17/05/2026
Oggi a si riunirà, alle ore 18.00, il Circolo di lettura per commentare:
Terra sonnambula
di Mia Couto -
Traduzione di Vincenzo Barca
Cosa resta di un Paese quando la violenza di un conflitto armato fratricida durato quindici anni ha distrutto non solo tutto ciò che era visibile e materiale, ma anche il mondo dei sogni e del trascendente? Come si possono cancellare le immagini di morte e violenza impresse negli occhi dei pochi sopravvissuti che vagano come sonnambuli su strade distrutte “in un rassegnato apprendistato di morte”? Da dove ripartire quando ci si è dimenticati di tutti e di tutto, anche del motivo per cui ci si sparava addosso?
Sono questi gli interrogativi a cui sembra voler dare risposta lo scrittore mozambicano Mia Couto in Terra sonnambula, il suo primo romanzo scritto nel 1992 al termine di una devastante guerra civile scoppiata immediatamente dopo il conflitto con il Portogallo per l’indipendenza (1964-1975).
La trama
Nonostante queste premesse, come racconta l’autore nella breve nota introduttiva, questo non è tanto un romanzo sulla guerra, quanto una storia che ci racconta un viaggio. Un viaggio fatto da coloro che sono sopravvissuti agli orrori del conflitto e che cercano di approdare su un’altra sponda dove sia possibile tornare a vivere e, soprattutto, a sognare.