Edizioni Rapporti Sociali

Edizioni Rapporti Sociali L'editoria al servizio della lotta di classe. Da allora ad oggi, il lavoro delle ERS si è esteso e approfondito ulteriormente.

Fondata da Giuseppe Maj nell’aprile del 1983, le Edizioni Rapporti Sociali (ERS) mettono al centro della propria attività lo studio approfondito dell’epoca imperialista, il bilancio dell’esperienza storica del movimento comunista e la sua rinascita, il movimento di resistenza delle masse popolari alla crisi del capitalismo e l’instaurazione del socialismo nei paesi imperialisti. L’obiettivo per cu

i nacquero le ERS era ed è, a tutt'oggi, accumulare e diffondere tra quanti lottano per la trasformazione della società la conoscenza del movimento economico e della storia dell’epoca imperialista della società borghese, nonché fornite strumenti ideologici, conoscenze storiche e sintesi di bilancio per avanzare nella costruzione della rivoluzione socialista per la prima volta nella Storia nei paesi imperialisti. Dal 1985 al 1992, infatti, il primo collettivo redazionale delle ERS ha elaborato il quadro teorico, cioè l’analisi della situazione e il bilancio dell’esperienza del movimento comunista italiano e internazionale, da cui è nata quella che, negli anni, è poi diventata la Carovana del (nuovo) Partito comunista italiano. Dalle pubblicazioni di carattere politico e ideologico che favoriscono l’orientamento e la concezione comunista del mondo, alle produzioni del movimento di resistenza attuale, dalla narrativa della prima ondata della rivoluzione proletaria e, in particolare, della Resistenza contro il nazifascismo nel nostro paese, ai classici del movimento comunista. Su tutto, la pubblicazione delle "Opere" (complete) di Mao Tse-tung, in 25 volumi, bandiera ed esclusiva delle ERS. Produzioni che ne fanno, oggi, uno strumento di metodo e di lotta teorica irrinunciabile al dibattito sulla costruzione dell’alternativa politica, di classe, di sistema, di potere alla società borghese.

09/09/2026

9 settembre 1976-2026
50 anni di .

50 anni fa ci lasciava Mao, dirigente comunista, "padre" della Repubblica Popolare Cinese. Una delle figure più importanti del XX secolo.

Tra i dodici fondatori del Partito Comunista Cinese nel 1921, Mao si rivelerà dirigente di prim'ordine nell'organizzazione dei contadini e delle masse popolari cinesi. A capo dell'Esercito Rosso guidò la ''Lunga Marcia'', rompendo l'accerchiamento repressivo del Kuomintang, il partito nazionalista cinese, per poi allearvisi tatticamente per respingere l'invasione imperialista giapponese. Le sue doti eccezionali di stratega militare e di forte guida ideologica e politica porteranno i comunisti cinesi alla vittoria definitiva su Giapponesi e Kuomintang e all'istautazione del socialismo in Cina.

Dal 1949 Mao Tse-Tung fu il Presidente della nuova Repubblica Popolare Cinese.
Baluardo forte e sicuro nella battaglia ideologica contro il revisionismo, denunciò apertamente kruscioviani e titini che avevano ridotto il marxismo-leninismo a formale petizione di principio.

La forma del contributo teorico di Mao Tse-tung si presenta come una ricca elaborazione ideologica, politica, letteraria, filosofica che tra il 1991 e il 1994 le Edizioni Rapporti Sociali hanno pubblicato nelle "Opere" di Mao Tse-Tung, in 25volumi e che raccolgono tutti i suoi scritti, corredati da numerose note e approfondimenti storici che ne risaltano il valore.

Il contenuto del contributo di Mao Tse-tung si presenta come una inestimabile sintesi di analisi, criteri, principi, orientamenti che nascono con un obbiettivo preciso: dare risposte ai problemi, alle contraddizioni, alle domande e alle questioni che il movimento comunista internazionale non era ancora riuscito a risolvere e in certi casi neppure a porsi con chiarezza e compiutamente.
Facendo il bilancio dell’esperienza della prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale e della (breve) vita dei primi paesi socialisti, Mao ha dato le risposte necessarie a definire il sentiero su cui il movimento comunista avanza ancora oggi.

