04/08/2026
Oggi, 4 agosto, in Giappone si celebra l’Hashi no Hi 箸の日, la Giornata delle Bacchette!
La data deriva da un gioco di parole basato sui numeri e sui suoni: "ha" otto + "shi" (quattro) = "hashi", che significa "bacchette". Questo giorno esprime gratitudine per questo strumento usato quotidianamente.
Le bacchette non sono tutte uguali: in Asia variano da paese a paese, sia per forma che per materiale. In Giappone sono spesso in legno laccato e a punta sottile, mentre in Cina sono più lunghe e con la punta arrotondata, spesso in bambù o plastica. In Corea, invece, si usano bacchette piatte, abbinate a un cucchiaio.
Istituita in Giappone per richiamare l’attenzione sull’importanza di rispettare e prendersi cura degli oggetti di uso quotidiano, questa giornata incoraggia le persone a riflettere sul proprio rapporto con il cibo, la natura e la tradizione.
In molte scuole giapponesi, l’Hashi no Hi è l’occasione per insegnare ai bambini l’etichetta corretta nell’uso delle bacchette, infatti molto spesso per i bambini sono presenti l’uso di bacchette speciali più piccole e collegate tra loro nella parte superiore, pensate proprio per aiutarli a imparare i movimenti corretti in modo semplice e divertente.
Nel pensiero giapponese, anche gli oggetti apparentemente più semplici possono essere dotati di un’anima e meritano rispetto per il servizio svolto, anche quando sono usurati e terminano il loro impiego devono essere "smaltiti" in modo consono, molto spesso durante rituali appositi presso i templi.
Le bacchette non fanno eccezione: sono simbolo di equilibrio, armonia e continuità. Si dice che mangiare con le bacchette alleni la pazienza, la coordinazione e la consapevolezza del gesto, valori centrali nella cultura giapponese. Non è un caso che le bacchette vengano usate anche in contesti rituali, per offrire il cibo alle divinità o per sancire momenti significativi come il rituale funebre post cremazione (kotsuage) durante il quale, con apposite bacchette, i familiari del defunto raccolgono i resti ossei riponendoli nell’urna.
Proprio per il forte legame culturale tra questo rituale e il culto dei defunti, in Giappone ci sono regole di etichetta molto rigide sull'uso delle bacchette nella vita quotidiana.
Per celebrare questa giornata, vi proponiamo un’opera di Utagawa Kuniyoshi (1798–1861), grande innovatore dell’ukiyo-e e maestro dell’umorismo visivo:
“Moriyama: Daruma mangia la soba”, realizzata nel 1852 e appartenente alla serie Kisokaidō rokujūkyū tsugi no uchi (木曾街道六十九次之内), dedicata alle 69 stazioni di posta lungo la storica via del Kisokaidō.
La scena raffigura Daruma, il leggendario monaco fondatore del buddhismo Zen, noto per la sua inflessibile disciplina e per aver trascorso nove anni in meditazione continua. Ma qui vediamo un Daruma ben diverso, seduto sulla veranda di un ristorante a Moriyama, intento a divorare enormi quantità di soba – i sottili spaghetti di grano saraceno – con un paio di bacchette, in una scena parodistica. Attorno a lui si accumulano alte torri di contenitori laccati rossi vuoti, mentre un giovane inserviente osserva la scena sbalordito.
La rappresentazione caricaturale è un perfetto esempio dello stile di Kuniyoshi, che amava unire ironia, cultura popolare e riferimenti religiosi, offrendo una riflessione sul contrasto tra ideale spirituale e la realtà.
Kuniyoshi probabilmente immaginava che Daruma, trascorsi anni a digiunare in un anfratto montano in meditazione, si trovasse di fronte a una montagna (yama) di “mori soba” , ossia spaghetti di grano saraceno (soba) serviti freddi su un cestino di bambù (hegi), rifacendosi ironicamente al nome della stazione Mori - yama.
Utagawa Kuniyoshi (1798 - 1861),
Moriyama (守山): Daruma mangia la soba
Dalla serie Kisokaido rokujoku tsugi no uchi (木曾街道六十九次之内, Sessantanove stazioni di posta del Kisokaido), 1852;
Stampa xilografica a colori, oban tate-e, 36 x 24,8 cm.
MC (S-2591_69). Conservato a deposito.
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