Libreria Dante & Descartes

Libreria Dante & Descartes La libreria di Piazza del Gesù Nuovo, n. 14 resterà aperta ogni sabato pomeriggio e domenica matt Due librerie animate da una passione: vendere libri.
(201)

Antichi, rari, esauriti, nuovi, universitari... In questo tempo di consumismo e di menzogne, di supermercati impersonali e virtuali anche per i libri, le librerie vanno perdendo la propria identità. Dal fondo della città, noi continuiamo la tradizione, inattuale ma opportuna, degli antichi librai. Mediatori e distributori del piacere della conoscenza.

Sempre a casa in una libreria! Dopo 15 giorni trascorsi al mercato dell'antiquariato di Panjiayuan a Pechino, la libreri...
02/09/2026

Sempre a casa in una libreria!

Dopo 15 giorni trascorsi al mercato dell'antiquariato di Panjiayuan a Pechino, la libreria di piazza del Gesù riapre!

Il mercato di Panjiayuan è uno dei mercati più vasti e organizzati della Cina, dopo l'area centrale che funziona un po' da mercatino con venditori che si alternano di giorno in giorno, ci sono una serie di palazzi in cui ogni piano ha la sua tematica.

Io sono stato ospite dell'esperto Signor Chen, che ha provato a trasmettermi i segreti sulla vendita di libri, documenti antichi, calligrafia, fumetti, dipinti, prima di inviarmi in missione presso un altro mercato dell'antiquariato con una nostra selezione andata a ruba dopo poche ore!

终于回到了书店! 在北京潘家园古玩市场度过了15天之后,Piazza del Gesù书店又要重新开张了! 潘家园是中国规模最大、管理最规范的市场之一;除了中心区域——那里的摊位每天轮换,颇像一个流动的跳蚤市场——这里还有几栋大楼,每层楼都专门经营特定类别的商品。 我得到了陈先生这位行家的热情接待,他向我传授了许多行内门道,涵盖了书籍、古旧文献、书法、连环画及字画等领域;随后,他还指派我带着一批精选的店藏商品前往另一个古玩市场,结果这些商品在短短几个小时内就销售一空



La libreria di piazza del Gesù Nuovo 14 e questa pagina saranno chiuse per le ferie estive, rirorneremo il 2 settembre!I...
06/08/2026

La libreria di piazza del Gesù Nuovo 14 e questa pagina saranno chiuse per le ferie estive, rirorneremo il 2 settembre!

Ieri Igor Sevegonda poeta cileno di passaggio a Napoli mi ha aiutato a chiudere e gliene sono grato pare sia un nuovo abitante di questa cittá.

Leggete i libri comprati anni fa, regalati, prestati già da un po', ma scegliete bene!

***La sede di via Mezzocannone 63 riapre il 24 agosto.

****In piazza del Gesù e in via Mezzocannone abbiamo disseminato un po' di libri usati di vario genere.



una carta


openmind
openheart

Bancarelle e vetrine non risentono piú degli arrivi quotidiani, abbiamo selezionato il meglio delle uscite di quest'anno...
29/07/2026

Bancarelle e vetrine non risentono piú degli arrivi quotidiani, abbiamo selezionato il meglio delle uscite di quest'anno e i libri tra i piú vari che potrebbero accompagnarti durante le vacanze.

A via Mezzocannone 63 la libreria chiuderá da venerdí 31 luglio a fine agosto.

A piazza del Gesú Nuovo 14 saremo chiusi dal 6 agosto al 1 settembre.

Adesso a piazza del Gesù Francesca Stefanelli sta traducendo e introducendo Kseniia Bolshakova, scrittrice e attivista i...
01/07/2026

Adesso a piazza del Gesù Francesca Stefanelli sta traducendo e introducendo Kseniia Bolshakova, scrittrice e attivista indigena dolgana, nata e cresciuta nella tundra del Tajmyr, nell'Artico siberiano.

Il suo libro *Un giorno toccherà al permafrost*,
scritto in dolgano è ancora inedito in Italia, ed è stato pubblicato in Russia nel 2012.

"Non c'è niente di inesauribile, né di eterno"
Le lingue scompaiono. Le mandrie si riducono. I legami si assottigliano, e persino il permafrost, un giorno, si scioglierà del tutto.



Francesca Boemia

«Non c'è niente di inesauribile, né di eterno.»Le lingue scompaiono. Le mandrie si riducono. I legami si assottigliano, ...
01/07/2026

«Non c'è niente di inesauribile, né di eterno.»
Le lingue scompaiono. Le mandrie si riducono. I legami si assottigliano, e persino il permafrost, un giorno, si scioglierà del tutto.