"Non dimenticate. Vi chiedo una sola cosa: se sopravvivete a questa epoca non dimenticate.Non dimenticate né i buoni né ...
08/09/2026

"Non dimenticate. Vi chiedo una sola cosa: se sopravvivete a questa epoca non dimenticate.
Non dimenticate né i buoni né i cattivi. Raccogliete con pazienza le testimonianze di quanti sono caduti per loro e per voi. Un bel giorno oggi sarà il passato e si parlerà di una grande epoca e degli eroi anonimi che hanno creato la storia. Vorrei che tutti sapessero che non esistono eroi anonimi. Erano persone, con un nome, un volto, desideri e speranze, e il dolore dell 'ultimo fra gli ultimi non era meno grande di quello del primo il cui nome resterà. Vorrei che tutti costoro vi fossero sempre vicini come persone che abbiate conosciuto, come membri della vostra famiglia, come voi stessi".
(Jilius Fucik, eroe e dirigente della Resistenza cecoslovacca, impiccato a Berlino oggi 8 settembre, nel 1943, mentre in Italia, nello stesso giorno, cominciava la lotta partigiana che libererà Paese dai nazifascisti due anni più tardi)

Corsi e ricorsi storici e qualcosa di nuovo e di vecchio al tempo stesso..GERMANIA. PER L'AFD - IL PARTITO DEI NEONAZIST...
08/09/2026

Corsi e ricorsi storici e qualcosa di nuovo e di vecchio al tempo stesso..

GERMANIA. PER L'AFD - IL PARTITO DEI NEONAZISTI TEDESCHI - IL BAUHAUS È IL NEMICO CULTURALE E IL FUTURO È IL RITORNO AL PASSATO..

AFD individua il Bauhaus come il nemico culturale da abbatere.
In contrapposizione al Bauhaus l'AFD propone una "politica culturale patriottica" (patriotische Kulturpolitik) rigorosamente basata sul concetto di identità nazionale e radicamento locale.

Il partito di estrema destra tedesco AFD, vincitore delle elezioni in Sassonia (Germania Est), ha trasformato il Bauhaus in un bersaglio politico, scatenando un'accesa battaglia ideologica nel Land della Sassonia-Anhalt, dove ha sede la storica Fondazione Bauhaus Dessau. (trovate nei commenti di questo post la definizione di Bauhaus).

Ricorsi storici: Il regime nazista condusse una vera e propria persecuzione politica e ideologica contro il Bauhaus. Fin dai primi anni Venti, il Partito Nazionalsocialista vide nella scuola una minaccia per la cultura tedesca, ostacolandola fino a provocarne la chiusura definitiva nel 1933.
Il Bauhaus si definiva attraverso una visione democratica, progressista e internazionalista, legata ai valori della Repubblica di Weimar.
Ritornando ad oggi, l'AfD accusa il movimento di essere un simbolo di sradicamento culturale. L'offensiva dell'AfD si sviluppa su precise linee ideologiche e programmatiche: il Bauhaus sarebbe un "errore della modernità" (irrweg der moderne).
Ne contestano lo stile minimalista, giudicato standardizzato, privo di radici e slegato dalle tradizioni costruttive storiche tedesche.
Il Bauhaus promuoverebbe una "delocalizzazione" e un'identità troppo aperta e internazionale. I neonazisti tedeschi, come i nazisti di un tempo, contrappongono l'architettura dell'internazionalismo (l'architettura del "vivere ovunque") alla propria visione nativista (l'architettura del "vivere in un luogo preciso") rigorosamente basata sul concetto di identità nazionale e radicamento locale.

