01/02/2024
Perché dal tribunale ungherese arrivano foto di incatenata? Ecco il messaggio: così trattiamo i dissidenti politici. Ma c’è altro: un ricatto a Giorgia , storica amica e alleata di , lui sapeva che quelle immagini avrebbero fatto il giro del mondo. E chiunque dica che non c’entra con la scelta di incatenare Salis o con la richiesta esorbitante di 11 anni di carcere, non conosce l’Ungheria, che oggi è una democrazia illiberale. Orbán, con la riforma della Corte Costituzionale, con gli attacchi continui alla stampa, con il costante indebolimento della magistratura, ha costruito uno stato autoritario. Nel 2018 il filosofo Luuk van Middelaar ha descritto l’Ungheria come una “dittatura elettorale”. Gli elettori, che non hanno più libertà di stampa o di associazione, “sono ancora lì per fare spettacolo”, ma l’esecutivo “non consente più alcun controllo e bilanciamento”. L’orrore più grande è che l’Ungheria è nell’Unione Europea e soprattutto ispira Giorgia Meloni.
I reati contestati a Salis sono fumosi, molti sono caduti e il regime di detenzione a cui è sottoposta è disumano, peggiore di quello italiano, dove dall’inizio dell’anno si sono suicidati 11 detenuti. Il legame tra Meloni e Orbán fa spavento, ancor più alla luce di questo strappo: cosa chiede Orbán a Meloni? Fanno spavento i neofascisti italiani che hanno diffuso false fotografie di presunti militanti di destra con il volto tumefatto che non c’entrano nulla con Ilaria Salis, il cui coinvolgimento nei fatti che le vengono contestati è ancora tutto da dimostrare. Fa spavento la richiesta di 11 anni per 5 giorni di prognosi, se pensate che i generi del boss Bidognetti, Vincenzo D’Angelo e Carlo D’Angiolella, che stavano ricostruendo una fazione del clan, sono stati condannati nel dicembre scorso a 5 anni. Fa paura che diffonde la fake news dell’aggressione del gazebo della Lega nel 2017, procedimento in cui Salis è stata assolta per non aver commesso il fatto. E a tutto questo orrore si aggiunge la farsa di che non si esprime perché non ha visto le catene. Le meraviglie dei raccomandati: prima di dire se hanno visto o sentito devono essere autorizzati.