Stazione di Posta Studio Bibliografico

Stazione di Posta Studio Bibliografico Un rifugio d’altri tempi: ricerche bibliografiche, foto,letteratura del ‘900, manoscritti, autografi, giornali, riviste, opuscoli, pieghevoli.

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Il primo pianto credo di averlo fatto in una culla contornata
da libri, giornali e riviste. Forse il destino era segnato. Da
piccolo ho osteggiato con ogni mezzo l’acquisto di nuovi
libri, ho odiato la carta e perfino la scuola l’ho presa come
un’imposizione. I professori, quegli strani individui che
pretendevano che noi studiassimo sui libri, ancora libri. La
casa traboccava di libri, ogni parete era occupata da una
libreria e ad ogni angolo una pila di libri oscillava
pericolosamente ad ogni soffio di vento. La carta aveva per i
miei genitori un aspetto sacrale, per me, invece, stoppa da
bruciare. Ho maledetto i libri e mai sono entrato nello studio
di mio padre. Ogni libro era un sasso per creare grandi
cerchi concentrici in uno stagno, paccottiglia, materiale di
risulta. Mentre io li maledicevo loro aumentavano e
prendevano possesso di ogni piccolo anfratto della casa. Fortunatamente nessuno, a parte la visita alle numerose
mostre, mi ha mai obbligato ad aprirne uno. Il tempo
trascorreva e il profumo della carta e dell’inchiostro mi
piaceva sempre più, l’avversione iniziava a svanire e i libri
incominciavano ad appartenermi. Di notte entravo nello
studio di mio padre, con la torcia accesa cercavo i titoli che
mi interessavano e la mattina prima di uscire li riponevo
nella libreria proprio nello stesso punto dove li avevo trovati. Questa situazione tragicomica è andata avanti per qualche
anno fino a che ho deciso di dare un po’ di soddisfazione a
mio padre, l’ho confessato apertamente i libri mi erano
entrati dentro e non avrei potuto staccarmi da loro. Il passo è stato breve, l’incoscienza giovanile mi ha fatto
abbandonare un lavoro stabile per gettarmi nel mondo
librario. Molti grideranno alla pazzia ed io sono con loro,
d’altra parte Dino Campana ha alloggiato per anni a pochi
passi da casa mia, nelle giornate di tramontana sento ancora
il lamento del poeta, questo fatto come la presenza dei libri
in casa sicuramente ha influito sulla mia formazione e la
testa tutta sana non più risultare. Si possono ricamare
manicaretti e cucire merletti, ma la sostanza non cambia,
credo ancora nei libri e nella carta stampata. Il luogo fisico si chiamerà Stazione di Posta, un luogo caldo
accogliente, dove ci si può fermare, non per cambiare i cavalli
come un tempo, ma per riposarsi, lasciare alle spalle lo stress
quotidiano e cercare un buon libro da leggere, parlare con
l’oste ed essere coscienti che in quel luogo sarà sempre
possibile parlare di letteratura, arte e poesia. Un luogo della
memoria dove far raccontare al tempo, un tavolo in legno
povero accoglie libri dove la parola scritta è orgoglio e
ricchezza, un crocevia di relazioni che si intrecciano e si
moltiplicano. Incontri particolari dove l’ephemera non
rimane un insignificante dettaglio, ma diventa ingrediente
importante per dare lustro ad una ricerca o a una collezione. Un dare/avere come la partita doppia in contabilità: voi
chiedete io ricerco. Mi auguro che questa nuovo studio
bibliografico offra a Voi come lo è stato per me una nuova
opportunità di conoscenza, il libri sono il miglior film, il
miglior viaggio, la migliore atmosfera per scaldare gli
ambienti …

La rivista "AAM - TAC" del 2004, pubblicata da Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, rappresenta un'importan...
11/08/2025

La rivista "AAM - TAC" del 2004, pubblicata da Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, rappresenta un'importante piattaforma di riflessione e analisi sul cinema contemporaneo e sulle sue molteplici sfaccettature. Con un sommario ricco di contributi di esperti e studiosi, la rivista si articola in due sezioni principali: "primo tempo" e "secondo tempo".
Nella sezione "primo tempo", Clelia Sedda esplora le potenzialità del cinematografo nel rivelare ciò che normalmente sfugge all'osservazione, mentre Gino M. Pistilli analizza l'autorialità nel cinema prebellico di Sacha Guitry, mettendo in luce la sua capacità di intrecciare parola e immagini. Claudio Bondì si concentra sull'ultimo film di Roberto Rossellini, offrendo una riflessione sulla sua eredità cinematografica, mentre Simonetta Salvestroni discute "Invincibile" di Werner Herzog, evidenziando i temi e le innovazioni del regista.
La sezione "secondo tempo" offre uno sguardo più ampio su tendenze e movimenti cinematografici. Fabrizio Borin esamina la trilogia della sopravvivenza nel primo cinema di Terrence Malick, mentre Nicola Cecilian analizza le "piccole apocalissi quotidiane" nel lavoro di Ciprì e Maresco. Infine, Andrea Zennaro presenta il Transilvania International Film Festival e la new wave romena, ponendo l'accento sull'emergere di nuove voci nel panorama cinematografico.
In sintesi, "AAM - TAC" si propone come un'importante risorsa per chi desidera approfondire la comprensione del cinema e delle sue evoluzioni, offrendo analisi critiche e stimolanti su opere e autori significativi

Spirale n. 266
15/11/2023

Spirale n. 266

Spirale n. 265
15/11/2023

Spirale n. 265

Spirale n. 264
15/11/2023

Spirale n. 264

Prosegue la presentazione di alcuni opuscoli.
12/11/2023

Prosegue la presentazione di alcuni opuscoli.

Dallo studio di Irma Boom.In vendita presso Stazione di Posta Studio Bibliografico.
12/11/2023

Dallo studio di Irma Boom.

In vendita presso Stazione di Posta Studio Bibliografico.

Indirizzo

Via I Maggio 9
Montelupo Fiorentino
50056

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