Lotta di concezioni e visioni del mondo? Magari! Anche molto di meno, in realtà.
ADF mira, Ben più modestamente, a riorientare i finanziamenti pubblici e per l'educazione verso pilastri tradizionali della - presunta - cultura tedesca, che si contrapporrebbe direttamente all'eredità modernista del Bauhaus, cioè mira, banalmente, ad avere soldi pubblici da orientare a un visione culturale tedesca tradizionalista, chiusa e amante delle figure e culture del passato nazionale.

Che tristezza.

07/09/2026

Repubblica Popolare Democratica di Corea
(조선민주주의인민공화국?, 朝鮮民主主義人民共和國). A Nord di nessun Sud.

Antifascismo ieri e oggi. Una lettura consigliata.Una pubblicazione Edizioni Rapporti Sociali. "L'offensiva del fascismo...
07/09/2026

Antifascismo ieri e oggi.
Una lettura consigliata.
Una pubblicazione Edizioni Rapporti Sociali.

"L'offensiva del fascismo e i compiti dell'Internazionale comunista nella lotta per l'unità della classe operaia contro il fascismo".
Rapporto presentato al VII Congresso dell'Internazionale comunista da Georgi Mihajlov Dimitrov, Segretario generale della III Internazionale.

"[...] Il Rapporto presentato da Dimitrov ebbe un ruolo centrale nell’indirizzare a livello mondiale l’opera del movimento comunista cosciente e organizzato negli anni successivi ed è oggi [...] ricco di insegnamenti per chi nella crisi generale in corso vuole spingere avanti la lotta di classe fino a instaurare il socialismo.
Esso illustra chiaramente quello che i comunisti dovevano fare per avanzare verso l’instaurazione del socialismo tramite la mobilitazione delle masse popolari contro le misure reazionarie e antipopolari della borghesia: [...] lottare senza riserve contro gli effetti delle misure antipopolari della borghesia, mezzo indispensabile per prevenire il fascismo e la guerra mondiale […].
Il Fronte Popolare doveva essere in ogni paese lo strumento per realizzare questi due compiti. Esso avrebbe portato ogni partito comunista a prendere il potere nel proprio paese e a contribuire così alla vittoria del proletariato e delle altre classi sfruttate e dei popoli oppressi di tutto il mondo.
Nel contesto della crisi generale del capitalismo [...] il Rapporto di Dimitrov mette in risalto che anche nei paesi imperialisti che si dicevano “democratici” il regime politico non è più la democrazia borghese che si era affermata in Europa nel corso degli ultimi secoli [...] non entra, però, in dettaglio in merito alla natura del nuovo regime in cui la manipolazione sentimentale e intellettuale delle masse popolari da parte della borghesia imperialista ha un ruolo centrale che solo il movimento comunista cosciente e organizzato è potenzialmente in grado di contrastare con successo.
Il lettore che oggi legge il Rapporto presentato il 2 agosto 1935 da Dimitrov trarrà da esso lezioni tanto più importanti ai fini della propria attività nella lotta di classe in corso attualmente, quanto più conosce e tiene presente gli avvenimenti degli anni successivi al VII Congresso, dei quali furono protagonisti l’IC nel mondo e i singoli partiti comunisti (compreso quello italiano) nel proprio paese. [...]"

(da "Introduzione alla lettura", a cura del Nuovo - Partito comunista italiano)

Fanne richiesta a: [email protected]

07/09/2026

Cos'è l'antifascismo oggi?..
L’antifascismo è se è popolare.

È lotta contro il capitalismo, la miseria, l’oppressione di classe e i privilegi.
È lotta per l’eguaglianza, contro la schiavitù del bisogno e della paura per la maggioranza della popolazione.
È lotta di classe.

L’unico antifascismo efficace, oggi, nel nostro Paese, oltre ogni sola valorialità o mera petizione di principio, professione di senso e di valore, è organizzazione, mobilitazione, lotta. Lotta contro i vertici dello Stato delle Larghe intese della classe dominante - lo schieramento di partiti e uomini che va da Fratelli d'Italia al Partito democratico, la finta alternativa tra centrodestra e centrosinistra - contro i loro governi, le loro istituzioni, enti, agenzie, autorità.

