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14/08/2026
Vinyl of the day .Pubblicato nel maggio del 2000 per la storica etichetta 4AD, Excuses For Travellers rappresenta il pun...
23/07/2026

Vinyl of the day .
Pubblicato nel maggio del 2000 per la storica etichetta 4AD, Excuses For Travellers rappresenta il punto più alto, maturo e fulgido della parabola artistica dei Mojave 3.
Dopo essere stati tra i padri fondatori dello shoegaze d'oltremanica con gli Slowdive, Neil Halstead, Rachel Goswell e Ian McCutcheon (insieme a Simon Rowe dei Chapterhouse e Alan Forrester) si sono lasciati alle spalle i muri di chitarre distorte e i riverberi sognanti per intraprendere un viaggio intimo nel folk, nel country alternativo e nello slowcore.
Quando gli Slowdive vennero licenziati dalla Creation Records nel 1995 (con il britpop che spazzava via lo shoegaze), Halstead e Goswell registrarono dei demo acustici al microscopico budget. Inizialmente si chiamarono semplicemente Mojave. Scoperto che esisteva già un'altra band con quel nome, aggiunsero il "3" perché erano nati come trio (Neil, Rachel e il batterista Ian McCutcheon).
Ivo Watts-Russell, il patron della storica etichetta 4AD (famosa per Cocteau Twins e Pixies), ascoltò i primi demo di sei brani e firmò la band praticamente sulla fiducia. Excuses For Travellers rappresenta l'apice del legame tra la band e la 4AD, dimostrando come un'etichetta post-punk potesse pubblicare uno dei migliori dischi alt-country dell'epoca.
Questo e' un album malinconico ma luminoso, dove l'attitudine britannica incontra la vastità della americana alla Gram Parsons, Bob Dylan o Neil Young.
Halstead si conferma uno dei cantautori più eleganti e sottovalutati della sua generazione. Il disco brilla per la limpidezza degli arrangiamenti: chitarre acustiche cristalline, una chitarra pedal steel nostalgica e sognante, pianoforti caldi e interventi discreti di ottoni e archi.
A coronare il tutto ci sono gli intrecci vocali: la voce felpata e ruvida di Neil s'incastra in armonie sublimi con la voce angelica di Rachel Goswell.
Nonostante il plauso unanime della critica specializzata, Excuses For Travellers fu una sorta di gemma nascosta commerciali. Non vendette cifre da classifica, ma nel corso degli anni si è guadagnato uno status di culto assoluto. Molti fan riconnessi agli Slowdive dopo la loro celebre reunion del 2014 si sono poi imbattuti nei Mojave 3, scoprendo questo disco come un tesoro perduto.
👉⭐⭐⭐⭐
👉https://youtu.be/JXi3kqUhaLE?si=ng3UicE3NrKnhBQZ

Domani in occasione del "Global Beatles Day" , 10% di sconto sul catalogo Beatles , nuovo ed usato.Global Beatles Day 👉h...
24/06/2026

Domani in occasione del "Global Beatles Day" , 10% di sconto sul catalogo Beatles , nuovo ed usato.
Global Beatles Day
👉https://www.globalbeatlesday.com/

Tomorrow in storePresentazioneOre 18.30
16/06/2026

Tomorrow in store
Presentazione
Ore 18.30

Vinyl of the day.Se c'è un disco che incarna perfettamente il concetto di "viaggio sonoro" nel panorama rock dell'ultimo...
09/06/2026

Vinyl of the day.
Se c'è un disco che incarna perfettamente il concetto di "viaggio sonoro" nel panorama rock dell'ultimo decennio, quello è senza dubbio "A Deeper Understanding" dei The War on Drugs.
Pubblicato nell'agosto del 2017, il quarto album in studio della band guidata da Adam Granduciel non era un compito facile: doveva raccogliere l'eredità del capolavoro Lost in the Dream (2014), il disco che li aveva consacrati a livello mondiale.
Il risultato? Un album monumentale che è valso alla band un Grammy ed è diventato un classico istantaneo del modern rock.
La prima cosa che colpisce di A Deeper Understanding è la produzione, curata maniacalmente da Granduciel insieme al fonico Shawn Everett. Il suono è denso, stratificato, incredibilmente pulito ma caldo.
Le influenze sono evidenti e non vengono nascoste: il lirismo e il cantato "parlato" di Bob Dylan, l'epica da "working class" di Bruce Springsteen (periodo Born in the U.S.A.) e le chitarre cristalline di Tom Petty o dei Dire Straits. Ma Granduciel riesce nel miracolo di non sembrare un semplice imitatore.
Se Lost in the Dream era il racconto di un crollo nervoso e della depressione, A Deeper Understanding – come suggerisce il titolo stesso – è il tentativo di elaborare quel dolore. I testi sono astratti, pieni di immagini legate alla notte, al vento, all'oscurità e alla ricerca della luce.
A Deeper Understanding è un album che richiede tempo. Al primo ascolto può dare l'impressione di una formula che si ripete o di un suono a tratti troppo omogeneo. Dal secondo ascolto in poi, però, iniziano a emergere dettagli microscopici, sfumature di synth, e ogni traccia rivela la propria identità.
👉⭐⭐⭐
👉https://youtu.be/Dj_eFigyvQ8?si=Imf3sdyT9KAHcK6y
❤️

