Assisi è meno noto, è un contemporaneo e connazionale di Renan, il teologo, filosofo e prete Marcel Hébert (1851-1916). Anch’egli viene coinvolto in una crisi che lo conduce ad abbandonare nel 1903 il sacerdozio, divenendo docente di filosofia nella “Université Nouvelle” di Bruxelles.
Appaiono ora in versione italiana i
suoi Ricordi di Assisi (pagg. 161, € 19), datati nella festa di s. Chiara 12 agosto 1899 e apparsi anonimi. A rispolverarli – aggiungendovi anche un’ideale, vivace e dialogica continuazione pubblicata nel 1900 sotto il titolo paolino «Quando verrà ciò che è perfetto» (I Corinzi 13,12) – è Annibale Zambarbieri, emerito dell’Università di Pavia, uno dei maggiori studiosi di quel fenomeno epocale che travagliò la Chiesa soprattutto all’inizio del ‘900, il Modernismo.
È questo il fondale necessario per comprendere la parabola personale e culturale di Hébert la cui vicenda viene ricostruita in maniera esemplare da Zambarbieri con un vero e proprio saggio che costituisce il nerbo principale e sostanzioso del volumetto.
Significativo è già il titolo: esso allarga la ricerca a tutto il fondale da cui emerge il teologo e filosofo francese perché rimanda agli «intrecci francescani e modernisti» che ebbero in Hébert una piena incarnazione col suo approccio “simbolista” e col suo cammino sulle orme di Francesco e Chiara.