Quanto più terreno le masse popolari tolgono ai vertici dello Stato delle Larghe intese, tanta più acqua in cui nuotare tolgono ai gruppi fascisti e razzisti. Ma soprattutto, tanto più avanzano nella costruzione della rete di organizzazioni operaie e popolari, tanto più avanzeranno, avanzeremo nella costruzione di una necessaria alternativa di governo di emergenza popolare e di potere, l’unica vera misura immediata per far fronte agli effetti più gravi e immediati alla crisi del sistema economico e politico della borghesia e passo di fase decisivo per avanzare nella costruzione della Rivoluzione socialista, unica vera alternativa alla crisi generale del capitalismo.

Per la lotta che abbiamo di fronte, il coraggio e la generosità sono ingredienti essenziali, ma, da soli, non bastano, come non bastarono al vecchio movimento comunista nel secolo scorso per.conquistare il potere politico nei paesi imperialisti, benchè ve ne fossero le condizioni. Anche oggi le condizioni per la presa del potere da parte delle masse popolari sono favorevoli, nel nostro Paese come negli altri paesi imperialisti e, paradossalmente, le spinte alla mobilitazione reazionaria delle masse popolari e alla guerra da parte della classe dominante ne sono una dimostrazione..

Riprendere il cammino interrotto nel 1945, muovere a una nuova Liberazione nazionale per portare a compimento l’opera dei comunisti che hanno liberato il Paese dai nazifascisti già una volta, superare i limiti che non hanno permesso al PCI di portare a compimento la presa del potere in Italia, valorizzare la spinta e l’esperienza della lotta di classe degli anni Settanta del secolo scorso, costruire un grande movimento popolare che attua dal basso e da subito le parti progressiste della Costituzione del 1948, eluse e violate sistematicamente, basandosi sul protagonismo, l’organizzazione e l’iniziativa dei lavoratori e delle masse popolari organizzate e che punti al governo del Paese è il compito di quanti, in questa fase, si dichiarano antifascisti. Il nostro compito. Quello che chiamiamo a condividere e compatecipare. Perché condividere è compatecipare. O non è.

Ora è sempre, Resistenza!
Non un passo indietro!

Autistici/Inventati chiude, rilanciamo la lotta!Al link, la trasmissione di Radio Onda Rossa 87.9. (durata 1h, 34m, 52s)...
06/09/2026

Autistici/Inventati chiude, rilanciamo la lotta!
Al link, la trasmissione di Radio Onda Rossa 87.9. (durata 1h, 34m, 52s).

Nella puntata (interamente dedicata ad Autistici/Inventati), l'annuncio, un breve riepilogo delle ultime vicende, poi alcune indicazioni su cosa ognuno dovrebbe/potrebbe (backup e hacklab di fiducia).
Il ragionamento politico che si sta sviluppando partendo dai comunicati di solidarietà e i prossimi passaggi.

Parte la campagna di controffensiva, con alcuni contorni ancora da definire, ma che vuole agire sul debanking.
Infine, la mobilitazione: il 25 Settembre.

Insomma, una puntata da non perdere.

Puntata interamente dedicata ad Autistici/Inventati. Apriamo con un annuncio fondamentale: Autistici/Inventati chiude. Facciamo un breve riepilogo delle ultime vicende. Poi spieghiamo cosa dovreste/potreste fare (abbiamo più domande che risposte, ma in breve: fate backup, e parlate col vostro hackl...

"Siete per la dittatura!", guaiscono i più. "Esatto!", rispondiamo. La dittatura del proletariato.Cos'è la dittatura del...
05/09/2026

"Siete per la dittatura!", guaiscono i più. "Esatto!", rispondiamo. La dittatura del proletariato.