Vinyl of the day . Il ritorno sulla lunga distanza dei Seefeel con Sol.Hz (pubblicato da Warp Records) interrompe un sil...
08/06/2026

Vinyl of the day .
Il ritorno sulla lunga distanza dei Seefeel con Sol.Hz (pubblicato da Warp Records) interrompe un silenzio durato quindici anni dal loro album omonimo del 2011.
Mark Clifford e Sarah Peacock, ormai unici custodi del progetto, non sono tornati per fare un'operazione nostalgia, ma per spingere il loro suono ancora più vicino al punto di evaporazione.
Se negli anni '90 i Seefeel avevano inventato un punto di contatto impossibile tra lo shoegaze dei My Bloody Valentine e l'IDM di Aphex Twin, Sol.Hz porta quel linguaggio alle sue conseguenze più minimaliste ed estreme.
Le chitarre, storicamente centrali, qui sono quasi del tutto dissolte: rimangono sotto forma di feedback fantasmatici, bleed armonico e risonanze elettriche (come i glitch metallici di Everydays).
Il disco si muove su due livelli radicalmente diversi a seconda di come lo si ascolta, un dettaglio evidenziato anche dalla stessa cartella stampa della Warp.
A basso volume: Sembra un album ambient quasi immobile, una nebbia sonora esile e distaccata (Brazen Haze).
Ad alto volume (o in cuffia d'alta qualità): Rivela bassi tellurici, sub-frequenze che fanno vibrare la cassa toracica e micro-ritardi dub che modificano la percezione dello spazio.
Quando i Seefeel uscirono con i primi lavori, Aphex Twin rimase talmente folgorato dal loro sound che remixò la loro traccia Time To Find Me per ben due volte, mentre gli Autechre misero le mani su Spangle.
Sol.Hz è un disco esigente. Rifiuta la gratificazione istantanea, non offre ritornelli e fluttua in uno stato di sospensione perenne. Per chi decide di dedicargli del tempo in una stanza in penombra, però, si rivela uno dei loro lavori più affascinanti, un ponte fantascientifico tra la carne e il silicio.
👉⭐⭐⭐
👉https://youtu.be/NoxWjV5VbvI?si=f3_hIZeXHPpXErvQ

Vinyl of the day.Sunburned Dreamlike Safari, l'album pubblicato nel 2021 dai Lay Llamas, è il progetto psichedelico guid...
26/05/2026

Vinyl of the day.
Sunburned Dreamlike Safari, l'album pubblicato nel 2021 dai Lay Llamas, è il progetto psichedelico guidato dal polistrumentista siciliano Nicola Giunta (originariamente fondato nel 2012 insieme a Gioele Valenti).
nizialmente uscito in pochissime copie su cassetta per l'etichetta inglese Miracle Pond e poi ristampato in vinile dalla milanese Black Sweat Records, questo disco è un piccolo gioiello nascosto. Ecco una recensione approfondita condita da aneddoti e suggestioni su questo strano safari mentale.
Sunburned Dreamlike Safari non è un album di canzoni tradizionali, ma una suite di 19 micro-allucinazioni sonore (molte delle quali durano meno di un minuto) che fluttuano tra lo stato di veglia e quello di sonno.
Il disco segna un punto d'incontro perfetto tra l'anima originaria dei Lay Llamas (afrobeat, krautrock lisergico, psichedelia equatoriale) e l'immaginario dei Mouse and Sequencers (il progetto parallelo di Giunta dedito alla Library Music e alla sonorizzazione retro-futurista).
Molti critici e appassionati hanno notato come le tracce più brevi e astratte (come Just Before To Fall Asleep o Introduction To A Mysterious Topic) giochino con gli stessi identici synth giocosi e futuristici che il leggendario compositore Piero Umiliani utilizzava nei primi anni '70 per descrivere lo spazio o il progresso tecnologico nei suoi dischi di sonorizzazione (come L'uomo nello spazio o Tensione). Non a caso, la Black Sweat Records – che ha stampato il vinile di questo album – ha in catalogo diverse ristampe proprio di Umiliani.
👉⭐⭐⭐
👉https://blacksweat.bandcamp.com/album/sunburned-dreamlike-safari

Vinyl of the day.Pubblicato nel 2018 per Drag City, "The Dream My Bones Dream" è il sesto album solista di Eiko Ishibash...
25/05/2026

