26/05/2026
A Mattinata si è votato come si contano i superstiti dopo una tempesta: non per scegliere chi dovesse governare, ma per verificare se esistesse ancora il numero minimo necessario a dare una parvenza di normalità democratica. E così Michele Bisceglia, rimasto solo in pista dopo l’estromissione della lista avversaria, è stato rieletto prima ancora che si chiudessero i seggi. Non per trionfo politico, ma per aritmetica.
Il quorum del 40% è stato superato già nella notte di domenica. Tanto bastava. Nei comuni dove corre un solo candidato, infatti, la legge pretende almeno il conforto di una presenza popolare: non entusiasmo, non consenso, semplicemente presenza. E Mattinata quella soglia l’ha oltrepassata di poco, consegnando al sindaco uscente il secondo mandato consecutivo.
Ma sarebbe ingenuo raccontarla come una normale vittoria elettorale. Questa consultazione ha avuto il sapore di una partita sospesa in tribunale più che nelle piazze. La lista “Obiettivo Mattinata”, che sosteneva Pasquale Arena, è stata esclusa dalla competizione dopo la decisione confermata dal Tar Puglia. Da quel momento la campagna elettorale si è trasformata in qualcosa di surreale: un candidato senza avversari e un paese chiamato non a scegliere, ma a certificare.
È per questo che la vicenda ha lasciato dietro di sé polemiche pesanti. Fratelli d’Italia ha portato il caso fino al Parlamento chiedendo chiarimenti sull’intera procedura amministrativa. Arena, escluso dalla corsa, ha parlato apertamente di un “indebolimento della democrazia”, evocando il rischio di un consiglio comunale privo di una vera opposizione. E, al di là delle appartenenze politiche, il tema resta difficile da liquidare con leggerezza: la democrazia vive di confronto, perfino di scontro. Quando manca l’avversario, la politica perde inevitabilmente una parte della sua sostanza.
Bisceglia ottiene dunque la riconferma. Legittima, perché sancita dalle regole. Ma è una riconferma nata più nelle aule giudiziarie che nelle piazze, più tra ricorsi e sentenze che tra comizi e dibattiti. E questo, in un piccolo comune del Gargano, lascia un interrogativo che nessun quorum potrà cancellare del tutto.