Cos'è la dittatura del proletariato?..
In “Stato e Rivoluzione”, scritto alla vigilia della Rivoluzione d’Ottobre, Lenin sbroglia la questione dello Stato con chiarezza e semplicità: è un mezzo nelle mani della classe dominante per garantire il suo dominio e i suoi privilegi, è uno strumento della classe che guida la società.

Costruire la Rivoluzione, cioè quel processo che porta la classe operaia a divenire classe dirigente, significa costruire lo Stato del proletariato, erigere la sua dittatura rivoluzionaria, edificare lo Stato socialista.
Lo Stato (il governo, la polizia, la magistratura, le forze armate, la pubblica amministrazione e tutte le altre istituzioni del potere) deve essere nelle mani della parte rivoluzionaria e organizzata della classe operaia e delle altre classi delle masse popolari.
Esso è necessario per condurre il processo di sostituzione delle aziende create e gestite dai capitalisti con le aziende costruite e gestite dai lavoratori organizzati, che producono secondo un piano pubblicamente deciso. È il mezzo per guidare la riorganizzazione del resto delle relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva; è l’arma necessaria per reprimere le residue forze della borghesia che proveranno inesorabilmente a restaurare il loro potere.
Esso è per forza di cose uno Stato diverso da quello borghese attuale: con la dittatura del proletariato l’accesso della stragrande maggioranza della popolazione alla gestione della vita sociale porta a un salto di qualità, a uno Stato di tipo nuovo che fonda la sua forza su organismi operai e popolari che in ogni luogo si pongono come nuove autorità pubbliche (come i soviet in Russia), mentre allo stesso tempo potenzia, coordina e rilancia l’azione di tali organismi.

Tutto questo posto comunque che “solo il comunismo rende lo Stato completamente superfluo, perché non c’è da reprimere nessuno, ‘nessuno’ nel senso di classe, nel senso di lotta sistematica contro una parte determinata della popolazione”.

03/09/2026

25 FILM PER CAPIRE LA PALESTINA
Prima del 7 ottobre, oltre il 7 ottobre
Una selezione articolata e argomentata da Lavinia Marchetti, che segnaliamo.

La lista dei film (ognuno di loro vale la visione e l'approfondimento) disponibile su: https://laviniamarchetti.substack.com/p/25-film-per-capire-la-palestina

"Mentre a Venezia sfila "il cinema", a poche ore di volo, un genocidio prosegue il suo lavoro quotidiano. Da questa distanza insopportabile è nata una lista, inevitabilmente parziale, di venticinque film e documentari che aiutino a comprendere la Palestina. La cronaca ci lascia spesso disorientati, e ha le sue ragioni. Racconta la Palestina come una successione di emergenze, riparte daccapo, dal bombardamento di ieri o dall'attentato dell'altroieri, e la Storia si riduce a una sequenza di episodi che sembrano prodursi ex nihilo. Il cinema compie l'operazione inversa restituendoci la durata, quel tempo lungo in cui un sistema coloniale penetra lentamente nei corpi, negli amori, nella memoria, nei rapporti familiari, perfino nella percezione delle ore.
Alcuni titoli sono celebri, come "No Other Land", premio Oscar, o "Paradise Now." Altri circolano pochissimo e vanno scovati, penso a "The Dupes" di Tewfik Saleh, tratto da Kanafani, [...] I più recenti sono stati girati mentre la Striscia veniva distrutta e portano la voce di chi ha impugnato la macchina da presa sotto le bombe..

02/09/2026

Violazione degli spazi sociali del collettivo politico-culturale GalleRi Art.
Furto, intimidazione, rappresaglia poco importa.
Sappiamo che i compagni e le compagne, operai del genio che da sempre ospitano titoli, eventi, incontri e iniziative di Edizioni Rapporti Sociali, non arretreranno di un passo nel continuare ad affermare e restituire le arti e la cultura come militanza attiva alla pubblica fruizione sociale, gratuita, universale.
Al video, la denuncia pubblica di un attivista.

Indirizzo

Via Tanaro, 7
Milan
20128

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 17:00

Telefono

0226306454

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