Vinyl of the day.
Pubblicato nel 2018 per Drag City, "The Dream My Bones Dream" è il sesto album solista di Eiko Ishibashi ed è considerato all'unanimità uno dei suoi capolavori assoluti. Sebbene oggi molti la conoscano soprattutto come compositrice di colonne sonore (su tutte quella per il film premio Oscar Drive My Car di Ryusuke Hamaguchi), questo disco rappresenta la vetta della sua produzione "avant-pop" cantata, prima di una transizione verso territori prevalentemente strumentali ed elettronici.
"The Dream My Bones Dream" è un viaggio spettrale, è un album cantato prevalentemente in giapponese, (con incursioni in cinese in Iron Veil), ma strutturato come un labirinto sonoro.
L'intero concept dell'album nasce da un evento privato e doloroso: la morte del padre di Eiko. Mettendo d'ordine tra le sue cose, la musicista ha trovato delle vecchie fotografie che ritraevano l'infanzia dell'uomo, trascorsa in un luogo e in un'epoca di cui lui non aveva mai parlato in vita: la Manciuria degli anni '40, durante l'occupazione coloniale giapponese. Il padre, un uomo estremamente taciturno, aveva completamente rimosso o taciuto quel pezzo di storia familiare
Non è un ascolto disimpegnato. Ishibashi stessa ha dichiarato in seguito che, pur essendo partita con l'idea di creare un album "fluido e piacevole", il peso della ricerca storica lo ha reso progressivamente più denso e cupo. È un'opera magnifica che si muove tra trauma e rispetto per il passato, dove gli archi eleganti e i synth analogici creano una nebbia dentro la quale i fantasmi degli antenati tornano a muoversi. Un perfetto punto d'incontro tra la tradizione melodica giapponese e l'avanguardia internazionale.
L'album è stato registrato e mixato da Jim O'Rourke (storica mente dei Sonic Youth e produttore d'avanguardia), che è anche il compagno di Eiko Ishibashi. I due vivono e lavorano in uno studio isolato tra le montagne, a circa due ore da Tokyo.

Vinyl of the day. "Nafs at peace" (2001) di Janubi è un disco del  quartetto strumentale di Lahore, Pakistan, guidato da...
22/05/2026

Vinyl of the day.
"Nafs at peace" (2001) di Janubi è un disco del quartetto strumentale di Lahore, Pakistan, guidato dal chitarrista autodidatta Ali Riaz Baqar, che ha firmato con questo debutto uno degli album jazz più folgoranti, ipnotici e trasversali degli ultimi anni, fondendo la musica classica indostana con il modal jazz coltreaniano, l'hip-hop e astrazioni elettroniche.
Il titolo dell'album affonda le radici nella filosofia islamica e nei testi coranici. Nafs è la parola araba che indica il "sé", la psiche o l'ego. Secondo la tradizione spirituale, il sé attraversa tre stadi di purificazione: l'anima incline al male (dominata dall'ego), l'anima che si rimprovera (la lotta interna e il pentimento) e, infine, l'anima tranquilla (Nafs at Peace), lo stadio in cui l'ego viene sconfitto e si raggiunge la pace interiore.
Il disco è la traduzione sonora di questa ascesa. La tracklist si muove fluidamente come una suite, partendo dalle atmosfere meditative e fluttuanti dell'iniziale Seek Refuge per poi scuotersi nei groove serrati di Insia e Raga Gujri Todi, dove la tradizione orientale incontra il battito cardiaco dell'hip-hop "alla J Dilla".
Non esisteva una sola riga di spartito scritta, non c'erano strutture pre-concordate e i brani non avevano nemmeno un titolo. I musicisti entravano in sala, accendevano i microfoni e cominciavano a suonare per ore, guidati solo dal patto silenzioso di "lasciare l'ego fuori dalla porta". I titoli e il concetto filosofico del Nafs sono nati mesi dopo, durante il missaggio, quando il leader Ali Riaz Baqar ha riascoltato i nastri accorgendosi del percorso emotivo che avevano compiuto inconsciamente.
Quella figura iconica e potente che campeggia sulla copertina dell'album non è un'immagine d'archivio o una modella, ma è la vera madre di Ali Riaz Baqar. È stata fotografata da Uzma Rao mentre era assorta in una preghiera profonda e intensa, un'invocazione per proteggere il figlio e guidarlo fuori dal periodo più buio della sua vita. È diventata il simbolo visivo perfetto di una musica che cerca rifugio e purificazione.
👉⭐⭐⭐⭐
👉https://youtu.be/shaFAVyR9Cw?si=a9FnWTNIYWgBvDwC

Indirizzo

Via Tarsia 56
Naples
80135

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 14:00
16:00 - 20:00
Martedì 10:00 - 14:00
16:00 - 20:00
Mercoledì 10:00 - 14:00
16:00 - 20:00
Giovedì 10:00 - 14:00
16:00 - 20:00
Venerdì 10:00 - 14:00
16:00 - 20:00
Sabato 10:00 - 14:00
16:00 - 20:00

Telefono

+393407454195

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