Siamo felici di ospitare Kseniia Bolshakova, scrittrice e attivista indigena dolgana, nata e cresciuta nella tundra del Tajmyr, nell'Artico siberiano. Nel suo libro, ancora inedito in Italia, *Un giorno toccherà al permafrost*, una bambina allevata in una famiglia di allevatori di renne racconta di come cambiano «i macro-sistemi e le entità un tempo percepite come eterne: il permafrost, la tundra, l'allevamento tradizionale, la lingua madre».
Tra memoria, ecologia e politiche linguistiche, parleremo di cosa significa crescere in una terra che per secoli è stata considerata soltanto una riserva di risorse, e di cosa resta quando anche ciò che sembrava eterno comincia a cedere.
«Con il bel tempo e il cielo terso, i dolgani si orientano tramite le stelle. Durante la bufera il cielo si fonde con la terra e la visibilità diventa pari a zero. Gli unici riferimenti che rimangono sono la rada vegetazione, gli zastrugi e il vento. Se smetti di seguire il vento, inizi a camminare in tondo ed è la fine.
I miei cari mi hanno insegnato che i valori ancestrali per noi sono salvifici. Col tempo ho capito che questa verità vale sia nella tundra, sia lontano da casa.»

Grazie a Francesca Boemia per aver organizzato tutto!

Diceva Eduardo De Filippo: «ho trovato un titolo scriverò una nuova commedia». Le sue opere cominciavano a partire dal t...
18/06/2026

Diceva Eduardo De Filippo: «ho trovato un titolo scriverò una nuova commedia». Le sue opere cominciavano a partire dal titolo.
Cito alcuni autori di titoli, che mi sono cari:
Enzo Striano con Il resto di niente racconta la distruzione della generazione di rivoluzionari del 1799, la migliore gioventù intellettuale e il resto è il niente assoluto;
Domenico Rea, Le formicole rosse: dirà «sarà questo il titolo... ho trovato!» del dramma, dopoaver ascoltato la cantilena di Fausto Perilli, fratellominore della futura moglie Anna Maria.
Così I ragazzi dei carruoccioli, mi ha prima incuriosito col titolo e poi mi ha conquistato con la sua interessante lettura... Sono salito sul romanzo e via a correre lungo le pagine non accidentate come i basoli delle strade della nostra città in quell’inizio anni Sessanta, quando era ancora ignoto era il traffico.
Ogni tanto leggendo ho risentito le voci, quando spuntava in fondo al vicolo una rara automobile con un grido si annunciava a chi era sopra il vicolo: “fermate ’e carruocciole.
Qualche anno dopo l’avvertimento era un altro: “pigliat ’o pallone”.
Biagio De Rosa ci ha lasciato un buon romanzo composto da tanti racconti, ricercati e storicamente documentati, che si intrecciano uno nell’altro e costruiscono il gomitolo che contiene una storia fatta di tante microstorie meritevoli di essere narrate.
L’autore non cerca di narrare il proprio tempo perduto, ma vuole scrivere del tempo e dei luoghi, sentiti e vissuti che ha abitato e frequentato. Ne I ragazzi dei carruoccioli leggiamo e ascoltiamo, vediamo e partecipiamo ad azioni di malignità e di generosità, il male e il bene. Ci racconta così il mistero delle vite degli “umiliati e degli offesi”, che finiscono nel corso degli eventi a capofitto, ma allo stesso tempo trovano la forza o la capacità di alzarsi nuovamente. Leggiamo come nelle pieghe del romanzo questa loro umanità viene trasposta in una prospettiva universale.
Da anni svolgo l’attività di lettore di professione scelgo ed edito con passione i libri che pubblico. Appartengo alla confraternita dei librai, sono un venditore di libri, che nel tempo, tempo cercato e trovato, nel quale leggo ed edito pure libri. Quando ricevo un dattiloscritto mi avvicino con la misura della distanza, perché devo responsabilmente rispondere, a lettura avvenuta, con il pre-potente potere di pubblicarlo o rifiutarlo. Elemento decisivo nella lettura e nella scelta è cercare insieme alla capacità letteraria la nascosta necessità dell’autore; il suo bisogno di voler raccontare, testimoniare, di storie vere o inventate, che devono sembrare quasi specchio della nostra commedia umana. Nel caso di Biagio De Rosa ho trovato oltre una buona qualità narrativa una sentita necessità. Sono elementi che non sempre stanno insieme nelle tante proposte che ricevo. La squisita collaborazione dei figli dell’autore: Danilo, Fabrizio e della moglie Anna Maria Rotondaro Aveta. Purtroppo a tanti non riesce di giungere al traguardo di un testo “necessario”. Chiudo questa nota perché sono arrivato. Qui scendo da “Freccia” come avevo chiamato, tanto tempo fa, il mio carruocciolo. Napoli, 12 giugno 2026
Raimondo Di Maio, il libraio ed editore in fondo alla città

Una libreria si trova sempre al bordo di una grande grande strada che non va da nessuna parte se non di libro in libro, ...
16/06/2026

Una libreria si trova sempre al bordo di una grande grande strada che non va da nessuna parte se non di libro in libro, abbandonata a sé stessa mentre segue le tracce della propria idea che è, alla lettera, indefinitamente ristampata, una grande strada lungo la quale non cessa quel commercio commosso e sottile dei pensieri.

