22/06/2026
Ultimamente i giardini sono sempre più piccoli, ma anche pochi metri quadrati possono diventare spazi ricchi di vita e biodiversità. Eppure, invece di valorizzarli, spesso si continua a proporre la stessa soluzione: il classico prato a rotoli.
Dal punto di vista ecologico è quasi un deserto. Non offre nulla agli impollinatori, richiede irrigazioni frequenti, tagli continui e una manutenzione costante per mantenersi "perfetto" (cosa che, peraltro, non accade quasi mai).
Ancora peggio quando si opta per il prato sintetico: plastica, surriscaldamento estivo, nessun valore ecologico e un habitat completamente sterile.
Per gioco ho immaginato due possibili alternative per questo piccolo giardino. La prima è una prairie contemporanea, con graminacee e perenni come echinacee, perovskie, gaure e altre perenni. Un giardino in continuo movimento, capace di offrire fioriture per mesi, rifugio agli insetti e interesse anche durante l'inverno. Una soluzione che in Italia spaventa ancora un po', perché siamo poco abituati all'idea che un giardino possa seguire i ritmi naturali delle stagioni.
La seconda proposta è forse più rassicurante: una bordura di rose naturalistiche a fiore semplice, ad esempio musquee sans soucis e tottering by gently, accompagnate da nepeta, salvia, geranium e graminacee leggere. Al centro, un prato rustico composto da erba, trifoglio e piccole spontanee, comprese pratoline e tarassachi, preziose fonti di nutrimento per molti impollinatori. Un prato che se la cava con poca irrigazione e che, semplicemente, può essere lasciato un po' più alto durante l'estate.
E voi? Se questo piccolo giardino fosse vostro, quale delle due soluzioni scegliereste?