Jean Luc Nancy Del libro e della libreria

quando ho scritto quelle righe l'ho fatto per il timore di dimenticare quanto di brutto mi fosse accaduto, quelle parole erano la risposta ad un'aggressione da parte di chi non è stato piú forte ma solo piú arrogante e cattivo ottenendo solo disprezzo per quei torti che non diventeranno mai diritti grazie a chi ci ha creduto e manifestato solidarietá e rispetto per quello che siamo e quello che facciamo ogni giorno

l'unica possibilitá per provare a fuggire dai fantasmi che lasciano le minacce è immaginare come evitare in futuro eventi del genere e chiedere in maniera urgente un regolamento per occupare lo spazio esterno con bancarelle di libri che non servono solo a chi deve vendere i libri, quei libri esposti all'esterno possono gridare a chiunque Leggimi!Leggimi!Sfogliami! e quindi perchè non regolarizzare le bancarelle di libri in una regione che registra le percentuali più basse di residenti che leggono almeno un libro all'anno?

organizzare presentazioni di libri all'aperto a piazza del Gesú comporta la paura di essere sanzionati cacciati silenziati come nel settembre 2020 quando la presentazione di un fumetto di Diego Miedo con gli interventi del compianto Goffredo Fofi fu interrotta dalle forze dell'ordine e da allora per fare le presentazioni in piazza con i colleghi di LIRe studiammo una serie di escamotage che ancora adotto e adottiamo

  

 

Ore 16 arrivano in piazza a motori spiegati alcune e si mettono con 4 auto a chiudere la libreria da ogni lato. Chiedo d...
12/06/2026

Ore 16 arrivano in piazza a motori spiegati alcune e si mettono con 4 auto a chiudere la libreria da ogni lato. Chiedo di lasciarmi un po' di spazio, fanno finta di niente capisco che sanno di avere il coltello dalla parte del ma**co perchè sono forze dell'ordine in borghese, non demordo e azzardo una seconda richiesta questa volta in tono più deciso, esce dall'auto un uomo munito di paletta mi chiede di ripetere, gli ripeto che avrei bisogno di spazio per la mia attività e che lo stallo dedicato alle forze dell'ordine è vuoto, di lì in poi mi ritrovo in una morsa di poliziotti che con modi autoritari mi accusano di non aver tenuto conto della loro autorità. Arriva una poliziotta e lancia via una sedia che lascio sempre fuori per far sedere chi passa, dicendo che è pericolosa per i bambini, la alzo e la chiudo sperando si calmi... Mi chiedono la licenza nel panico gliene consegno solo una parte mentre in 8 continuano a minacciarmi, la più accanita è la poliziotta lancia sedie che mi spintona più di una volta senza complimenti, chiedo ad un suo collega di intervenire e la riprende dicendo di stare calma. Trovo l'altro pezzo della licenza la consegno è in regola. A quel punto mi chiedono l'autorizzazione per le bancarelle dei libri in offerta, gli faccio notare che a Napoli esistono autorizzazioni solo per chi somministra bevande o alimenti e sempre Lei ridendo mi dice che lo sa bene per questo me l'ha chiesto,le rispondo il comune da che sono in vita non ha mai previsto un'autorizzazione di tal tipo, mentre sto parlando con un ispettore alle mie spalle mi volto in maniera istintiva per vedere chi fosse ( era un loro collega) e qui ancora una scarica d'ira perchè gli ho voltato le spalle, l'ho fatto in maniera istintiva...Finalmente verso le 16.30 se ne vanno a piedi mi lasciano le loro minacce e mi dicono che torneranno e mi faranno un c**o così, lasciano le auto avanti al negozio distruggendo il mio morale e la mia attività.
*so che ci sono bancarelle sprovviste di autorizzazione per tutta la città non è mio interesse contestarle, mi interesserebbe solo ricevere un'autorizzazione per le bancarelle dei libri

"Quest'albero, da quanti anni sarà caduto?"Bé, il più grande degli alberi ricresciuti avrà circa quarant'anni, e dato ch...
19/05/2026

"Quest'albero, da quanti anni sarà caduto?"

Bé, il più grande degli alberi ricresciuti avrà circa quarant'anni, e dato che il muschio doveva essersi già formato prima che i  semi cadessero perché non prova lei a stimarne  l'età?  Sa, il tempo della foresta è molto diverso da quello degli uomini", fu la risposta calma e pragmatica che ricevetti...

Koda Aya scrisse Alberi a partire dal '71, venne poi pubblicato postumo nel '92.

Il libro è composto da brevi saggi che sono in realtá dei percorsi tra foreste millenarie e giardini domestici con un'attenzione ossessiva e paziente per i dettagli come la luce che filtra tra i rami.

È la filosofia che ispira Hirayama il protagonista di Perfect Days di Wenders che durante il film legge e rilegge questo libro.

Alberi esce per la prima volta in italiano da Mondadori nella traduzione di Alice Massa.

Per scattare la prima foto sono andato a Via Cervantes uno dei pochi posti alberati del centro di Napoli.


Indirizzo

Via Mezzocannone, 63/Piazza Del Gesù Nuovo, 14
Naples
80134

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 19:30

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Libreria Dante & Descartes pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi

Digitare